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Mantova, export in crescita ma il credito alle imprese cala del 2,4%

Bozzini: "Servono meno burocrazia e strumenti che permettano alle PMI di investire"

Mantova, export in crescita ma il credito alle imprese cala del 2,4%

Le imprese mantovane continuano a difendere le proprie posizioni sui mercati internazionali, ma devono fare i conti con un accesso al credito sempre più difficile. È il quadro emerso dal Consiglio regionale di CNA Lombardia, svoltosi a Mantova con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e delle associazioni imprenditoriali.

Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni della provincia di Mantova hanno raggiunto un valore di quasi 2,1 miliardi di euro, registrando una crescita dello 0,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le importazioni si sono invece fermate a poco meno di 1,5 miliardi, con una contrazione del 19,2%.

Il risultato colloca Mantova tra le province lombarde che hanno mantenuto un andamento positivo dell’export, insieme a Varese, Lecco, Monza e Brianza, Brescia e Cremona. A livello regionale, le vendite all’estero sono rimaste sostanzialmente stabili, attestandosi a 40,9 miliardi di euro.

Prestiti alle imprese in diminuzione

Il segnale più preoccupante per il territorio arriva però dal credito. Nel confronto con il primo trimestre del 2025, i finanziamenti netti concessi alle imprese della provincia di Mantova sono diminuiti del 2,4%.

Il dato mantovano si inserisce in uno scenario regionale molto differenziato. Complessivamente, in Lombardia, i prestiti alle imprese sono cresciuti dell’1,3%, raggiungendo i 195,2 miliardi di euro, ma l’aumento è concentrato soprattutto su Milano e sulle aziende di maggiori dimensioni.

Le piccole imprese lombarde hanno invece registrato una riduzione del credito del 4% e ricevono soltanto il 9% del totale dei prestiti netti. Le aziende medio-grandi, che assorbono il restante 91%, hanno beneficiato di un incremento dell’1,9%.

Una situazione che rischia di limitare la capacità delle attività artigiane e delle PMI mantovane di acquistare nuovi macchinari, digitalizzare i processi, migliorare l’efficienza energetica e affrontare le trasformazioni tecnologiche in corso.

Bozzini: “La competitività si gioca su fattori nuovi”

Secondo il presidente di CNA Lombardia Giovanni Bozzini, la tenuta dell’export dimostra ancora una volta la capacità di adattamento del sistema produttivo regionale, ma non deve nascondere le difficoltà strutturali che continuano a colpire le imprese più piccole.

“Le imprese artigiane e le piccole imprese lombarde continuano a dimostrare una straordinaria capacità di adattamento anche in uno scenario economico sempre più complesso”, ha osservato Bozzini.

La competitività, ha aggiunto, non dipende più soltanto dalla qualità dei prodotti e dalla capacità commerciale, ma anche da innovazione, competenze, digitalizzazione, capitale umano e possibilità di investire.

“Chiediamo politiche industriali che abbiano una visione di lungo periodo e mettano davvero le PMI nelle condizioni di affrontare le grandi transizioni senza essere schiacciate da costi eccessivi e da un carico burocratico sempre più pesante”, ha dichiarato il presidente regionale.

I settori che crescono e quelli in difficoltà

Il quadro lombardo mostra andamenti molto diversi anche tra i vari comparti produttivi.

Nel primo trimestre sono cresciute soprattutto le esportazioni dei settori gioielleria, occhialeria e medicale, con un aumento complessivo del 26%, seguite dall’automotive, in crescita del 2,9%, e dalla metallurgia e dai prodotti in metallo, aumentati del 2,7%.

Hanno invece registrato una contrazione il sistema moda, in calo del 7,9%, l’agroalimentare, diminuito del 4,6%, e il sistema casa, che ha perso l’1,9%.

Dinamiche che interessano direttamente anche la provincia di Mantova, caratterizzata da una presenza rilevante di aziende manifatturiere, meccaniche, agroalimentari, tessili e artigiane.

Il confronto organizzato a Mantova

Al Consiglio regionale hanno partecipato, tra gli altri, gli assessori regionali Guido Guidesi e Alessandro Beduschi, la deputata Silvia Roggiani, il sindaco di Mantova Andrea Murari, il presidente di CNA Mantova Nicola Dall’Argine, il presidente nazionale di CNA Dario Costantini e il presidente regionale Giovanni Bozzini.

Presenti anche il professore di Politica economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore Raul Caruso e il segretario generale della Fondazione Giannino Bassetti Francesco Samoré.

Il confronto ha affrontato anche il rapporto tra economia, pace e instabilità internazionale, partendo dalla considerazione che un quadro geopolitico stabile rappresenti una condizione essenziale per gli investimenti, il commercio e la crescita delle imprese.

Innovazione e intelligenza artificiale per le piccole aziende

Fra i temi discussi sono emersi inoltre la transizione digitale, l’intelligenza artificiale, il trasferimento tecnologico, la sostenibilità e la formazione di nuove competenze.

“Parlare oggi di competitività significa affrontare temi che fino a pochi anni fa sembravano lontani dalla quotidianità delle piccole imprese”, ha sottolineato il segretario di CNA Lombardia Stefano Binda.

L’obiettivo dell’associazione è costruire un dialogo più stretto tra imprese, istituzioni, università e centri di ricerca, affinché anche le realtà di minori dimensioni possano accedere alle nuove tecnologie e trasformarle in opportunità concrete.

Per CNA Lombardia, la politica industriale dovrà quindi poggiare su alcuni elementi fondamentali: semplificazione normativa, accesso al credito, sostegno agli investimenti e valorizzazione delle filiere produttive locali.

Una richiesta particolarmente rilevante per Mantova, dove la lieve crescita dell’export conferma la solidità del sistema produttivo, mentre la riduzione dei finanziamenti rischia di rallentare proprio gli investimenti necessari per mantenerlo competitivo.