Dal 14 settembre 2026 le scuole superiori e i Centri di formazione professionale mantovani adotteranno la settimana corta su cinque giorni, con una sperimentazione triennale. Gli studenti hanno espresso preoccupazione per i trasporti e gli orari delle corse: la Consulta raccoglierà le criticità e il 19 ottobre è previsto un nuovo confronto con la Provincia.
Settimana corta a scuola
La nuova organizzazione dell’orario scolastico è ormai pronta a partire. Da lunedì 14 settembre 2026, gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e i Centri di formazione professionale della provincia di Mantova adotteranno la cosiddetta “settimana corta“, con le lezioni concentrate dal lunedì al venerdì anziché distribuite su sei giorni.
Si tratta di una sperimentazione destinata a proseguire per il prossimo triennio e che coinvolgerà studenti, famiglie, scuole e sistema del trasporto pubblico locale. Proprio quest’ultimo aspetto è stato al centro dell’incontro che si è svolto ieri (7 settembre 2026) tra il presidente della Provincia di Mantova Carlo Bottani e i rappresentanti della Consulta studentesca provinciale 2025-2026.
Le preoccupazioni degli studenti
Durante il confronto, i ragazzi hanno espresso soprattutto preoccupazione per la gestione degli spostamenti. Concentrando le lezioni su cinque giornate, infatti, cambieranno gli orari di uscita da scuola e sarà necessario verificare la disponibilità dei collegamenti per consentire agli studenti di rientrare a casa senza disagi.
La Consulta ha quindi chiesto di valutare, dove possibile, una revisione degli orari del trasporto scolastico. I rappresentanti degli studenti raccoglieranno nelle prossime settimane le principali problematiche riscontrate nei diversi istituti e le presenteranno ad Apam attraverso la Provincia, che avrà il ruolo di interlocutore e mediatore.
Bottani: “Una piccola rivoluzione”
Il presidente della Provincia Carlo Bottani ha ribadito le ragioni che hanno portato Palazzo di Bagno a sostenere l’avvio della sperimentazione, insieme all’Ufficio scolastico provinciale, ai dirigenti scolastici, all’Agenzia per il trasporto pubblico locale delle Province di Cremona e Mantova e ad Apam.
“Sappiamo che siamo davanti a una piccola rivoluzione ma l’obiettivo è il benessere dei nostri ragazzi. Già altre province confinanti con la nostra hanno scelto i 5 giorni e altre lo faranno presto. Come tuti i cambiamenti all’inizio spaventano un po’, ci lavoravamo da alcuni anni. Sarà un’occasione per sperimentare una nuova didattica e una sfida per tutti. Chiarisco anche che la provincia non ha scelto di puntare sulla settimana corta perché avrò minori costi. E’ il contrario: il nuovo orario costerà 170 mila euro in più all’anno”.
Un confronto aperto con la Consulta
All’incontro hanno partecipato la presidente uscente della Consulta studentesca provinciale Emma Maria Cinti, la vicepresidente Arianna Giovannini e i componenti Cesare Strazzi, Irene Mannurino, Viola Capiluppi, Riccardo Torresani e Alice Mazza.
Il confronto ha permesso agli studenti di portare direttamente all’attenzione della Provincia le problematiche che potrebbero emergere con il nuovo calendario settimanale. Il trasporto pubblico rappresenta, in particolare, uno degli elementi più delicati della sperimentazione, considerando che l’uscita contemporanea o ravvicinata di numerosi istituti potrebbe richiedere un adeguamento dell’organizzazione delle corse.
Nuovo incontro a ottobre
Per verificare concretamente gli effetti della settimana corta è già stato programmato un nuovo appuntamento. Provincia e Consulta torneranno a confrontarsi il 19 ottobre 2026, dopo il primo mese di sperimentazione.
Sarà l’occasione per fare un primo bilancio dell’esperienza e, soprattutto, per verificare se le criticità segnalate dagli studenti sul fronte dei trasporti avranno trovato una soluzione o se sarà necessario intervenire ulteriormente sugli orari dei collegamenti.