Sfruttamento madopera clandestina nel distretto della calza: due arresti

Sequestrato stabile e merce per un valore di 50mila euro.

Sfruttamento madopera clandestina nel distretto della calza: due arresti
Cronaca Alto Mantovano, 20 Luglio 2018 ore 09:41

Sfruttamento manodopera clandestina nel distretto della calza: due cittadini cinesi arrestati.

Sfruttamento manodopera clandestina

Incessante l’attività di contrasto allo sfruttamento della manodopera clandestina da parte dell’Arma dei Carabinieri. Nel pomeriggio ieri, 19 Luglio 2018, a Asola (MN), i militari della locale Stazione Carabinieri unitamente ai militari della Stazione Carabinieri di Castel Goffredo, della Polizia locale di Asola, del personale PSAL ATS Valpadana e personale INAIL e INPS, nel contesto di un’attività di repressione della manodopera irregolare e clandestina, operante nel cosiddetto “distretto della calza”, della “Task-Force” costituita dalla Prefettura di Mantova, il cui coordinamento è affidato al Comandante della Compagnia Carabinieri di Castiglione delle Stiviere, Maggiore Simone Toni, hanno arrestato per i reati di “trarre un ingiusto profitto favorendo la permanenza nel territorio italiano di cittadini stranieri e sfruttamento della manodopera clandestina” una 52enne e un 22enne, entrambi cinesi, titolari di un laboratorio tessile.

Due lavoratori senza contratto

Nella circostanza, a seguito del controllo effettuato dai militari operanti all’interno dell’attività, hanno identificato 12 lavoratori di cui 2 privi di regolare contratto lavorativo e un 47enne privo di regolare permesso di soggiorno. Anche quest'ultimo è stato arrestato in quanto ha esibito un permesso di soggiorno appartenente a un’altra persona.

Stabile e merce sequestrati

Lo stabile e la merce per un valore di 50mila euro sono stati posti sotto sequestro preventivo. Il personale dell’INPS e INAIL Nucleo Ispettorato del lavoro hanno provveduto ad elevare una sanzione amministrativa di 8.700,00 euro. Dopo le formalità di rito, le persone arrestate sono stati portate presso la propria abitazione in regime di custodia domiciliare, mentre il clandestino è stato trattenuto presso la camera di sicurezza in attesa del rito direttissimo come disposto dall’Autorità Giudiziaria.