Chirurgia ridotta del 70%

Ospedali pieni, ma l’attività chirurgica non deve fermarsi: Asst Mantova si riorganizza per operare

E' stato trovato un accordo con gli erogatori privati.

Ospedali pieni, ma l’attività chirurgica non deve fermarsi: Asst Mantova si riorganizza per operare
Mantova, 09 Novembre 2020 ore 09:41

Viviamo in un momento storico raro, in cui una pandemia mondiale ha bloccato la sanità, l’economia e la vita sociale del nostro paese. Una pandemia che è tornata a colpire come pochi mesi fa, ma che ora è più conosciuta e controllabile. Eppure gli ospedali sono pieni, i letti quasi completamente occupati e gli interventi “non urgenti” vengono rimandati. E così la gente muore, e così ci sono patologie che passano in secondo piano nonostante siano mortali (anche più del Covid). E così la sanità è nuovamente al collasso. L’Asst Mantova è riuscita a riorganizzarsi, con il benestare di Regione Lombardia, in modo da trovare spazi sufficienti per garantire un minimo di operazioni urgenti, altrimenti bloccate da questo virus.

(Immagine tratta dalla pagina Facebook Asst Mantova )

Rete provinciale per non fermare le operazioni

Una rete provinciale per garantire l’attività chirurgica sul territorio mantovano in questa fase delicata dell’emergenza. Il progetto, approvato da Regione Lombardia, è stato proposto da ASST Mantova e prevede una stretta collaborazione con gli erogatori privati, già proficua su molti fronti sin dall’inizio della pandemia.
L’ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere, l’ospedale di Suzzara e la Casa di Cura San Clemente di Mantova concederanno spazi nelle loro sale operatorie ai chirurghi dell’ASST, che potranno così continuare a svolgere la loro attività nelle varie specialità. Si parla di oltre 400 pazienti in lista d’attesa per interventi non procrastinabili nelle discipline di ginecologia, urologia, ortopedia, senologia, oculistica, otorinolaringoiatria, maxillo-Facciale, toracica e chirurgia generale.

Attività chirurgica ridotta del 70%

Con l’obiettivo di rispondere alle necessità legate al progredire dell’epidemia, l’attività chirurgica di ASST sarà infatti ridotta del 70 per cento. È necessario creare un numero crescente di posti letto per pazienti Covid, che arriveranno in azienda a un totale di 200 entro il 14 novembre. Da qui l’esigenza di un’integrazione sempre più significativa con le altre strutture della provincia.

Nei prossimi giorni saranno definiti accordi specifici con i singoli erogatori, sulla falsa riga di quelli già avviati con la Poliambulanza di Brescia per lo svolgimento dell’attività da parte delle equipe di Cardiochirurgia e Chirurgia Vascolare del Carlo Poma.
L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale diventerà quindi l’anello centrale di una rete provinciale a cui tutti gli altri erogatori concorreranno in modo equilibrato per assicurare i setting necessari: intensivi, semintensivi, acuti, sub acuti e di assistenza domiciliare. ASST opera, tra l’altro, in sinergia anche con il Maugeri e altri centri privati del settore socio sanitario.

Un risultato importante

Un risultato importante, arrivato grazie all’impegno dei consiglieri regionali e dei deputati di riferimento, in particolare la consigliera Alessandra Cappellari e la parlamentare Anna Lisa Baroni. È doveroso ringraziare anche tutti i sindaci della provincia, che si sono mossi in modo univoco per rappresentare le esigenze del territorio.

Entro il 14 novembre ASST arriverà a un totale di 250 letti per pazienti Covid attivi, di cui 200 per acuti e 50 tra subacuti e degenza di comunità.

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