botta e risposta

Scontro tra Regione Lombardia e Comune di Gonzaga: il ricorso al TAR per il regolamento sugli allevamenti

L'assessore Beduschi accusa il Comune di violare competenze regionali e nazionali, mentre la sindaca Galeotti risponde: "Una mossa ideologica e di parte"

Scontro tra Regione Lombardia e Comune di Gonzaga: il ricorso al TAR per il regolamento sugli allevamenti

Un forte contrasto istituzionale si è aperto tra la Regione Lombardia e il Comune di Gonzaga riguardo al regolamento per la salvaguardia del paesaggio, approvato dalla giunta della sindaca Elisabetta Galeotti lo scorso novembre.

L’amministrazione regionale, attraverso l’assessore all’agricoltura Alessandro Beduschi, ha annunciato il ricorso al TAR di Brescia, criticando l’imposizione di norme comunali che, a suo parere, eccedono le competenze regionali e nazionali già esistenti.

Le ragioni del ricorso

Il regolamento approvato dal Comune introduce nuove restrizioni per gli allevamenti in base al loro impatto ambientale, regolando aspetti come le distanze dai confini, le caratteristiche edilizie delle strutture e la gestione dei reflui. Inoltre, vengono previste misure di compensazione per le trasformazioni del suolo agricolo.

Beduschi ha spiegato che, secondo la Regione, tali misure violano le leggi già in vigore, sia a livello regionale che europeo, sostenendo che queste normative non sono di competenza comunale.

“Non è solo una questione urbanistica, ma una materia tecnica e ambientale già regolamentata. Quando un Comune va oltre i confini stabiliti dalla legge, la Regione ha l’obbligo di intervenire”, ha dichiarato l’assessore.

Beduschi ha anche sottolineato che la zootecnia, pur tra le critiche ricevute, sta facendo passi avanti in termini di innovazione, come la riduzione delle emissioni e l’impiego di biometano. Secondo l’assessore, il regolamento di Gonzaga rischia di lanciare un messaggio negativo, che potrebbe spaventare gli investimenti nel settore e creare confusione giuridica in altri comuni.

Le accuse della sindaca Galeotti: “Una mossa ideologica”

Dal canto suo, la sindaca Galeotti ha risposto con fermezza alle accuse, accusando la Regione di aver preso una decisione ideologica e di parte.

“L’assessore Beduschi sembra più interessato a difendere gli interessi dei grandi gruppi industriali che quelli delle piccole aziende agricole locali, che sono invece impegnate nella tutela delle nostre Dop e nella valorizzazione del Made in Italy“, ha affermato. Galeotti ha poi criticato l’approccio della Regione, sottolineando che, pur non avendo mai ricevuto commenti ufficiali sul regolamento, Beduschi ha scelto la via legale invece di avviare un dialogo costruttivo con il Comune.

Inoltre, la sindaca ha ricordato che il regolamento comunale non solo vieta i nuovi insediamenti intensivi, ma sostiene anche le attività agricole sostenibili, come quelle relative al Parmigiano Reggiano, cercando di allinearsi con le normative che tutelano la qualità dei prodotti locali.

Il punto di vista delle associazioni di categoria

Le principali associazioni agricole hanno preso posizione a favore della Regione, esprimendo preoccupazione per le implicazioni del regolamento comunale. Fabio Mantovani, presidente di Coldiretti Mantova, ha dichiarato:

“Il ricorso al TAR è una scelta giusta per chiarire le competenze in materia agricola. Le normative regionali devono essere rispettate per tutelare le aziende agricole contro possibili regolamenti restrittivi”.

Anche Confagricoltura Mantova ha espresso il proprio sostegno alla Regione, criticando alcune imprecisioni nel regolamento di Gonzaga, in particolare per quanto riguarda il calcolo delle emissioni.

“Il settore sta facendo enormi progressi in termini di innovazione e sostenibilità, ma il regolamento potrebbe ostacolare questi progressi,” ha spiegato il presidente Andrea Pagliari.

Possibili scenari futuri

Il conflitto tra Regione e Comune di Gonzaga sembra destinato a proseguire e potrebbe avere conseguenze per la normativa agricola in tutta la Lombardia. Mentre l’amministrazione comunale sembra determinata a difendere il proprio regolamento, la Regione, sostenuta dalle associazioni agricole, è pronta a portare il caso davanti al TAR per proteggere le competenze regionali e la sostenibilità del settore.

Nel frattempo, sia la Regione che il Comune sembrano aperti a un confronto tecnico, ma la questione solleva un tema più ampio sulla gestione del territorio agricolo e sul giusto equilibrio tra sviluppo sostenibile e preservazione delle tradizioni agricole.