POLITICA

Suzzara, Zanini (Lega) contro l’atto di compravendita firmato dall’ex assessore Bianchi

"Con quella firma si è lesa l'imparzialità della Pubblica Amministrazione".

Suzzara, Zanini (Lega) contro l’atto di compravendita firmato dall’ex assessore Bianchi
Sotto il Po, 12 Febbraio 2020 ore 16:48

La Lega non molla la presa sull’amministrazione comunale di Suzzara, per bocca del proprio rappresentante Guido Andrea Zanini che sostiene: «con quel documento si è lesa l’imparzialità del Comune!».

Il comunicato di Zanini

Secondo Zanini, referente politico della Lega per il suzzarese, l’impegno, scritto a firma dell’ex assessore all’urbanistica Francesco Bianchi di attivarsi per la trasformazione a destinazione culturale-religiosa dell’edificio oggetto di compravendita tra un privato e la comunità indiana Sikh, ed allegato al relativo rogito stipulato tra privati, violerebbe l’art. 97 della Costituzione che sancisce il principio di imparzialità della pubblica amministrazione.

Zanini contro l’atto di compravendita

«Quel documento risulta redatto avvalendosi dello stemma e del timbro recante l’effigie del Comune di Suzzara, e non può quindi venir considerato un impegno della singola persona, che tra l’altro lo sottoscrive qualificandosi proprio come assessore all’urbanistica. Inoltre l’atto di compravendita in questione, che è pubblico e limitatamente ad una sua parte è già reperibile in internet, risulterebbe contenere le seguenti parole: “il Comune di Suzzara, a mezzo dell’assessore all’urbanistica (…) ha comunicato (…) l’impegno di prevedere (…) l’inserimento dell’area (…) per la sua trasformazione in area adibita a centro culturale Sikh”.

Bianchi non avrebbe dovuto fare promesse

“È evidente che il documento firmato da Bianchi avrebbe avuto un enorme peso contrattuale, favorendo l’acquisto di chi, grazie all’impegno dell’ex assessore su carta intestata del Comune di Suzzara, aveva già programmato come utilizzare l’immobile dopo che ne fosse diventato proprietario. Il principio di imparzialità che deve garantire la Pubblica Amministrazione risulterebbe venuto meno perché con quell’impegno sì è fatta una promessa ad una piccola parte della comunità senza tener conto degli interessi opposti o diversi che avrebbero potuto avere altri cittadini. Non a caso le scelte urbanistiche sono operate dal Consiglio comunale (e non dall’assessore), dopo che vi siano stati studi specialistici, approfondimenti e verifiche normative da parte di tecnici urbanisti chiamati a redigere il Piano di Governo del Territorio (PGT) e le sue varianti. Non è un caso neppure il fatto che l’iter di approvazione di questi strumenti urbanistici preveda un periodo di deposito degli atti in Comune per la pubblica visione, durante il quale chiunque possa presentare osservazioni od opposizioni: il Comune deve sempre garantire il contraddittorio e deve sempre tenere le parti di tutti i cittadini, sia di quelli a favore che di quelli contro determinate scelte, in modo imparziale. Ma in questo caso non risulterebbe averlo fatto».

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