Nelle prime ore di domenica 5 luglio 2026, i Carabinieri di Mantova hanno arrestato un 21enne originario del Bangladesh, richiedente asilo e domiciliato in una comunità di accoglienza dell’hinterland mantovano. Il giovane è indagato per due episodi avvenuti in città il 18 maggio e il 23 giugno.
Violenze sessuali, 21enne nei guai a Mantova
Le accuse contestate sono violenza sessuale, rapina, lesioni personali aggravate e tentata estorsione ai danni di due ragazze. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel primo episodio, l’indagato avrebbe avvicinato una 29enne all’incrocio tra via Cremona e via Pompilio con il pretesto di chiedere indicazioni per raggiungere il centro Mantova.
Approfittando della vicinanza, l’avrebbe improvvisamente aggredita, palpeggiandola, facendola cadere a terra e tentando di svestirla. La vittima avrebbe reagito mordendolo a una mano per riuscire a liberarsi.
A quel punto, l’aggressore si sarebbe impossessato della borsa che si trovava nel cestino della bicicletta e, prima di fuggire, avrebbe colpito la malcapitata con un violento calcio al volto, provocandole lesioni giudicate guaribili in 20 giorni.
Indagato anche per una seconda aggressione
La seconda aggressione sarebbe avvenuta nella notte del 23 giugno in viale Alfieri. Secondo gli accertamenti, il 21enne avrebbe seguito una coetanea fino alla scalinata di un parco pubblico, aggredendola alle spalle. Dopo averla palpeggiata e spinta a terra, le avrebbe sottratto la borsa e lo smartphone.
Sempre secondo l’ipotesi accusatoria, attraverso gesti e mimica le avrebbe intimato di non gridare, facendole capire che avrebbe restituito quanto rubato solo in cambio di una prestazione sessuale. Da questo episodio deriva anche la contestazione del reato di tentata estorsione.
La giovane sarebbe riuscita per un momento a recuperare il telefono e a tentare la fuga, ma sarebbe stata nuovamente raggiunta, strattonata, scaraventata a terra e presa a calci. L’aggressore le avrebbe infine strappato il cellulare dalle mani prima di allontanarsi.
Decisiva la geolocalizzazione di uno smartphone
La svolta nelle indagini è arrivata grazie alla prontezza della seconda vittima, che è riuscita a localizzare il proprio smartphone tramite l’applicazione “Trova iPhone”, comunicando la posizione alla Centrale Operativa attraverso il Numero Unico di Emergenza 112.
I carabinieri sono intervenuti immediatamente alla comunità di accoglienza indicata dalla geolocalizzazione, dove hanno identificato il sospettato trovandolo in possesso del telefono appena sottratto.
Arrestato e trasferito in carcere
I successivi accertamenti hanno consolidato il quadro indiziario. Oltre al riconoscimento fotografico effettuato dalla seconda vittima, gli investigatori hanno analizzato numerose immagini dei sistemi di videosorveglianza cittadina, ricostruendo gli spostamenti e il pedinamento attribuiti all’indagato.
Un ulteriore riscontro è arrivato durante la perquisizione nella comunità di accoglienza, dove i militari hanno rinvenuto gli stessi indumenti che, secondo gli investigatori, il giovane avrebbe indossato in entrambe le aggressioni. Condividendo gli esiti delle indagini, la procura ha chiesto l’applicazione della custodia cautelare in carcere.
Il 21enne è stato rintracciato nelle prime ore del 5 luglio alla stazione ferroviaria di Romanore. Le forze dell’ordine l’hanno arrestato e accompagnato alla Casa circondariale di Mantova, dove resta a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’interrogatorio di garanzia.