Ma perchè?

Incendio doloso alla riserva di Canedole, scoperta la gang di giovani piromani VIDEO

In manette due neo-diciottenni, altri 2 denunciati.

Mantova, 10 Settembre 2020 ore 09:19

Incendio doloso nella notte tra l’8 e il 9 settembre alla riserva di Canedole. I Carabinieri scoprono la gang responsabile e ne arrestano i componenti.

In manette due 18enni

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Mantova e della Stazione di Marmirolo hanno arrestato due ragazzi, appena maggiorenni, entrambi incensurati e residenti nella cosiddetta Grande Mantova poiché resisi responsabili di incendio doloso aggravato in concorso, avvenuto nella notte di due giorni fa a in Roverbella, dello stabile che ospitava la riseria di Canedole. Insieme a loro sono finiti nei guai altri due coetanei, anch’essi partecipi, che sono stati identificati in un secondo momento nel corso della mattinata di ieri, 9 agosto 2020.

I Vigili del fuoco hanno subito capito che era un incidendo doloso

I Vigili del Fuoco di Mantova non appena sono giunti nel luogo dell’incendio, hanno subito accertato che non si poteva trattare di un cortocircuito o di cause accidentali e così hanno allertato i Carabinieri che hanno immediatamente avviato le indagini. Telecamere, varchi stradali e analisi degli occhi elettronici su un territorio che a quell’ora non è particolarmente trafficato.
Chiudendo e restringendo il cerchio, nel giro di poco è stato possibile seguire una pista che ha dato immediatamente i suoi frutti.

Indizi che non lasciano ombra di dubbio

Il primo dei presunti autori è stato atteso sotto casa e alla vista dei militari è apparso subito in apprensione e particolarmente agitato. E’ stato sufficiente per i militari avvicinarsi per chiedere i documenti per percepire immediatamente il forte odore di bruciato che emanava. Così come anche le scarpe intrise di terra, fango ed erbacce hanno fornito ulteriori conferme ai sospetti dei Carabinieri che hanno così deciso di effettuare una perquisizione personale e veicolare rinvenendo ulteriori indizi concordanti. A giocare un ruolo fondamentale sono state però le conversazioni ed i selfie conservati nel telefono cellulare che hanno fatto definitivamente crollare il giovane che ha confessato la malafatta.

La ricerca dei complici

Immediatamente sono scattate quindi le ricerche dei complici. Uno è stato rintracciato nel giro di poco, presso la propria abitazione, mentre per gli altri due, rintracciati in mattinata, è trascorso il cosiddetto periodo di flagranza.
Dall’analisi delle conversazione sembrerebbe che tutti e quattro fossero d’accordo e il disegno di appiccare l’incendio era preordinato. Il movente è ancora al vaglio ma sembrerebbe ricondursi verosimilmente a disagio giovanile.
Dopo l’arresto i due sono stati condotti nella Casa Circondariale di Mantova, a disposizione della locale Procura della Repubblica ed in attesa dell’udienza di convalida davanti al Giudice per le Indagini Preliminari. Gli altri due giovani sono invece stati denunciati piede libero.

Importante capire perchè

Non è la prima volta – e neppure la seconda – che negli ultimi mesi giovani ragazzi o persone adulte si rendono autori di un gesto all’apparenza poco grave ma che causa un danno inestimabile all’ambiente in cui viviamo e spesso danni economici ingenti ai proprietari di quelle terre. Basti pensare al grave danno arrecato a marzo di quest’anno dal piromane che incendiò 1200 balle di fieno a Pegognaga.

Essendo il territorio mantovano spesso vittima di questi vili azioni umane, sarebbe importante comprendere quale sia il movente che spinge queste persone a compiere simili atti per poterli stroncare dal nascere andando – o almeno cercando di farlo – a risolvere il problema dall’origine.

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