ECONOMIA

Commercio e turismo a Mantova: Confesercenti lancia l’allarme per i costi energetici e il calo dei consumi

Le imprese chiedono interventi urgenti a tutela del territorio e del potere d'acquisto delle famiglie

Commercio e turismo a Mantova: Confesercenti lancia l’allarme per i costi energetici e il calo dei consumi

Tra stangate energetiche e un’estate di caldo record che ha frenato gli acquisti, il commercio e il turismo mantovani rischiano un pesante ridimensionamento autunnale. Per evitare il tracollo delle botteghe locali, Confesercenti chiede al Governo aiuti strutturali sulle bollette e misure a sostegno del potere d’acquisto delle famiglie.

Commercio e turismo a Mantova

Strade svuotate nelle ore di punta dal caldo torrido, saracinesche alzate con incassi ridotti e una fattura energetica sempre più pesante. Il bilancio dell’estate a Mantova si chiude con un conto amaro e proietta un’ombra pesante sui prossimi mesi. Per il commercio e il turismo virgiliano, infatti, il rientro dalle vacanze rischia di trasformarsi nell’inizio di un autunno ad alta tensione, schiacciato tra il crollo dei consumi e una nuova fiammata dell’inflazione.

La morsa del caldo

Le temperature eccezionali registrate nei mesi estivi hanno stravolto la vita del centro storico di Mantova e dei comuni della provincia. Nelle ore diurne la frequentazione dei negozi è drasticamente calata, spingendo gli acquisti quasi esclusivamente verso le ore serali.

I cambiamenti non hanno risparmiato la filiera ricettiva: le famiglie e i visitatori hanno mostrato una spiccata prudenza, prediligendo soggiorni brevi e prenotazioni sotto data. Un’instabilità che pesa enormemente sui bilanci delle attività di prossimità, costrette a tenere aperti i locali pur in presenza di flussi discontinui.

“Questa estate ci ha mostrato quanto rapidamente possano cambiare i comportamenti delle persone – osserva Davide Cornacchia, direttore di Confesercenti Mantova –. Il caldo ha spostato consumi e presenze verso le ore serali, mentre nel turismo abbiamo assistito a una maggiore prudenza nelle prenotazioni e alla ricerca di soggiorni più brevi. Per le attività commerciali e i pubblici esercizi questo significa dover sostenere costi elevati anche quando i flussi di clientela non sono costanti”..

Bollette da capogiro e inflazione verso il 4%

A complicare il quadro economico del territorio si aggiunge la stangata sulle bollette. Secondo i dati diffusi da Confesercenti, tra giugno e agosto le attività italiane di commercio, somministrazione e accoglienza hanno dovuto farsi carico di 870 milioni di euro in più di costi energetici rispetto allo stesso periodo del 2025. Per bar, ristoranti e alberghi del Mantovano si parla di rincari sull’energia elettrica vicini al 50%.

Nel frattempo, l’inflazione nazionale ad agosto ha raggiunto il 3,3%, con stime che prospettano una salita verso il 4% nell’ultimo trimestre dell’anno. Una combinazione tossica che riduce ai minimi termini la capacità di spesa dei cittadini.

“Il rischio – continua Cornacchia – è che l’aumento dei costi delle imprese si unisca con un ulteriore minore capacità di spesa delle famiglie. Per commercio, pubblici esercizi e servizi significa trovarsi davanti a una doppia pressione: margini più difficili da difendere e una domanda che può indebolirsi”.

Le richieste delle categorie

Di fronte a una potenziale frenata dell’economia locale, le categorie economiche chiedono un cambio di rotta alle istituzioni. La priorità è evitare tamponamenti d’emergenza e puntare su una visione di lungo termine che metta al centro la tutela delle botteghe di quartiere e del patrimonio turistico virgiliano.

Per Davide Guerra, presidente di Confesercenti Mantova, è necessario che il tema della competitività delle imprese e quello del potere d’acquisto delle famiglie vengano affrontati insieme.

“Non possiamo pensare di sostenere l’economia locale intervenendo soltanto quando emerge una nuova emergenza – afferma Guerra –. Il commercio e il turismo hanno bisogno di condizioni che consentano alle imprese di programmare, investire e affrontare i cambiamenti. Il costo dell’energia è una di queste condizioni, ma lo è anche la capacità delle famiglie di continuare a consumare”.

“Chiediamo quindi al Governo e alle istituzioni – conclude Guerra – interventi strutturali sul costo dell’energia e politiche capaci di sostenere il potere d’acquisto. Per Mantova significa anche lavorare sulla capacità della città e dei suoi territori di attrarre visitatori, favorire la frequentazione dei centri urbani e sostenere il commercio di prossimità. Sono condizioni indispensabili per affrontare l’autunno senza indebolire ulteriormente il tessuto economico locale”.