Ospedali in rosa: premiati Mantova, Asola e Pieve per l’attenzione alla donna

Bollini rosa che premiano la donna per servizi di prevenzione, diagnosi e cura della popolazione femminile.

Ospedali in rosa: premiati Mantova, Asola e Pieve per l’attenzione alla donna
Mantova, 17 Dicembre 2019 ore 11:11

Bollini rosa che premiano la donna per servizi di prevenzione, diagnosi e cura della popolazione femminile.

Premiati Mantova, Asola e Pieve per l’attenzione alla donna

Riconoscimento dall’Osservatorio Nazionale sulla salute della donna per servizi di prevenzione, diagnosi e cura della popolazione femminile. Anche quest’anno l’ASST di Mantova ha ricevuto un importante riconoscimento da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, per l’attenzione alla salute  femminile: 3 bollini rosa per l’ospedale di Mantova, 2 per ciascuno degli ospedali di Pieve di Coriano (Borgo Mantovano) e Asola, sulla base di una scala da 1 a 3, validi per il biennio 2020- 2021.

Cosa sono i bollini rosa?

I bollini rosa sono il riconoscimento che Fondazione Onda attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

“Oltre ai servizi già attivi – commenta Consuelo Basili, direttore medico del presidio ospedaliero di Mantova – vorrei citare la chirurgia ginecologica oncologica preventiva e l’ambulatorio nutrizionale dedicato alle pazienti oncologiche della Ginecologia e della Senologia. Per il prossimo anno, intendiamo avviare una best practise proposta da Onda a favore delle donne dipendenti dell’azienda”.

Anche gli ospedali di Asola e Pieve confermano i percorsi esistenti e guardano al futuro.

Riportare il servizio vaccinale nell’ospedale di Asola

“Vorremmo riportare il servizio vaccinale all’interno dell’ospedale – dichiara Fabio Pajola, direttore medico del presidio di Asola – in modo che la donna abbia un unico punto di riferimento in tutto il suo percorso di cura. Puntiamo inoltre a mettere in campo un progetto di riabilitazione del pavimento pelvico che veda la sinergia fra i fisiatri di Bozzolo e i ginecologi di Asola”.

“L’ospedale di Pieve di Coriano – commenta il direttore medico Adriano Verzola – ha già un polo vaccinale al suo interno. L’intento è quello di costruire un’iniziativa in questo ambito dedicata alla medicina di genere”.

Bollini rosa in aumento

Rispetto al bando precedente, gli ospedali premiati sono aumentati, passando da 306 a 335. Oltre a una crescita in termini di numeri, si assiste a un miglioramento della qualità: gli ospedali che hanno ottenuto il massimo riconoscimento, tre bollini, sono infatti passati da 71 a 96. Inoltre, 167 strutture hanno conquistato due bollini e 72 un bollino.
Una particolare attenzione è rivolta al tema della depressione che riguarda 3 milioni di persone in Italia, tra cui più di 2 milioni di donne. Per questo, Fondazione Onda assegna una “menzione speciale” a 10 ospedali con i Bollini Rosa che si distinguono per l’impegno sul tema della “depressione in un’ottica di genere”.

Come vengono assegnati i bollini rosa

La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da quasi 500 domande suddivise in 18 aree specialistiche, due in più rispetto alla precedente edizione per l’introduzione di dermatologia e urologia.

Un’apposita commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate.

Tre criteri di valutazione

Tre i criteri di valutazione:

  1. la presenza di specialità cliniche che trattano problematiche di salute specificatamente femminili e patologie trasversali ai due generi che necessitano di percorsi differenziati, di percorsi diagnostico-terapeutici e di servizi clinico-assistenziali in grado di assicurare un approccio efficace ed efficiente in relazione alle esigenze e alle caratteristiche psico-fisiche della paziente e di ulteriori servizi volti a garantire un’adeguata accoglienza e degenza della donna tra cui il supporto di volontari,
  2. la mediazione culturale,
  3. l’assistenza sociale

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