Tamponi positivi

Variante inglese del Covid, riscontrati 10 casi di positività a Mantova e Cremona

Si tratta di sette cremonesi e tre mantovani tutti rientrati dal Regno Unito. 

Variante inglese del Covid, riscontrati 10 casi di positività a Mantova e Cremona
Cronaca Mantova, 24 Gennaio 2021 ore 15:55

Variante inglese del Covid, riscontrati 10 casi di positività in cittadini cremonesi e mantovani rientrati dalla Gran Bretagna.

Variante inglese, 10 casi di positività a Mantova e Cremona

Dieci contagi della variante inglese del Coronavirus sono stati riscontrati a Cremona e Mantova. Sono tutte persone rientrate dal Regno Unito e nello specifico sette sono cremonesi e tre mantovani.

Le positività sono state riscontrate dopo un tracciamento eseguito dall’Ats Val Padana a partire dal 14 dicembre scorso su un totale di 250 cittadini cremonesi e mantovani rientrati dalla Gran Bretagna.

In isolamento

I tamponi hanno rilevato 22 casi di contagi ma solo dieci di questi riguardavano la variante inglese. Tutti i positivi sono stati messi in isolamento e sottoposti a sorveglianza sanitaria.

Anche in provincia di Bergamo

Anche in provincia di Bergamo nei giorni scorsi è stato riscontrato un caso di Covid-19 nella sua temuta (ma non più pericolosa) variante “inglese”. Un paziente transitato da uno dei tre drive-in allestiti dall’azienda trevigliese è risultato infatti positivo, e le successive analisi genetiche sul campione di virus prelevato tramite tampone orofaringeo hanno confermato che si tratta di un caso della variante inglese.

Cos’è la variante inglese

Nelle scorse settimane, in Inghilterra è stata identificata una variante di Coronavirus che avrebbe una capacità di diffusione, e quindi di contagio, più veloce delle varianti finora note del virus. Da qui il nome “gergale” della variante, sulla quale già nelle scorse settimane era scattato un piano di sorveglianza. Il virus inglese è infatti più veloce e più efficiente nel trasmettersi da uomo a uomo, fino al 70% in più.

Non è tuttavia, di per sé, più pericoloso. Né, sembra ormai accertato, sono da considerarsi fondati i timori per la “resistenza” ai vaccini finora messi in campo dalla comunità scientifica. Scoperta ufficialmente il 14 dicembre scorso, la variante B.1.1.7, ora chiamata VOC 202012/01 ha avuto origine, secondo l’Imperial College  nel sud-est dell’Inghilterra a settembre.

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