La Polizia di Stato di Mantova ha identificato e denunciato sei giovani responsabili di una violenta aggressione, avvenuta il 7 giugno 2026 in Piazza Broletto ai danni di un ragazzo e di una donna. Il pestaggio, scatenato dalla difesa di una parente offesa verbalmente, ha portato anche alla sospensione della licenza del bar in cui è iniziato l’alterco.
Violenza in centro
Non è rimasta impunita la brutale aggressione che, nella notte dello scorso 7 giugno, ha trasformato il centro storico di Mantova in un teatro di violenza gratuita. Al termine di una serrata e minuziosa attività investigativa, gli uomini della Polizia di Stato sono riusciti a dare un volto e un nome ai componenti del “branco” che ha terrorizzato Piazza Broletto. Sei giovani sono stati identificati e denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria: per molti di loro si tratta dell’ennesimo guaio con la giustizia, potendo già vantare precedenti di polizia per reati analoghi.
Un insulto sessista
Le indagini, condotte con tempestività dalla Squadra Mobile della Questura di Mantova, hanno permesso di ricostruire nei minimi dettagli la genesi della violenta spirale. Tutto è iniziato tra i tavolini del bar “Lasagna”, dove due donne e un giovane si stavano trattenendo per trascorrere la serata. L’atmosfera tranquilla è stata bruscamente interrotta quando uno degli indagati ha rivolto pesanti e ingiustificate offese verbali nei confronti della zia del ragazzo. Un affronto inaccettabile che ha spinto il giovane a intervenire immediatamente per prendere le difese della congiunta e pretendere rispetto, scatenando però la reazione spropositata dell’aggressore.
Calci, pugni e sedie usate come armi
Ciò che poteva rimanere un alterco verbale è degenerato in pochi istanti in un pestaggio in piena regola. Alle prime reazioni dell’insultatore si sono infatti uniti i suoi sodali, una vera e propria fazione di picchiatori che si è scagliata compatta contro il malcapitato. Sotto gli occhi atterriti dei numerosi avventori e dei passanti che affollavano la piazza in quel momento, il branco ha colpito la vittima con una ferocia inaudita, utilizzando non solo calci e pugni, ma anche le sedie abusivamente prelevate dal plateatico dell’esercizio commerciale. La furia collettiva è proseguita per diversi, interminabili minuti, senza che nessuno dei partecipanti i mostrasse un briciolo di pentimento.
La spirale di violenza non si è fermata nemmeno di fronte al coraggio di una terza persona. Un’altra donna, amica del giovane e presente al tavolo, ha tentato disperatamente di interporsi e fare da scudo umano per proteggere l’amico ormai sopraffatto dalla superiorità numerica degli aggressori. Un gesto di generosità che le è costato caro: i componenti del gruppo non hanno esitato a colpire anche lei, infierendo brutalmente prima di dileguarsi e far perdere le proprie tracce tra le vie del centro.
Il bilancio
Ad avere la peggio nello scontro è stato il ragazzo accorso in difesa della zia. Colpito ripetutamente, il giovane ha perso i sensi sul selciato della piazza prima che l’arrivo dei soccorritori permettesse il suo trasferimento d’urgenza, in codice giallo, presso il nosocomio cittadino. I medici gli hanno riscontrato un forte trauma cranico e molteplici abrasioni su tutto il corpo, dimettendolo successivamente con una prognosi di cinque giorni.
Oltre alle denunce penali, l’episodio ha avuto pesanti ripercussioni anche per il locale teatro della vicenda: lo scorso 15 giugno, infatti, il Questore di Mantova ha disposto la sospensione immediata della licenza del bar “Lasagna” ai sensi dell’articolo 100 del TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza), qualificandolo come fulcro di situazioni di pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.
Si precisa che, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza, i giovani denunciati all’Autorità Giudiziaria sono da considerarsi innocenti fino a quando non interverrà una sentenza di condanna definitiva.