ECONOMIA

Benzina e gasolio, finisce la tregua: scatta il nuovo rally dei prezzi alla pompa

L'allarme di FIGISC Confcommercio Mantova: il combinato disposto tra tensioni geopolitiche internazionali e rincaro delle accise minaccia la stabilità della rete

Benzina e gasolio, finisce la tregua: scatta il nuovo rally dei prezzi alla pompa

A causa delle tensioni internazionali e del recente aumento delle accise, si registra un brusco rialzo dei prezzi di benzina e gasolio. FIGISC Confcommercio lancia l’allarme, evidenziando che i rincari maturati a monte non sono ancora stati trasferiti del tutto sui consumatori alla pompa.

Benzina e gasolio, finisce la tregua

Le speranze di un calo dei prezzi alla pompa si spengono di fronte alle nuove fiammate dei mercati internazionali. Dopo una brevissima fase di stabilità, si riaccende con forza il rally delle quotazioni petrolifere, un’impennata innescata inizialmente dalle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran che ora, sommata al pesante rincaro fiscale scattato a inizio mese, rischia di travolgere i bilanci delle famiglie e degli autotrasportatori.

L’allarme di Confcommercio

A tracciare un quadro preoccupante della situazione è la federazione dei gestori FIGISC Confcommercio Mantova, che ha analizzato l’andamento delle borse petrolifere internazionali incrociandolo con le medie dei prezzi nazionali alla pompa pubblicate dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). I dati descrivono una tendenza all’instabilità che non sembra destinata ad arrestarsi nel breve periodo.

La tregua estiva sui mercati esteri è durata pochissimo. In poco più di due settimane – nel periodo compreso tra il 26 giugno e il 13 luglio – il costo del greggio Brent espresso in valuta europea ha registrato un’impennata superiore al 15%. A subire la spinta rialzista più violenta è stato il gasolio raffinato, le cui quotazioni internazionali sono volate oltre il 27%, mentre la benzina ha fatto segnare un incremento prossimo al 10%.

“Stiamo assistendo, anche nel Mantovano, a una nuova accelerazione delle quotazioni, dopo una fase nella quale sembrava essersi aperto uno spazio per una riduzione dei prezzi”, dichiara Franca Tasinato Frasson, presidente di FIGISC Confcommercio Mantova. “La rottura della tregua sui mercati lascia prevedere ulteriori giornate di volatilità, sia per quanto riguarda i fondamentali internazionali sia per i prezzi praticati sulla rete distributiva”.

La doppia stangata: mercati ed accise

A soffiare sul fuoco dei listini non sono però soltanto i venti di guerra in Medio Oriente. Sullo scenario italiano pesa in maniera decisiva la componente fiscale: lo scorso 4 luglio è infatti entrato in vigore l’aumento delle accise statali che, calcolando anche l’impatto dell’IVA, si è tradotto immediatamente in un aggravio fisso di circa 6 centesimi di euro su ogni litro erogato.

Secondo le rilevazioni ufficiali del MIMIT, i listini medi praticati agli automobilisti hanno registrato nello stesso periodo un incremento di circa 6 centesimi al litro per la benzina verde e di 8 centesimi per il gasolio, con scostamenti minimi tra la modalità self-service e quella servita.

Tuttavia, la pressione generata dalla combinazione tra rincari internazionali e pressione fiscale è di gran lunga superiore agli aumenti finora registrati alla pompa. L’impatto stimato sui mercati dei prodotti raffinati e sulle accise varrebbe, infatti, un aumento di circa 28 centesimi al litro per il gasolio e di circa 13 centesimi per la benzina.

“Questi numeri dimostrano che sulla rete non sono ancora stati trasferiti integralmente gli aumenti maturati a monte”, osserva Tasinato Frasson.

La filiera distributiva

In questo contesto di forte tensione, FIGISC Confcommercio Mantova tiene a fare chiarezza sulle responsabilità all’interno della filiera distributiva. La federazione ribadisce con forza che i gestori dei singoli impianti stradali non determinano autonomamente il prezzo industriale dei carburanti. Gli operatori, infatti, dispongono di margini di guadagno estremamente limitati e si trovano, al pari dei consumatori finali, a subire passivamente gli effetti deleteri di questa nuova ondata di instabilità finanziaria.