BEI GESTI

La storia di Vittoria e di mamma Najwa: insieme producono e donano mascherine a chi ne ha bisogno

"Se puoi farlo, perché non farlo?".

La storia di Vittoria e di mamma Najwa: insieme producono e donano mascherine a chi ne ha bisogno
Mantova, 23 Marzo 2020 ore 16:33

“Tutti sono sorpresi dal fatto che qualcuno faccia qualcosa senza volere nulla in cambio, ma mia nonna mi ha sempre insegnato questo: se puoi farlo, perché non farlo?”

La storia di Vittoria e Najwa

Vittoria Cherif ha 24 anni, tanta grinta e un altruismo innato. E’ originaria della Tunisia ma lei è cresciuta in Italia e il suo cuore è completamente italiano, così come il suo frizzante accento è totalmente mantovano. Lavora da quando ha 18 anni, prima come cameriera, poi come impiegata, e in questo momento è a casa insieme a sua madre Najwa, trasferitasi qui da qualche mese per motivi di salute.

Qualche settimana fa stavano passeggiavano per Mantova quando si sono fermate davanti a una vetrina di un negozio di sartoria chiuso, che vendeva mascherine cucite a mano a 10 euro l’una. La mamma di Vittoria è sarta da 40 anni e guardando quelle mascherine è venuta loro l’illuminazione: perché non farne da distribuire a chi ne ha bisogno? La stoffa c’è, bastava recuperare qualche elastico e il gioco è fatto. E così si sono messe a cucire, decidendo di regalare le mascherine prodotte a chi ne aveva più bisogno. Certo, si tratta di mascherine artigianali non omologate, ma – come dice Vittoria – è meglio di niente e servono a farci sentire più sicuri.

Il racconto di Vittoria

“Dopo aver deciso di fare le mascherine, ho fatto una storia su Instagram proponendomi di regalare mascherine a chi più ne avesse bisogno. Ma il mio profilo è chiuso, lo possono vedere solo amici e conoscenti autorizzati, e non mi ha risposto nessuno. Vedendo che l’iniziativa riscuoteva poco successo, ma ben sapendo della necessità di molti di avere un dispositivo protettivo, ho allora deciso di pubblicare l’appello sul gruppo facebook “Sei di Mantova Se..”, nella speranza che a qualcuno potesse interessare. E la risposta c’è stata, eccome! Mi sono arrivate almeno 500 risposte con annesse richieste. Ad essere sincera inizialmente non avevo neanche detto a mia mamma che avrei pubblicato il post.. ma poi, vista la grande richiesta, ci siamo date entrambe da fare“.

Non ci aspettavamo una simile richiesta

“Non mi aspettavo per niente questa risposta, anzi.. abbiamo avuto davvero tantissime richieste, a molte delle quali non sono ancora riuscita a rispondere. Io e mia mamma abbiamo provato ad accontentare quelli con cui sono riuscita a parlare, fino ad ora abbiamo fatto circa una sessantina di mascherine distribuite in tutta Mantova e nei prossimi giorni vorremmo farne altre, anche se siamo a corto di tessuto.”

I maleducati non mancano ma la reazione della gente è stata incredibile

Purtroppo anche per un’iniziativa nobile come questa i maleducati non mancano.

“In questi giorni non riuscivo a rispondere a tutti in maniera puntuale, perché avevo molto da fare, però purtroppo qualche risposta cattiva l’ho avuta, addirittura una persona ha minacciato di segnalarmi volendo farmi passare come una truffatrice.

In ogni caso la reazione delle persone è stata incredibile: ho conosciuto più persone in quarantena che in tutta la vita. Erano tutte molto sorprese dal fatto che qualcuno volesse fare qualcosa per loro senza volere nulla in cambio: a volte sono letteralmente scappata perché mi inseguivano per convincermi ad accettare i loro soldi. Ma è stato bellissimo, le persone erano davvero contente di vedermi, dovrò bere tantissimi caffè con tantissima gente quando tutto questo finirà.

Per me questi gesti sono normali, mia nonna mi ha sempre insegnato questo: se puoi farlo, perché non farlo?”

Il messaggio più commovente

“Sono stati davvero tanti i messaggi di ringraziamento e d’affetto che ho ricevuto, quando ho letto quello di Francesca confesso di essermi messa a piangere. Ma il messaggio che mi ha commosso più di tutti era la richiesta di aiuto di un ragazzo di 22 anni di Ostiglia. La mamma lavora in una casa di riposo e fa la OSS, lui mi ha scritto dicendo che sia lei che le colleghe erano sprovviste di mascherina perché nella struttura non c’erano ancora stati contagi e quindi non avevano fornito le protezioni. Così la mamma ogni volta che va al lavoro ha paura di ammalarsi o di contagiare a sua volta: lui mi ha chiesto se fosse possibile fare delle mascherine per loro. Dovrei riuscire a spedirgliele proprio questo pomeriggio.”

Ecco le foto delle mascherine da inviare:

Come avviene la consegna delle mascherine?

“Io abito in centro Mantova quindi per chi abita un po’ fuori ci vediamo a metà strada, a volte sono andata io sotto casa loro e altre sono venuti loro vicino a casa mia. Sono uscita anche se non si poteva, ma per una buona causa. Altre le spedisco, come nel caso del ragazzo di Ostiglia. Credo che tutti abbiano diritti a sentirsi più sicuri“.

Il tessuto sta finendo, ma hanno già pensato a come rifornirsi

La stoffa con cui produciamo le mascherine sta finendo, ma la richiesta è ancora alta e dobbiamo continuare a cucire. Mia mamma ha avuto l’idea: la stoffa che abbiamo usato l’aveva comprata per fare le lenzuola alla mia nipotina, quindi ora che l’abbiamo finita andrò al Gigante e comprerò dei pacchi di lenzuoli e copriletto per poi utilizzarle come mascherine. Ho controllato su internet per farmele spedire ma arriverebbero a fine mese o addirittura ad inizio aprile e sarebbe troppo tardi”.

Grazie Vittoria

“Ti confesso una cosa: ero molto scettica a risponderti per l’intervista perché non volevo essere conosciuta: non stiamo facendo tutto questo per essere riconosciute in strada. Poi ho parlato con una persona che mi ha convinto, ritenendo che questa azione potesse essere “contagiosa”: se lo fai tu anche gli altri potrebbero iniziare a farlo. Vorrei che questa notizia circolasse non per far sapere che l’ho fatto io, ma per far sapere che si può fare. Il tempo tanto non manca e basta poco.”

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Giordana Liliana Monti

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