Cultura
Il ritorno dell'ippopotamo

Riapre la Galleria delle Metamorfosi: "Naturalia e Mirabilia" un allestimento permanente che celebra lo sfarzo Gonzaga

Correva l’anno 1627 quando il matematico e ingegnere tedesco Josef Fürttembach, trovandosi in viaggio a Mantova, notava “una tale collezione di tutte le cose più meravigliose mai viste, che per descriverle adeguatamente ci vorrebbe un libro”.

Riapre la Galleria delle Metamorfosi: "Naturalia e Mirabilia" un allestimento permanente che celebra lo sfarzo Gonzaga
Cultura Mantova, 09 Aprile 2022 ore 09:52

Era rimasta chiusa al pubblico dal 2012, con la mostra "Naturalia e Mirabilia. Scienze alla corte dei Gonzaga" la Galleria delle Metamorfosi di Palazzo Ducale torna ad essere accessibile nel normale percorso di visita della reggia gonzaghesca.

Riapre la Galleria delle Metamorfosi

Da oggi, 9 aprile 2022, la Galleria delle Metamorfosi diventa sede permanente della collezione totalmente nuova che intende rievocare la celebre Wunderkammer - "camera delle meraviglie" – in cui i Gonzaga conservavano ed esibivano la loro stupefacente raccolta di oggetti rari, curiosi, ognuno dei quali è parte di un racconto esotico, allegorico.

Il ritorno dell'ippopotamo

Correva l’anno 1627 quando il matematico e ingegnere tedesco Josef Fürttembach, trovandosi in viaggio a Mantova, notava “una tale collezione di tutte le cose più meravigliose mai viste, che per descriverle adeguatamente ci vorrebbe un libro”.

Fra tanti curiosi reperti faceva bella figura di sé un ippopotamo, che il nostro viaggiatore tedesco non mancava con stupore di notare:

“Un vitello marino [sic] grande quanto un bue (…), un animale goffo con grande testa ed ampie fauci, e con quattro denti ricurvi (…)”. “Questa bestia – continua Fürttembach – è messa come se fosse viva, è completamente imbottita, la pelle ha lo spessore di un pollice”. E qui il particolare più macabro: “Su di essa sta completamente eretto il cadavere di Passaringo Bonacorsio [Passerino Bonacolsi], ricoperto da una cortina, affinché l’Appartamento delle dame non rechi ripugnanza; fu ucciso molto tempo fa da un mantovano e si può ancora vedere sul cranio una ferita molto estesa (…)”.

L’animale, scampato miracolosamente al sacco di Mantova del 1630, rimase a Mantova e, orfano del suo “cavaliere” disperso come narra la diceria nel 1707, fu incorporato nel corso del Settecento alle collezioni naturalistiche Accademia Nazionale Virgiliana. Nel 1783 fu spostato presso il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pavia, dove si conserva ancora oggi: è infatti uno dei pezzi più rilevanti del Museo Kosmos.

Le sue origini sono state ricostruite solo in parte: si crede fosse uno dei due animali giunti a Mantova dall'Egitto nel 1603, cacciati dal medico Federigo Zerenghi, la cui notizia ci viene riferita dall'Abate Gian Girolamo Carli (1719-1786), segretario perpetuo dell'Accademia Virgiliana. Si tratta propriamente di una tassidermia (tecnica diversa dall'imbalsamazione) fra le più antiche attualmente conosciute.

Nel corso della presentazione della mostra, a cui hanno preso parte anche il vicesindaco di Mantova Giovanni Buvoli e Jessica Maffei per il Museo Kosmos di Pavia, il direttore di Palazzo Ducale, Stefano L'Occaso ha sottolineato il valore e l'importanza del restauro e del riallestimento della Galleria delle Metamorfosi.

Un intervento che, "estende ulteriormente il già notevole percorso di visita di Palazzo Ducale e fa luce su un aspetto del collezionismo eclettico dei Gonzaga. Questa nuova sezione del museo ci permetterà ancora di più di lavorare con le scuole e con un pubblico nuovo, che magari non ha ancora visitato il palazzo ed è in cerca di un'esperienza più divertente e insolita".

L'apertura di questo nuovo e importante tassello espositivo consentirà di visitare anche ulteriori sezioni di Palazzo Ducale: per accedere alla Galleria delle Metamorfosi il pubblico potrà, dall'Appartamento di Troia in Corte Nuova, percorrere il tragitto che comprende la Galleria dei Mesi (attualmente in restauro) e la straordinaria Galleria della Mostra, con l'affaccio sul Cortile della Cavallerizza. Questo significativo aumento dell'offerta culturale e il grande sforzo attuato dalla direzione del palazzo per rendere fruibili nuovi ambienti ha tuttavia un piccolo rovescio della medaglia: un lieve ritocco del costo del biglietto, che passa da 13 euro più prevendita a 15 euro prevendita inclusa (il percorso senza Camera degli Sposi, analogamente, si incrementa da 7 euro a 9).

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