L'INTERVISTA

Palazzi straccia tutti col 70%: il perché della vittoria

Il segretario provinciale del Pd: "Si raccoglie un voto che va oltre le ideologie politiche se si lavora bene."

Palazzi straccia tutti col 70%: il perché della vittoria
Mantova, 23 Settembre 2020 ore 18:49

Una vittoria come quella annunciata ieri, 22 settembre 2020, non si era mai vista a Mantova: sindaco eletto al primo turno con oltre il 70% di preferenze, distaccando in maniera abissale i propri avversari. Una vittoria che fa storia, paragonabile a quella del riconfermato Governatore del Veneto Zaia, e che abbiamo esaminato insieme al Segretario Provinciale del Pd Mantova, Marco Marcheselli.

Il perché della vittoria schiacciante di Palazzi

Marcheselli, come spiega la vittoria schiacciante di Palazzi?

Visto come si è lavorato in questi anni confidavamo e speravamo in un successo, l’aria era che si potesse arrivare ad un successo già al primo turno ma, inutile nasconderlo, il risultato è andato oltre alle nostre aspettative. In questo voto c’è il riconoscimento della concretezza del lavoro di questi anni e la chiara volontà di andare avanti così. E’ un voto che mette insieme il passato prossimo – quello che è sotto gli occhi di tutti i cittadini – e il futuro.

E’ un voto che spiega come Mantova voglia continuare in questa direzione. Ha giocato molto anche il fatto di dire che, confermando questa squadra, io elettore ho la consapevolezza che si farà ancora molto. Un lavoro concreto e puntuale che ha toccato tutti gli aspetti di una città che ha ancora bisogno di molto lavoro.

C’è ancora molto da fare a Mantova

In questi anni si sono toccati tantissimi aspetti, dai lavori pubblici alla cultura, passando per il sociale – ricordiamo che Mantova è il primo comune italiano ad avere gli asili nido gratis – e attenzione a tanti temi, compreso l’ambiente.  Rimane ancora molto da fare, Mantova è una città che ha bisogno di tanto e 5 anni non bastano. L’insistenza di giocare su tanti campi, il fatto che chi ha governato questa città non si sia mai “sentito sazio”. Dopo aver ripreso la città alla destra non siamo arrivati per vivere di rendita e accontentarci di quella vittoria ma abbiamo giocato all’attacco. Questo è lo spirito che ha contraddistinto il Sindaco e la Giunta, basti vedere tutte le preferenze ottenute dagli assessori in queste votazioni.

Soddisfazione del Partito Democratico, cresciuto del 20%

In questo 70% c’è orgogliosamente tanto del Partito Democratico (non dimentichiamo che Palazzi è un sindaco del Pd), che rispetto al 2015 ha guadagno 1000 voti crescendo così del + 20%: un risultato enorme, attorno al quale c’è il lavoro di una squadra ampia. E’ straordinario anche il successo di Lista Gialla, che si è saputa rapportare con le forze politiche, un progetto a cui guardare entro il livello mantovano.

Cosa ne pensa dei voti ricevuti da chi fa parte del centrodestra?

I voti ottenuti vanno oltre la sinistra e questo perché in una realtà amministrativa che fa cose concrete che incidono nella vita dei cittadini, a prescindere dall’essere di centrodestra o meno, ti fa pensare. Se inciampi nei cantieri capisci che la città sta cambiando e che hai di fronte una squadra compatta che incide sulla vita concreta delle persone, al di là del colore politico. Questa è stata una giunta di centro sinistra che non ha avuto certo “la puzza sotto il naso” e che si è messo al servizio di tutti i cittadini. L’elettore di centro destra ha capito che da una parte c’era la voglia di andare avanti per migliorare, dall’altra invece i soliti slogan secondo i quali non andava mai bene niente, quando invece la realtà raccontava un’altra cosa. Si raccoglie un voto che va oltre le ideologie politiche se si lavora bene. Le persone di questa amministrazione hanno saputo interloquire e dialogare con chiunque. E i risultati parlano chiaro: a Mantova nessuno ha mai vinto al primo turno, mai con percentuali così importanti e mai la destra è stata così in basso.

Mantova è esempio di persone valide. Il modello Palazzi parte dal sindaco ma si fonda su persone competenti e brave che non hanno litigato.

Questo successo è il segnale di un cambiamento per il Paese?

E’ il segnale di un paese che ci dice in generale di guardare alla concretezza delle cose, e che anche a livello nazionale occorre stare molto attenti e guardare meno alle questione per gli addetti al lavoro e più alla concretezza. Il Pd a Mantova si è dimostrato il perno di una coalizione di centro sinistra aperta, un campo pluralista che guarda a forze civiche che ci sono e sono importanti all’interno del paese, che hanno perso fiducia nei partiti che, però, avvicinandosi alla partecipazione civica possono riconquistarla.

Il Pd in una eventuale coalizione di governo ha il dovere di stimolare la partecipazione politica nel paese.

Positivo il fatto che più cittadini abbiano votato?

Certamente, possiamo fare i progetti più belli del mondo ma se siamo in pochi ad attuarli non si fa strada: per fare le cose per bene serve un coinvolgimento di tanti, come quello che c’è stato alle urne. Un dato che è importante anche a livello nazionale, segno che la gente ha voglia di vedere qualcosa e a Mantova in maniera particolare.

Quel voto c’era in uno slogan: “Grazie e avanti così”.

Giordana Liliana Monti

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