Il report di Legambiente

Mantova maglia nera per lo smog nel 2023: è tra le città più inquinate d'Italia dalle polveri sottili

Preoccupa il fatto che lo scorso anno il nostro capoluogo di provincia abbia superato la soglia di PM10 di 50 µg/mc per 62 giorni consecutivi

Mantova maglia nera per lo smog nel 2023: è tra le città più inquinate d'Italia dalle polveri sottili
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Nella giornata di giovedì, 8 febbraio 2024, è stato reso pubblico da Legambiente il report nazionale "Mal'aria di Città 2024" che focalizza la sua attenzione sull’inquinamento atmosferico nei capoluoghi di provincia nel corso del 2023. I dati che emergono dal rapporto testimoniano una grave situazione per la città di Mantova: lo scorso anno, infatti, il si è posizionata tra gli undici centri urbani più inquinati di tutta Italia dalle polveri sottili PM10.

Legambiente, il report "Mal'aria di città 2024"

La lotta allo smog nelle città italiane è ancora in salita secondo il nuovo report di Legambiente “Mal Aria di città 2024”, redatto nell’ambito della Clean Cities Campaign. Infatti, nonostante una riduzione dei livelli di inquinanti atmosferici nel 2023, le città faticano ad accelerare il passo verso un miglioramento sostanziale della qualità dell’aria.

I loro livelli attuali, come fa sapere l'associazione ambientalista italiana, sono stabili ormai da diversi anni, in linea con la normativa attuale, ma restano distanti dai limiti normativi che verranno approvati a breve dall’UE, previsti per il 2030 e soprattutto dai valori suggeriti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, evidenziando la necessità di un impegno deciso, non più rimandabile, per tutelare la salute delle persone.

Il report di Legambiente ha analizzato i dati del 2023 nei capoluoghi di provincia, sia per quanto riguarda i livelli delle polveri sottili (PM10, PM2.5) che del biossido di azoto (NO2). Dalle rilevazioni di Legambiente è emerso un quadro preoccupante: in sintesi, 18 città sulle 98 monitorate, hanno superato gli attuali limiti normativi per gli sforamenti di PM10 (35 giorni all’anno con una media giornaliera superiore ai 50 microgrammi/metro cubo).

"I dati del 2023 ci dicono che il processo di riduzione delle concentrazioni è inesistente o comunque troppo lento - spiega Andrea Minutolo, responsabile scientifico di Legambiente - Ad oggi, infatti, ben 35 città dovranno intensificare gli sforzi per ridurre le loro concentrazioni di PM10 entro il 2030, con una percentuale di riduzione compresa tra il 20% e il 37%, mentre per il PM2.5 il numero di città coinvolte sale a 51, con una riduzione necessaria tra il 20% e il 57%. Non migliore la situazione per quanto riguarda l’NO2, dove 24 città dovranno ridurre le emissioni tra il 20% e il 48%.

Alla luce degli standard dell’OMS, che suggeriscono valori limite molto più stringenti dei valori di legge attuali e che rappresentano il vero obiettivo per salvaguardare la salute delle persone, la situazione diventa ancora più critica. Bisogna determinare una svolta a livello nazionale e territoriale per ridurre l’impatto sanitario sulla popolazione italiana, il costo ad esso associato, e il danno agli ambienti naturali".

Mantova tra le maglie nere per lo smog nel 2023

E tra queste capoluoghi inquinati, purtroppo, c'è anche Mantova.

Come riportato dal report di Legambiente, infatti, in testa alla classifica delle città che hanno superato la soglia delle PM10 lo scorso anno c'è Frosinone (Lazio) con 70 giorni di sforamento, il doppio rispetto ai valori ammessi. Seguono poi Torino con 66 giorni, Treviso con 63 giorni e... proprio Mantova. Il nostro capoluogo di provincia (insieme a Padova e Venezia) ha totalizzato, alla centralina di via Ariosto, 62 giorni consecutivi con polveri sottili superiori ai 50 microgrammi/metro cubo.

Anche le tre città venete, Rovigo, Verona e Vicenza superano questa soglia, rispettivamente con 55, 55 e 53 giorni. Poi ci sono Milano, Asti, Cremona, Lodi, Brescia, Monza, Alessandria, Napoli e Ferrara.

Qui di seguito, ecco quali sono le undici città da bollino nero per le PM10.

Delle 98 città capoluogo di provincia di cui si è potuto risalire al dato per il PM10, nessuna ha superato il limite normativo previsto (40 µg/mc), fenomeno che ormai si verifica da diversi anni a questa parte. Le città con i valori medi più elevati sono Padova, Vicenza e Verona (tutte con 32 µg/mc), Cremona e Venezia (31 µg/mc), Rovigo, Treviso, Torino, Cagliari, Brescia e Mantova (30 µg/mc). Se si analizza il valore medio annuale di queste città dal 2019 al 2023, si noterà però come – di fatto – negli ultimi cinque anni i valori registrati siano stati sostanzialmente stabili.

Nonostante ciò, se il 2030 fosse già qui, il 69% delle città risulterebbe fuorilegge per il PM10, con le situazioni più critiche proprio nei capoluoghi appena citati, Mantova compresa.

Qui di seguito, invece, ecco un confronto tra i valori limiti normativi attuali, i limiti previsti al 2030 e i valori suggeriti dall’OMS previsti come vincolanti in Europa al 2035

STANDARD DIRETTIVA ATTUALE STANDARD REVISIONE DIRETTIVA
STANDARD OMS
PM10 ANNUALE 40 μg/mc 20 μg/mc 15 μg/mc
PM10 GIORNALIERO 50 μg/mc massimo 35 volte per anno 45 μg/mc massimo 18 volte per anno
45 μg/mc massimo 3-4 volte per anno
PM2.5 ANNUALE 25 μg/mc 10 μg/mc 5 μg/mc
PM2.5 GIORNALIERO
25 μg/mc massimo 18 volte per anno
15 μg/mc massimo 3-4 volte per anno
NO2 ANNUALE 40 μg/mc 20 μg/mc 10 μg/mc
NO2 GIORNALIERO
50 μg/mc massimo 18 volte per anno
25 μg/mc massimo 3-4 volte per anno

Il dettaglio completo sullo smog a Mantova nel 2023

Il rapporto di Legambiente, però, fornisce anche dettagli specifici, oltre che sulle PM10, anche sulle polveri sottili PM 2.5 e sul biossido di azoto NO2. Qui di seguito ecco lo scenario dei capoluoghi di provincia in Lombardia, con la riduzione delle concentrazioni necessaria.

Medie annuali 2023 (µg/mc) Riduzione delle concentrazioni necessaria (%)
Città PM10 PM2.5 NO2 PM10 PM2.5 NO2
BERGAMO 25 20 32 -20% -50% -38%
BRESCIA 30 19 26 -33% -47% -22%
COMO 22 15 31 -11% -32% -35%
CREMONA 31 21 25 -36% -53% -19%
LECCO 18 14 24 0% -31% -16%
LODI 29 18 24 -30% -45% -17%
MANTOVA 30 17 21 -32% -40% -6%
MILANO 28 18 35 -28% -46% -42%
MONZA 25 18 28 -21% -45% -28%
PAVIA 28 19 26 -28% -47% -22%
SONDRIO 21 16 19 -3% -39% 0%
VARESE 20 15 23 0% -31% -14%

In base alla tabella appena riportata, Mantova si trova drammaticamente al secondo posto del podio per le PM10 (insieme a Brescia e dietro Cremona) con una media di 30 µg/mc. Migliore è la situazione delle PM 2.5 e del NO2.

"Ancora una volta l’obiettivo di avere un’aria pulita nei centri urbani italiani rimane un miraggio, come dimostra la fotografia scattata dal nostro rapporto Mal’Aria di città - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - Le fonti sono note così come sono disponibili e conosciute le azioni e le misure di riduzione delle emissioni, ma continuiamo a registrare ancora forti e ingiustificati ritardi nel promuovere soluzioni trasversali. Serve quindi un cambiamento radicale, attuando misure strutturali ed integrate, capaci di impattare efficacemente sulle diverse fonti di smog, dal riscaldamento degli edifici, dall’industria all’agricoltura e la zootecnia fino  alla mobilità, dove le misure di riduzione del traffico e dell’inquinamento possono ben conciliarsi con una maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti, come dimostra l’importante intervento della città a 30km/h di Bologna voluto dal sindaco Matteo Lepore e dall’amministrazione comunale. Un intervento già realizzato in diverse città europee che chiediamo sia sempre più diffuso anche in quelle italiane".

Le proposte di Legambiente

Per uscire dalla morsa dell’inquinamento – secondo il Cigno Verde – bisogna tenere conto delle diverse realtà territoriali e agire sulle diverse fonti di emissioni di inquinanti atmosferici in maniera sinergica. Solo così si potrà nel medio periodo tornare a respirare aria pulita nelle nostre città. Ecco, le direzioni da seguire:

  • Muoversi in libertà e sicurezza per le città: Servono investimenti massicci nel TPL, incentivi all’uso del trasporto pubblico, mobilità elettrica condivisa anche nelle periferie, implementare ZTL, LEZ (Low emission zone) e ZEZ (Zero emission Zone), elettrificazione anche dei veicoli merci digitalizzare i servizi pubblici, promuovere l’home working, ampliare reti ciclo-pedonali e ridisegnare lo spazio urbano, a misura di persona con limiti di velocità a “città 30”, rendendo al contempo la mobilità non solo più pulita, ma più sicura e realmente inclusiva.
  • Riscaldarsi bene e meglio: Bisogna vietare progressivamente le caldaie e generatori di calore a biomassa nei territori più inquinati; negli altri invece supportare l’installazione di tecnologie a emissioni “quasi zero”, con sistemi di filtrazione integrati o esterni, o soluzioni ibride.
  • Occuparsi anche delle campagne: In aree rurali con agricoltura e allevamento intensivo, le emissioni agricole possono superare quelle industriali o urbane. Occorre dunque vigliare sul rispetto dei regolamenti per lo spandimento e rapido interramento dei liquami, e promuovere investimenti agricoli verso pratiche che riducano le emissioni ammoniacali, come la copertura delle vasche di liquami e la creazione di sistemi di trattamento, soprattutto per la produzione di biometano.
  • Monitorare per la tutela della salute: È inoltre necessario cambiare anche la strategia di monitoraggio sinora impiegata, aumentando il numero di centraline di monitoraggio in modo da garantire una copertura di tutte le principali aree urbane del Paese. Con la prossima adozione di nuovi limiti più allineati con quelli dell’OMS, infatti, molte delle aree che ora sono in regola non lo saranno più e la verifica costante e puntuale della situazione sarà ancora una volta quanto mai necessaria. Oggi sono disponibili sensori a basso costo che si possono affiancare alle centraline tradizionali, rendendo il monitoraggio distribuito, capillare e scientificamente fondato secondo il paradigma delle smart cities.

Quest’anno, Legambiente lancia la campagna itinerante “Città2030: le città e la sfida del cambiamento” che si svolgerà dall’8 febbraio al 6 marzo.

L’iniziativa, realizzata nell’ambito della Clean Cities Campaign, una coalizione europea di ONG e organizzazioni della società civile, di cui anche il cigno verde fa parte, farà tappa in diciotto città italiane per promuovere una mobilità sostenibile e a zero emissioni e per chiedere città più vivibili e sicure.

L’iniziativa giungerà a Avellino (13/02), Reggio Calabria (14/02), Messina (14/02), Napoli (15/02), Lodi (19/02), Trieste (20/02), Pescara (21-22/02), Bologna (23/02), Padova (24/02), Perugia (24/02), Roma (26/02), Milano (27/02), Latina (28/02), Firenze (29/02-1/03), Torino (1-2/03), Catania (1-2/03), Lecce (3-5/03) e Genova (04-05/03).

Durante le tappe, saranno organizzati incontri con rappresentanti delle amministrazioni locali, esperti e cittadini per discutere delle sfide legate alla mobilità sostenibile nei vari contesti urbani, sia iniziative di piazza come flash mob, presidi, attività di bike to school. Zero Emission, sharing mobility, TPL elettrico e Città30 saranno alcuni dei principali temi affrontati.

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