ECONOMIA

Imprese in calo a Mantova nel primo trimestre 2026: saldo negativo e frenata dell’artigianato

Il tasso di crescita scende al -0,6% con 207 imprese in meno tra aperture e chiusure. Soffrono agricoltura, commercio e manifattura, mentre tengono finanza e servizi tecnici

Imprese in calo a Mantova nel primo trimestre 2026: saldo negativo e frenata dell’artigianato

Nel primo trimestre 2026 la provincia di Mantova registra una flessione del tessuto imprenditoriale, con cali diffusi in quasi tutti i settori economici e nel comparto artigiano. In controtendenza solo le società di capitali e alcune attività legate ai servizi professionali e finanziari.

Natimortalità imprese

I dati relativi alla natimortalità delle imprese nei tre territori di Cremona, Mantova e Pavia, relativi al primo trimestre del 2026, elaborati dal Servizio Promozione e Informazione Economica della Camera di Commercio, mostrano una leggera contrazione, con una differenza tra iscrizioni e cessazioni di segno meno per i 3 territori di Cremona, Mantova e Pavia.

Complessivamente, la consistenza del Registro Imprese della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia ammonta a 107.532 aziende registrate a fine anno. Il tasso di crescita dei tre territori risulta pari al -0,35%, mentre la Lombardia (+0,08%) e l’Italia (+0,01%) registrano un tasso di crescita in territorio positivo. Nel panorama lombardo si evidenzia una netta suddivisione, con circa metà province in territorio positivo e l’altra metà con segno meno; ai vertici della classifica troviamo Milano, Varese e Como, mentre, in fondo, si collocano Cremona, Pavia e Mantova.

Imprese attive

Considerando le sole imprese attive, ovvero al netto delle posizioni che non hanno ancora avviato l’attività o l’hanno sospesa, oppure risultano sottoposte a procedure concorsuali, lo stock risulta pari a 96.355 imprese, in ripresa del +0,1% su base annua. Per l’Italia e la Lombardia si registra una variazione su base annua negativa, pari rispettivamente al -0,9% e al -0,1%.

Il comparto artigianale, che rappresenta circa un terzo del totale delle imprese iscritte alla Camera di Commercio, mostra nel primo trimestre del 2026 un tasso di crescita negativo, pari al -0,5%, così come nel dettaglio dei tre territori. Anche a livello nazionale e regionale emerge segno meno, con un valore pari rispettivamente al -0,1% e al -0,2%. A livello lombardo solo 3 province, Varese Lecco e Milano, presentano una situazione di stabilità, le rimanenti si collocano in territorio negativo.

“I dati del primo trimestre confermano un quadro complesso per il nostro tessuto imprenditoriale, con una dinamica della natimortalità che evidenzia una lieve contrazione nei territori di Cremona, Mantova e Pavia” – sottolinea il Presidente Gian Domenico Auricchio – “Il tasso di crescita negativo registrato a livello locale si inserisce in un contesto più ampio, che richiede attenzione e capacità di adattamento da parte delle imprese. Accanto a questi elementi, si rilevano da un lato segnali di tenuta sul fronte delle imprese attive, indicando la presenza di un sistema imprenditoriale che, pur tra difficoltà, continua a dimostrare resilienza, e dall’altro una trasformazione strutturale, con un rafforzamento delle forme societarie più organizzate, segnale di un orientamento verso modelli imprenditoriali più solidi e strutturati. Permangono criticità, in particolare nel comparto artigianale, che registra una flessione diffusa e che resta un pilastro fondamentale dei nostri territori. È proprio su questo fronte che diventa prioritario intervenire con azioni mirate.

In questo scenario, è fondamentale rafforzare e rendere sempre più accessibili le iniziative di supporto alle imprese: dalla promozione della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica, agli strumenti per l’accesso al credito, fino ai percorsi di formazione e accompagnamento di imprenditori e lavoratori. Allo stesso tempo, le imprese sono chiamate a investire in competenze, sostenibilità e apertura ai mercati, cogliendo le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e dalle reti di collaborazione. Solo attraverso uno sforzo congiunto, che veda istituzioni e sistema imprenditoriale operare in modo sinergico, sarà possibile rafforzare la competitività e accompagnare efficacemente il tessuto produttivo nelle trasformazioni in atto, sostenendo il suo ruolo centrale nello sviluppo economico dei territori”.

Gian Domenico Auricchio

I dati in provincia di Mantova

Spostando l’analisi sulla provincia di Mantova, il primo trimestre 2026 si chiude con un quadro demografico in flessione. Il tasso di crescita si attesta infatti al -0,6%, penalizzato da un saldo negativo di 207 unità tra iscrizioni e cessazioni, che fissa a 35.226 il totale delle imprese registrate alla fine di marzo. Un andamento che si riflette parallelamente sul fronte delle imprese attive, il cui stock si ferma a 31.810 unità, registrando un calo del -0,5% su base annua.

Analizzando le forme giuridiche, le dinamiche mantovane evidenziano un contesto generale di contrazione con eccezione unicamente delle strutture societarie più solide: a fronte della lieve crescita delle società di capitali (+0,6%), si rileva infatti il calo delle società di persone (-0,5%), delle “altre forme” come cooperative e consorzi (-0,4%) e, in maniera più marcata, delle imprese individuali (-1,2%).

L’esame dei settori economici restituisce la fotografia di un periodo di sofferenza per la quasi totalità dei comparti tradizionali del territorio. Le contrazioni più evidenti colpiscono l’agricoltura (-2,1%), il commercio (-1,6%) e le attività manifatturiere (-1,4%). Flessioni diffuse interessano anche i servizi di alloggio e ristorazione (-1,1%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,8%), il comparto immobiliare e le costruzioni (entrambi al -0,7%), nonché le restanti attività di servizi (-0,6%). All’interno di questo scenario, riescono a mantenere un trend positivo solamente le attività finanziarie e assicurative (+0,5%) e, pur con un margine molto ridotto, le attività amministrative e i servizi di supporto (+0,1%).

Anche il comparto artigiano mantovano sconta una dinamica in rallentamento nel periodo gennaio-marzo 2026. Con un tasso di crescita negativo del -0,9% e un saldo che vede le chiusure superare le aperture di 84 unità, il numero complessivo di imprese artigiane registrate a fine marzo si posiziona a quota 9.627.

Scendendo nel dettaglio dei settori più rappresentativi per l’artigianato locale, il segno meno risulta nettamente predominante. Soffrono in particolar modo le attività di commercio (-4,3%) e il comparto del trasporto e magazzinaggio (-3,5%), seguiti dalle attività manifatturiere (-1,7%), dalle imprese di costruzione (-0,6%) e dalle attività amministrative e di supporto (-0,5%).

Emergono tuttavia dinamiche di resilienza in due comparti specifici: si registra infatti una situazione di perfetta stabilità per le attività di alloggio e ristorazione, mentre le attività professionali, scientifiche e tecniche spiccano in controtendenza con un solido tasso di crescita positivo del +2,6%.