L'intervista

Protesta #Ioapro Mantova, ristoratore va avanti anche dopo 30 multe: “Non ho altra scelta”

La richiesta è solo una: poter lavorare (in sicurezza).

Protesta #Ioapro Mantova, ristoratore va avanti anche dopo 30 multe: “Non ho altra scelta”
Cronaca Sotto il Po, 18 Gennaio 2021 ore 15:04

Nei giorni scorsi l’iniziativa #ioapro, pubblicizzata su tutti i social, molto discussa e sentita, si è diffusa a macchia d’olio in diverse città italiane. Seppur sembrasse aver ottenuto grande consenso tra i ristoratori, quelli che alla fine hanno effettivamente “sfidato il sistema” tenendo aperti i propri locali oltre l’orario consentito dai vari Dpcm sono stati molti meno ai prospettati. Ma quelli che lo hanno fatto resistono e vengono incoraggiati dai molti clienti che hanno deciso di sostenerli in barba alle salate multe erogate in queste sere.

Protesta #Ioapro Mantova, ristoratore va avanti

Tra questi ristoratori ribelli (o coraggiosi, a seconda dei punti di vista) c’è anche Marzio Francaviglia, 47 anni, l’unico ristoratore dell’intero Oltrepò mantovano ad aver aderito a #ioapro. Marzio, insieme alla sua famiglia, gestisce due locali de “La terrazza Caffè“: una a Moglia in via Calvi 22 e l’altra a Bondeno di Gonzaga in via degli Arduini. Lo abbiamo intervistato per farci spiegare il suo punto di vista e le ragioni che hanno portato lui e tutta la sua famiglia a dar vita a questa protesta.

#ioapro, perché avete aderito all’iniziativa?

“Abbiamo aderito a questa protesta che inizialmente si chiamava #ioapro15, poiché doveva essere solo per l’apertura di venerdì 15 gennaio 2021, ma che poi si è prolungata anche a sabato 16 e domenica 17 (e che proseguirà ancora) perché non abbiamo più la forza per andare avanti.

Io, mia moglie e i miei due figli (di cui una diventerà presto mamma) lavoriamo e mangiamo con quello che ci dà il bar ma siamo arrivati davvero allo stremo. Abbiamo due attività, una a Moglia in via Calvi 22 e l’altra a Bondeno di Gonzaga in via degli Arduini, quest’ultima aperta a gennaio 2020 e su 11 mesi 7 li ha passati chiusi. Avere due locali in questo momento non vuol dire doppio guadagno ma doppio affitto e doppio utenze per spese che superano i 7mila euro al mese. Abbiamo inizialmente attinto ad un fondo che avevamo da parte, poi abbiamo fatto un prestito non agevolato con una banca grazie ai quali siamo ancora in piedi ma ora abbiamo esaurito i fondi a disposizione.”

“Niente più asporto dopo le 18, perché?”

“Da ieri (18 gennaio 2021), giorno di entrata in vigore del nuovo Dpcm, non possiamo neanche più fare d’asporto dopo le 18 perché non siamo un ristorante o una pizzeria anche se abbiamo una piccola cucina in cui prepariamo gnocco fritto e menù di pesce. Non ho nulla contro i miei colleghi ristoratori ma perché se a un km da me c’è un ristorante può fare asporto e io non posso in base a un dpcm che penalizza solo i bar?

Marzio nel suo locale

“Continueremo la protesta perché dobbiamo sopravvivere”

Secondo le nuove regole entrate in vigore ieri, infatti, essendo la Lombardia in zona rossa pizzerie e ristoranti possono fare asporto fino alle 22 mentre il bar fino alle 18.

“Per questo continueremo con la protesta: perché dobbiamo sopravvivere.

Abbiamo la comprensione delle forze dell’ordine: pensi che sta mattina dei Carabinieri sono venuti a bere il caffè e ci hanno lasciato 10 euro di mancia. E’ un gesto simbolico dal valore immenso, loro capiscono le nostre motivazioni ma poi ovviamente devono fare il loro lavoro. “

Non neghiamo la pandemia ma possiamo lavorare in sicurezza

“Voglio che sia chiaro che per noi la cosa più importante è la salute: nessuno dice che non c’è la pandemia né che non sia grave e non voglio certo mangiare sulle 80mila vittime del Covid. Noi abbiamo tanto rispetto per i morti e per le loro famiglie, ma crediamo anche di poter avere le condizioni per poter gestire un numero limitato di clienti in modo da mantenere le norme anticovid disposte dal Governo.

Ci siamo attrezzati come era stato richiesto: tavolini a distanza, gel all’entrata, forniamo anche a nostre spese ai clienti guanti e mascherine nel caso in cui non ne abbiano. Abbiamo a disposizione un parco dove sì, fa freddo, ma che potrei riscaldare con i funghi o piramide per il calore. Nelle foto del locale si vede benissimo infatti che i clienti sono tutti seduti e distanziati.”

Noi possiamo lavorare in sicurezza e chiediamo che ce lo lascino fare!

La condanna verso i ristoratori che non rispettano le norme anti contagio

“Negli ultimi giorni si è diffusa la notizia di un locale a Milano con decine e decine di clienti che ballavano tutti vicini: noi non siamo quelli che aprono a 90 persone per ballare, anzi penso che loro abbiano sbagliato. La nostra è una protesta pacifica, siamo in regola e possiamo sostenere le norme anticovid in perfetto ordine. “

Il sostegno dei clienti e l’assenza dei colleghi

“Tra i miei clienti multati ce ne sono alcuni plurimultati, alcuni hanno anche fino a 3 multe ma nonostante questo ancora ci sostengono e vengono a sedersi al bar. Paradossalmente in questi giorni ho avuto più sostegno dai clienti che dai colleghi ristoratori.

Nell’Oltrepò mantovano solo io ho aderito all’iniziativa #ioapro. Ho il telefono impallato dal primo giorno perché mi arrivano centinaia e centinaia di messaggi incoraggianti anche se quelli di critica non mancano. Qualcuno (anche qualche collega) mi ritiene una mela marcia ma io non mollo. “

Uno studio legale difende sia il locale che i clienti multati

“Siamo tutelati da uno studio legale importante (che vuole restare anonimo) che segue me e i miei clienti multati e lo fa a titolo completamente gratuito, l’unica cosa che c’è da pagare sono le spese di cancelleria.

Ad oggi contiamo più di 30 multe assegnate al locale e ai nostri clienti: la cosa molto positiva è che lo studio legale tutela anche loro, naturalmente solo nel caso in cui rispetti le norme. Ad esempio l’altro ieri si è scoperto che una delle clienti multate era fuori regione: in quel caso i miei legali non la tuteleranno.

Per il momento oltre alle multe non è stata disposta la chiusura del locale ma probabilmente la Prefettura dovrà ancora decidere in merito. “

Tanti studi legali si sono offerti di difendere la causa a titolo gratuito

“Ogni giorno vengono contattato da diversi studi legali che ci vorrebbero assistere, sempre a titolo gratuito. Ovviamente questa notorietà è un’arma a doppio taglio perché adesso i clienti sanno che saranno sanzionati e hanno più paura a venire. Ma noi non lo facciamo certo per arricchirci, sono più le multe prese che il guadagno di questi giorni, ma vogliamo lanciare un messaggio importante: così non ce la facciamo più, vogliamo lavorare in sicurezza. “

Giordana Liliana Monti 

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