ECONOMIA

La ristorazione mantovana tra resilienza e nuove sfide: un comparto da 400 milioni di euro

Analisi del Rapporto FIPE 2026: crescono i consumi ma pesa l’emergenza occupazione

La ristorazione mantovana tra resilienza e nuove sfide: un comparto da 400 milioni di euro

Il settore della ristorazione a Mantova genera un valore aggiunto di 400 milioni di euro, pur affrontando una lieve flessione delle imprese e una significativa crisi occupazionale (-10,3%). Nonostante le incertezze energetiche, il comparto punta al rilancio celebrando il riso come ingrediente simbolo della Giornata della Ristorazione 2026 (foto di copertina creata con AI).

Ristorazione mantovana

Nonostante le turbolenze economiche e le incertezze internazionali, il cuore pulsante dell’economia mantovana continua a battere nei suoi ristoranti e locali storici. Secondo le ultime stime di Confcommercio Mantova, elaborate in occasione del Rapporto FIPE 2026 presentato a Roma, la ristorazione provinciale genera oggi un valore aggiunto di circa 400 milioni di euro, con consumi che sfiorano la quota record di 600 milioni. Numeri che fotografano un settore vitale, ma chiamato a fare i conti con nodi strutturali ancora irrisolti.

Il quadro nazionale

Il contesto locale si inserisce in un’Italia che, nel 2025, ha visto il valore aggiunto del settore salire a 59,3 miliardi di euro (+0,5% rispetto all’anno precedente). I consumi complessivi a livello nazionale hanno raggiunto la soglia psicologica dei 100 miliardi, segnando una crescita dello 0,5%. Tuttavia, il confronto con il passato rivela che la ferita della pandemia non è del tutto rimarginata: i volumi restano ancora inferiori del 5,4% rispetto ai livelli pre-Covid.

Tengono i ristoranti, soffrono i bar

Il tessuto imprenditoriale sta vivendo una fase di selezione naturale. In provincia di Mantova, le imprese di alloggio e ristorazione hanno registrato una flessione dell’1,44%, un dato leggermente più marcato rispetto alla media nazionale (-1%).

All’interno del settore si muovono velocità diverse:

  • Bar: il segmento più colpito, con un calo nazionale del 2,2%.
  • Ristoranti: tengono le posizioni, mostrando una sostanziale stabilità (-0,4%).
  • Banqueting e Ristorazione Collettiva: in netta controtendenza con un balzo del +3,5%.

L’emergenza lavoro

Il vero “tallone d’Achille” del comparto rimane il mercato del lavoro. Anche nel mantovano si riflette il drammatico calo dell’occupazione dipendente nazionale, che ha perso oltre 114.000 unità (-10,3%). A questo si aggiunge una produttività ancora debole, scesa di un punto percentuale rispetto al 2024 e ancora lontana dai fasti di un decennio fa. I prezzi, intanto, hanno subito un ritocco verso l’alto del 3,2%, una mossa necessaria per far fronte ai costi di gestione.

“Nel 2025 è proseguito un moderato adeguamento dei listini dovuto allo shock inflattivo post-pandemia – spiega Giampietro Ferri, presidente di Fipe Confcommercio Mantova – ma la nostra ristorazione resta tra le più virtuose d’Europa”.

Le preoccupazioni per l’anno in corso rimangono però alte: secondo il direttore generale Nicola Dal Dosso, le tensioni internazionali alimentano il rischio di nuovi shock energetici.

La Giornata della Ristorazione

In questo scenario complesso, non mancano le occasioni di rilancio e celebrazione. Il prossimo 16 maggio tornerà la Giornata della Ristorazione, un evento giunto alla quarta edizione e già insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica.

Per il 2026, l’ingrediente simbolo scelto è il riso, emblema di vita e continuità. Fipe Confcommercio Mantova ha già annunciato una serie di iniziative speciali che vedranno il coinvolgimento attivo delle scuole del territorio, con l’obiettivo di tramandare alle nuove generazioni il valore dell’ospitalità e della cultura gastronomica locale.