COME SARA?

Il sindaco Palazzi scrive ai cittadini e presenta il PIANO MANTOVA: ripartire e reinventarsi

“IL PIANO MANTOVA avrà l’ambizione di guardare a tutta la città, al bene complessivo della nostra comunità, articolando misure e investimenti, pubblici e privati".

Il sindaco Palazzi scrive ai cittadini e presenta il PIANO MANTOVA: ripartire e reinventarsi
Mantova, 16 Aprile 2020 ore 09:42

L’emergenza coronavirus ha travolto e bloccato la città di Mantova, così come il resto del mondo. Il primo cittadino Mattia Palazzi scrive ai cittadini una lettera aperta.

La lettera di Mattia Palazzi ai mantovani

Il momento è difficilissimo, ma sapremo uscirne e rilanciare l’azione della nostra città. Stiamo lavorando a un piano. Si chiamerà “IL PIANO MANTOVA” e avrà l’ambizione di guardare a tutta la città, al bene complessivo della nostra comunità, articolando misure e investimenti, pubblici e privati.

Esordisce Palazzi, rassicurando così i mantovani circa la possibilità di una ripartenza.

Per la prima volta nella storia Repubblicana l’intero popolo italiano sta vivendo restrizioni così forti delle libertà personali. Al netto di alcuni casi i cittadini mantovani stanno rispettando le regole che questa emergenza sanitaria ci ha imposto. Non era scontato. Ciò sta avvenendo perché siamo una comunità civile e perché abbiamo paura. Una paura collettiva che ci spinge alla prudenza e sappiamo che questa prudenza dovrà accompagnarci per un tempo ancora non breve. Tutti noi viviamo l’assenza delle relazioni sociali ed umane, tantissimi mantovani, lavoratori autonomi, lavoratori dei servizi, commercianti, artigiani, imprenditori, vivono con grande incertezza il proprio domani.

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“Non permettere alla paura di fermarci”

Questa è la realtà, ma questa realtà non deve paralizzarci. Le incognite sono ancora molte, ma è giunta l’ora di progettare il dopo. Non dobbiamo permettere alla paura di dettare l’agenda della nostra città. In questi cinque anni Mantova ha recuperato ritmo e capacità di fare, adesso la città deve avere l’intelligenza e la forza di fare ancora di più, mettendo in campo un vero e proprio piano per la ripartenza. E’ tempo di passare dalla paura all’audacia. Non significa smettere di rispettare divieti e regole per contrastare la diffusione del virus. Significa liberare dalla gabbia del virus le nostre idee. Non potremo affrontare questa sfida per singole categorie, non è un tempo normale quello che siamo chiamati a governare. Chiederò a tutte le rappresentanze di partecipare insieme e costruiremo un confronto permanente anche con le minoranze consigliari. Ho letto le loro proposte e le ringrazio per averle fatte. Alcune sono oggettivamente insostenibili per il bilancio comunale e per la stessa TEA e sono certo che ne prenderanno atto anche loro. Altre le condivido e potranno far parte del Piano Mantova. Chiedo a tutti di farsi carico della responsabilità di pensare al bene complessivo della città, che non è mai la somma delle singole richieste.

Il sindaco ribadisce quanto ci si trovi in una situazione extra ordinaria, e come tale necessiti interventi e iter mai sperimentati prima.

Lo sforzo a cui siamo chiamati, come classi dirigenti e come comunità è inedito, per tutti. Lo è anche per me. Mai un Sindaco dal dopoguerra si è trovato a vivere e gestire una fase così dura, nella quale crisi sanitaria, crisi economica e crisi sociale rischiano di susseguirsi ad una velocità impressionante. Per questo sto insistendo da settimane con Governo e Regione perché facciano la loro parte e diano in tempo tutte le riposte economiche utili per garantire la tenuta dei servizi per la comunità.

Palazzi punta sulla forza delle idee per far fronte alle incertezze

Ho anche ritenuto doveroso fare presente, pubblicamente, la verità sulle pesantissime mancate entrate per la spesa corrente del Comune. L’ho fatto perché dobbiamo tutti confrontarci con la realtà. Questa è oggi la responsabilità che ci deve accomunare. Ma al tempo stesso non dobbiamo rassegnarci nemmeno per un minuto. Dobbiamo cogliere questa enorme sfida come l’occasione storica per dimostrare che siamo capaci di reinventarci modi nuovi per sostenere la vita della nostra città, da quella economica, a quella sociale e culturale. Il Piano Mantova è già iniziato. Si parte venerdì, con il primo incontro sulla sburocratizzazione, al quale ho chiesto la partecipazione degli ordini professionali e delle categorie economiche. Lavoreremo al piano con tutte le rappresentanze e sarà pronto entro Maggio. Metteremo in campo idee e strumenti, accoglieremo ogni proposta sostenibile. Molte idee le abbiamo già studiate in queste settimane e le presenteremo. Molte altre sono certo emergeranno dal confronto con la città. Sapremo offrire certezze, creare nuove opportunità di lavoro, non smetteremo di sostenere la parte più fragile della comunità, troveremo modi nuovi per garantire occasioni di conoscenza e socialità. Ma insieme a tutto questo dovremo pensare ai nuovi investimenti che renderanno Mantova più moderna e in grado di affrontare nuovi modi di lavorare. Penso ad esempio al piano per la digitalizzazione della città che presenteremo a breve. Gestire un presente difficile progettando il futuro, con competenza, generosità e intelligenza.
Questa è la sfida a cui siamo chiamati. Mantova saprà esserne all’altezza.

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