CULTURA

Giornate FAI d’Autunno 2025 a Mantova e provincia: scopri i luoghi inaccessibili da visitare sabato 10 e domenica 11 ottobre

Da Mantova a Castiglione delle Stiviere e Viadana, aperture straordinarie il prossimo fine settimana tra storia, arte e tradizioni

Giornate FAI d’Autunno 2025 a Mantova e provincia: scopri i luoghi inaccessibili da visitare sabato 10 e domenica 11 ottobre
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Sono 131, di cui 117 in via straordinaria, i luoghi che sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 apriranno al pubblico in 48 Comuni della Lombardia in occasione della quindicesima edizione delle ‘Giornate Fai d’Autunno’, l’iniziativa nazionale promossa dal Fai – Fondo per l’Ambiente Italiano Ets per far conoscere e valorizzare il patrimonio storico, artistico, paesaggistico e culturale italiano.

Regione Lombardia sostiene l’iniziativa, che consentirà ai visitatori di accedere anche a edifici, spazi e siti solitamente non aperti al pubblico o poco conosciuti, attraverso un programma diffuso su tutto il territorio.

Giornate FAI d’Autunno 2026

“Le Giornate Fai d’Autunno – afferma l’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso – ci offrono l’occasione di conoscere luoghi davanti ai quali passiamo ogni giorno senza potervi entrare e di scoprire quanto della nostra storia custodiscano. Le 117 aperture straordinarie interessano 48 Comuni lombardi e portano l’attenzione su un patrimonio che merita di essere conosciuto anche al di fuori dei circuiti più frequentati. Regione Lombardia sostiene questa iniziativa perché avvicina le persone alla cultura, a partire dai territori in cui vivono”.

“Trovo particolarmente significativa – aggiunge Caruso – la scelta di dare spazio all’artigianato e alla storia delle nostre imprese: nelle fabbriche e nei laboratori si sono formate competenze e sono nate idee che hanno segnato la Lombardia e la vita di tante famiglie. Anche questa storia ha pieno diritto di essere riconosciuta come parte del nostro patrimonio culturale”.

“Ringrazio il Fai e i volontari, soprattutto i tanti giovani che accompagneranno i visitatori – conclude -: dedicare tempo e studio a un luogo per farlo conoscere agli altri è un modo concreto di prendersene cura”.

Le novità

Tra le novità del 2026, le aperture dedicate ai saperi, agli antichi mestieri, alle tradizioni manifatturiere, alla creatività e alle eccellenze produttive. Un percorso realizzato dal Fai anche attraverso la collaborazione con Confindustria e Museimpresa.

Le aperture

Numerose le aperture previste nelle province lombarde. A Milano sarà possibile visitare, tra gli altri, CityWave a CityLife, Palazzo Dugnani, Palazzo Isimbardi, Palazzo delle Finanze, la torre Gioia 22 e Palazzo Lombardia. In provincia di Milano apriranno anche il Mumac – Museo della Macchina per Caffè di Binasco e la Fonderia Artistica Cubro di Novate Milanese.

Il programma coinvolge l’intera regione: tra i luoghi segnalati dal Fai figurano Villa Mirabello e Villa Mirabellino nel Parco di Monza; il Cantiere Navigazione Laghi a Tavernola, nel Comasco; lo stabilimento dell’ex Ignis a Comerio e Villa Dolci Melzi a Somma Lombardo, nel Varesotto; il Seminario vescovile Giovanni XXIII a Bergamo; il Castello di Montù Beccaria, nel Pavese; le Terme pubbliche di Palazzo Poncarali Oldofredi a Brescia; Palazzo Manna a Cremona; Palazzo Marchesi Gardani a Viadana, nel Mantovano; la Fondazione Cosway a Lodi; Palazzo Agudio a Malgrate, nel Lecchese; e il Castello di Bellaguarda a Tovo di Sant’Agata, in provincia di Sondrio.

Le Giornate Fai d’Autunno coinvolgeranno complessivamente oltre 700 luoghi in 350 città italiane, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, con visite a contributo libero. L’iniziativa è organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi Fai presenti sul territorio, con il contributo dei volontari. Saranno inoltre oltre 9.000 gli Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati che accompagneranno il pubblico alla scoperta dei luoghi aperti.

Le Giornate Fai d’Autunno 2026 si svolgono in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con il patrocinio del Ministero della Cultura, di tutte le Regioni e delle Province autonome italiane.

I luoghi accessibili in provincia di Mantova

Sono complessivamente 9 i luoghi accessibili in provincia di Mantova: Chiesa della Madonna del Terremoto a Mantova; Antica edicola dei giornali a Mantova; chiesa del Convento di San Pietro a Castiglione delle Stiviere; Convento di Santa Maria a Castiglione delle Stiviere; Collegio dei Gesuiti (sede del Municipio) a Castiglione delle Stiviere; Mu.Vi – tra libri antichi e antichi tessuti a Viadana; chiesa di Santa Maria Assunta e San Cristoforo in Castello a Viadana; Sulle tracce della comunità ebraica di Viadana; Palazzo Gardani: percorso dedicato al patrimonio storico di Viadana.

Chiesa della Madonna del Terremoto – Mantova

La Chiesa della Madonna del Terremoto si trova in Piazza Canossa, dove nel medioevo si trovava uno slargo chiamato Plateolum cum uno puteo (piazzetta con pozzo), oggi in parte ancora riconoscibile nonostante gli interventi urbanistici della seconda metà del Seicento e del Settecento che hanno portano alla realizzazione della odierna piazza. Ed è grazie a questi interventi che oggi, oltre alla chiesa, possiamo ammirare Palazzo Canossa, l’annesso palazzetto porticato e l’Albergo Reale.

In origine era un semplice oratorio in legno costruito alla fine del ‘600 attorno ad un affresco raffigurante la Madonna col bambino e santi, riemerso sulla facciata esterna di una abitazione a seguito della caduta di alcuni calcinacci provocata dal terremoto che colpì la città nel 1693, fortunatamente senza vittime. La devozione verso questa immagine fu tale che circa sessant’anni più tardi, la primitiva struttura in legno, venne sostituita da una vera e propria chiesetta terminata nel 1759.

La facciata presenta una tipica struttura architettonica settecentesca di fattezze neoclassiche. Sopra la porta è inserita la targa dedicatoria coronata da un bassorilievo in stucco, che reca la scritta A SOLO EXCITAVIT PIETAS ANN. MDCCLIX, (la devozione la fece innalzare dal suolo nel 1759). Sopra la targa è posto un bassorilievo che rappresenta la città di Mantova durante il terremoto del 1693, raffigurato da linee curve che rappresentano il corrugamento del terreno.

Indirizzo: Piazza Canossa, Mantova. Orario Sabato: 13:00 – 18:30 (ultimo ingresso 18:00); Domenica: 10:00 – 12:30 / 14:30 – 18:30 (ultimo ingresso 18:00). Note per la visita: E’ previsto un percorso che, partendo dall’Antica Edicola dei Giornali, attraversa Piazza Canossa, raccontandone la storia e quella degli edifici che ivi si affacciano, e termina con la visita agli ambienti interni della Chiesa della Madonna del Terremoto. Durata visita: 25 minuti. LUOGO PARZIALMENTE ACCESSIBILE: L’accesso per i portatori di disabilità è da vicolo Pastro. Sarà possibile visitare la canonica, la cantoria e parzialmente l’altare. Non è richiesta la prenotazione.

Mu.Vi tra libri antichi e antichi tessuti – Viadana

Il Mu.Vi. centro culturale polifunzionale del Comune di Viadana, ha sede in un elegante edificio, ex scuola elementare, costruito nel 1908 che si affaccia sulla piazza principale del paese. Ospita, tra le altre istituzioni culturali, il Museo Civico “Antonio Parazzi”, con le sue numerose sezioni, tra cui quella dei tessuti antichi, e la Biblioteca Comunale “Luigi Parazzi”, che nella sezione “Fondo Antico” conserva cinquecentine, incunaboli e pergamene risalenti a partire dal XV secolo.

Le collezioni e la biblioteca sono indissolubilmente legate, rispettivamente, alle figure dei fratelli Mons. Antonio Parazzi e don Luigi Parazzi. Ecclesiastico ed erudito, grande appassionato di storia e preistoria, il primo, presbitero, bibliotecario e letterato, il secondo, a loro si deve la fondazione della biblioteca nel 1861 e del museo nel 1880. Cresciuti in una famiglia di artigiani, furono positivamente influenzati dal padre ebanista e disegnatore verso quell’interesse per la storia, l’arte e la cultura che li caratterizzerà per tutta la vita e dalla madre tessitrice.

Il patrimonio documentario antico della biblioteca è costituito da fondi di diversa provenienza. I manoscritti e i libri provenienti dal convento degli Agostiniani e dal convento dei Minori Osservanti di San Francesco, entrambi soppressi nel 1786, costituiscono il nucleo più antico e più prezioso della raccolta che si data tra il XV e il XVII secolo. Da tali fondi proviene infatti la maggior parte delle cinquecentine, degli incunaboli e delle pergamene qui conservati, raccolti da don Luigi Parazzi. Il museo ospita una ricca collezione di frammenti tessili, testimonianza di produzioni e stili diversi, dal XV al XIX secolo. Gran parte delle acquisizioni vennero fatte a Roma, e di alcune di esse è possibile rintracciare l’acquisto dalle parole di Mons. Antonio Parazzi in persona, che annotava in maniera sintetica nell’inventario i dettagli della stoffa, l’epoca che riteneva corretta per la sua produzione ed il prezzo pagato. Le informazioni, anche se non precisissime, contribuiscono a sottolineare quanto la ricerca di questi pezzi fosse centrale per Mons. Parazzi, e come fosse per lui fondamentale introdurre questi reperti all’interno del percorso espositivo museale.

Indirizzo: Via Manzoni, 4, Viadana. Orario Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:30 – 18:30; Domenica: 10:00 – 18:30 (ultimo ingresso 18:00). Durata visita: 30 minuti. Non è richiesta la prenotazione.

Antica edicola dei giornali – Mantova

L’Antica Edicola dei Giornali, bene FAI dal 1992, si trova nella più scenografica piazza di Mantova: Piazza Canossa, dominata dalla imponente mole dell’omonimo palazzo realizzato nella seconda metà del XVII secolo dal marchese Orazio Canossa. Originariamente l’Edicola era collocata in un’altra centralissima piazza della città, Piazza Mantegna, proprio di fronte alla Basilica di Sant’Andrea. Fu spostata qui nel 1925.

Poche sono le notizie relative alla storia dell’Edicola: le fonti documentarie restituiscono unicamente una delibera della Giunta Municipale cittadina, datata 2 luglio 1882, nella quale si concede al signor Ulisse Sicola, mantovano, licenza di edificare in Piazza Andrea Mantegna un’edicola per la vendita di giornali, conforme al progetto grafico dell’ing. Portioli. Alla fine, venne realizzata in uno stile “sincretico”, utilizzando elementi strutturali e decorativi anche di un altro progetto.

L’edicola risente di alcuni stilemi architettonici e decorativi tipicamente Liberty ed è realizzata in ferro battuto, legno e vetro, fusi insieme grazie a un’opera di ragguardevole sapienza artigianale. Poggia su un basamento di pianta ottagonale ed è dotata di una zoccolatura in ferro e lamiera che sostiene l’ordine architettonico su cui sono impostate le grandi finestre a bifore in stile neogotico. La copertura, ad otto falde su due livelli, culmina in un pinnacolo di metallo fuso.

Indirizzo: Piazza Canossa, Mantova. Orario Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:30 – 18:30; Domenica: 10:00 – 12:30 / 14:30 – 18:30. Note per la visita E’ previsto un percorso che, partendo dall’Antica Edicola dei Giornali, attraversa Piazza Canossa, raccontando la sua storia e quella degli edifici che ivi si affacciano, e termina con la visita agli ambienti interni della Chiesa della Madonna del Terremoto. Durata visita: 25 minuti. Non è richiesta la prenotazione.

Chiesa del Convento di San Pietro – Castiglione delle Stiviere

Alle porte di Castiglione delle Stiviere, in posizione leggermente sopraelevata rispetto alla pianura circostante, sorge il Convento di San Pietro, immerso in un contesto che conserva ancora oggi il carattere raccolto e rurale delle sue origini.

Considerato uno dei più antichi insediamenti religiosi del territorio castiglionese, il complesso ha attraversato una storia secolare, intrecciandosi alle vicende delle comunità monastiche e della popolazione locale. Nel Settecento vi era insediata una comunità di Padri Serviti, il cui piccolo convento fu interessato dalle riforme religiose promosse nella Lombardia austriaca. Nel 1781 ne venne disposta la soppressione e i religiosi furono trasferiti nel Collegio e nella chiesa di San Luigi, già appartenuti ai Gesuiti.

Lontano dalla monumentalità dei grandi complessi religiosi cittadini, San Pietro conserva il fascino di un antico insediamento monastico rurale, caratterizzato da un’architettura semplice e funzionale. Corti, porticati e il pozzo al centro della corte raccontano ancora l’organizzazione della vita quotidiana e il profondo legame tra il convento e la campagna circostante. La sua storia, però, non termina con i religiosi: San Pietro continuò a essere un luogo frequentato e vissuto dalla comunità, legato anche all’antica fiera che si svolgeva ogni anno in occasione della festa del santo, richiamando mercanti e forestieri da fuori Castiglione.

Indirizzo: Via San Pietro, 3 – Castiglione delle Stiviere. Orario Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:30); Domenica: 10:00 – 12:30 / 13:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:30). Durata visita: 20 minuti. Non è richiesta la prenotazione.

Convento di Santa Maria – Castiglione delle Stiviere

A circa un chilometro dal centro di Castiglione delle Stiviere, immerso nel paesaggio delle Colline Moreniche, sorge il Convento di Santa Maria. Il complesso occupa una piccola conca naturalmente ricca d’acqua, elemento che nei secoli ha favorito la presenza dell’uomo, le coltivazioni e lo sviluppo degli insediamenti circostanti.

La storia di questo luogo affonda le proprie radici nell’epoca romana, come testimoniano i resti di un’antica villa e le strutture legate alla presenza di una sorgente. Alla fine del Quattrocento, intorno al 1496, Padre Girolamo Redini vi fondò un convento dedicato alla Vergine, che nel 1534 passò ai Frati Minori Osservanti, conosciuti come Zoccolanti. Nel corso del Cinquecento Santa Maria intrecciò la propria storia con quella dei Gonzaga, che scelsero questo luogo appartato e immerso nella natura anche come dimora di villeggiatura. Il complesso è legato in particolare alla memoria di San Luigi Gonzaga, al quale è dedicata una cappella.

Il Convento presenta una struttura semplice ed elegante, organizzata attorno all’antico chiostro, con un caratteristico loggiato a due colonne. Gli ambienti conservano tracce della loro originaria funzione conventuale, insieme agli spazi destinati alla villeggiatura della famiglia Gonzaga. Di particolare interesse sono la fonte ipogea e i resti della villa romana, con pavimenti a mosaico geometrici e figurati. La cappella dedicata a San Luigi Gonzaga e gli elementi superstiti testimoniano le trasformazioni artistiche e architettoniche subite dal complesso nel corso dei secoli.

Indirizzo: Via S. Maria della Costa, 4 – Frazione Santa Maria, Castiglione delle Stiviere. Orario Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:30 – 17:30; Domenica: 10:00 – 12:30 / 13:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:30). Durata visita: 50 minuti. LUOGO NON ACCESSIBILE: il percorso di visita non è fruibile a causa di barriere architettoniche che impediscono l’accesso al luogo. Non è richiesta la prenotazione.

Collegio dei Gesuiti (sede del Municipio) – Castiglione delle Stiviere

Il Municipio di Castiglione delle Stiviere è situato nel cuore del centro storico della città, all’interno dello storico Palazzo del Collegio dei Gesuiti. La sua posizione centrale lo rende uno dei principali punti di riferimento del tessuto urbano e amministrativo cittadino, inserito in un contesto di notevole interesse storico e architettonico.

Il Palazzo fu fatto costruire nel 1608 dal marchese Francesco Gonzaga, accanto alla Basilica di San Luigi, su progetto dell’architetto Luca Bienni, con l’intento di creare un importante centro spirituale e culturale per l’Ordine dei Gesuitie una prestigiosa scuola destinata alla formazione della nobiltà. Nel corso del Seicento il collegio divenne un rinomato centro di studi umanistici e un punto di riferimento per la vita culturale del territorio. Dopo la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, l’edificio passò ai Serviti ed attraversò un periodo di declino, fino alla fine dell’Ottocento, quando riprese la sua funzione educativa.

Oggi il palazzo ospita gli uffici comunali e conserva ancora gran parte delle sue caratteristiche architettoinche originarie: ampi corridoi, suggestivi soffiti a crociera e a botte, un elegante scalone elicoidale e un porticato con colonne che testimoniano il prestigio dell’antico complesso. Nel 1974 durante i lavori di restauro di Palazzo Pastore furono ritrovati ventuno frammenti di affreschi risalenti tra il XV e XVI secolo. Dopo il recupero e il restauro oggi sono conservati presso la sede del Municipio. I frammenti suddivisi in tre gruppi decorativi raffigurano paesaggi architettonici, fregi con paladini del ciclo cavalleresco franco e scene a grisaglia tra cui il celebre Giudizio di Salomone.

Indirizzo: Via Cesare Battisti, 4, Castiglione delle Stiviere. Orario Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:30 – 17:30; Domenica: 10:00 – 12:30 / 13:30 – 17:30 (ultimo ingresso 17:30). Durata visita: 40 minuti. Non è richiesta la prenotazione.

Chiesa di Santa Maria Assunta e San Cristoforo in Castello – Viadana

La Chiesa Arcipretale Plebana Santa Maria Assunta e San Cristoforo si trova in Piazza Gramsci. Quest’ultima, insieme a Piazza Matteotti, a via Verdi che le congiunge e alla contigua Piazza Manzoni, costituiscono il nucleo storico della città, un tempo circondato da mura, poi demolite o inglobate in altri edifici a partire dal Settecento. Per questo motivo, la chiesa è tuttora detta “in Castello”, in quanto anticamente situata dentro le mura.

Fu nel 1522 che la comunità decise di sostituire il piccolo oratorio dedicato a San Cristoforo documentato sin dall’VIII secolo, con uno nuovo e più ampio per adeguarlo alle mutate esigenze del borgo. I lavori, avviati in quell’anno, ripresero nel 1567 con l’architetto Pompeo Pedemonte, figura di rilievo nell’architettura mantovana del Cinquecento. Il progetto prevedeva tre navate, una pianta a croce latina, quattro cappelle laterali e un tiburio quadrato, struttura che ancora oggi caratterizza l’edificio. Tra 1858 e 1887 fu oggetto di una ricostruzione complessiva, che interessò soprattutto la facciata, completamente rifatta secondo il gusto neoclassico dell’epoca.

La facciata è divisa in due registri: il primo formato da sei pilastri ionici che sorreggono una balaustra, con le statue della Madonna e di San Cristoforo; il secondo con un grande rosone centrale e chiuso da un timpano. La porta centrale, più ampia, ha un portale con doppie colonne corinzie e arco a tutto sesto decorato con una terracotta dell’Annunciazione nella lunetta; le altre due porte laterali sono sormontate da fregio e timpano e da ampi finestroni. L’interno è riccamente decorato con stucchi e finti marmi. La navata e le cappelle furono affrescate con personaggi biblici, virtù e allegorie tra il 1864 e il 1868 da Pietro Gazza, mentre la cupola con soggetto eucaristico preceduto dagli evangelisti venne dipinta nel 1876 da Giorgio Scherer da Parma. L’arciprete Antonio Parazzi arricchì la chiesa con opere di pittori che hanno segnato il Rinascimento cremonese e mantovano, come Paolo Piazza, detto Cosimo da Castelfranco (1560 – 1620), Alessandro Bedoli-Mazzola (1533-1608), Bernardino Gatti (1495 – 1576), Joannes Ispanus (1470-1538 circa), Pomponio Allegri (1522-1593), figlio del Correggio, Ippolito Andreasi (1548-1608), Teodoro Ghisi (1536-1601) e Galeazzo Campi (1475-1536).

Indirizzo: Piazza Gramsci, Viadana. Orario Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:30 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30); Domenica: 10:00 – 18:00 (ultimo ingresso 17:30). Durata visita: 30 minuti. Non è richiesta la prenotazione.

Sulle tracce della comunità ebraica – Viadana

Viadana sorge sulla sponda sinistra del Po, nel territorio dell’Oglio Po, in un paesaggio di pianura segnato dall’acqua e dalle antiche vie di comunicazione. Nel centro storico, il percorso segue alcune tracce della presenza ebraica attraverso luoghi diversi ma strettamente connessi: il Palazzo Municipale, affacciato su Piazza Matteotti, il tessuto urbano che conduce verso via Bonomi e la Sinagoga, nel cuore dell’antico insediamento ebraico.

La presenza ebraica a Viadana è documentata fin dal XV secolo. Da allora la comunità partecipò attivamente alla vita economica e sociale della città, soprattutto a partire dal 1442 quando ottenne la licenza per aprire il primo banco prestiti. A questa attività si affiancò, nel 1535, quella del Monte di Pietà, fondato dal Consiglio per aiutare i più bisognosi ad ottenere prestiti a tassi calmierati, di cui nel Palazzo Municipale sono conservati gli armadi originali. Poco distante da qui si trova la Sinagoga, la cui costruzione iniziò nei primi anni dell’Ottocento ma non fu mai terminata a causa del progressivo calo della comunità. Nel Novecento l’edificio fu trasformato in falegnameria.

Il percorso mette in relazione luoghi e architetture differenti, restituendo attraverso di essi la complessità della presenza ebraica nella città. Nel Palazzo Municipale, che si distingue per la facciata armonica e per le eleganti sale interne con coperture a volta e soffitti decorati, sono conservati gli antichi armadi del Monte di Pietà. Il percorso prosegue verso la Sinagoga, nella Contrada del Ghetto. All’esterno l’edificio si presenta anonimo, ma al suo interno si apre un monumentale spazio neoclassico: un’aula a pianta centrale sormontata da una grande cupola e scandita da colonne e archi. La costruzione rimase incompiuta. La sua monumentalità contrasta con l’attuale spoglia essenzialità degli interni e racconta, anche attraverso un edificio mai terminato, la fase di progressivo ridimensionamento della comunità.

Indirizzo: Piazza Matteotti, 2, Viadana. Orario Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:30 – 18:30 (ultimo ingresso 18:00); Domenica: 10:00 – 18:30 (ultimo ingresso 18:00). Durata visita: 40 minuti. LUOGO PARZIALMENTE ACCESSIBILE: Il Palazzo del Municipio è accessibile tramite una rampa all’ingresso e ascensori all’interno. L’accesso alla sinagoga non ha rampe e presenta alcuni scalini. Non è richiesta la prenotazione.

Palazzo Gardani – Viadana

Il Palazzo Marchesi Gardani sorge in via Cavallotti, l’arteria principale del centro storico di Viadana, collocato nei pressi del confine sud-ovest della provincia di Mantova. Situato in un’area dove sono presenti diverse dimore nobiliari, l’edificio si inserisce in un contesto urbano caratterizzato da portici quattrocenteschi e palazzi storici che testimoniano l’antico prestigio del Marchesato. La via si trovava all’interno dell’antico borgo fortificato, in direzione della porta Occidentale.

Considerato il palazzo più importante di Viadana, appartenne a un ramo della nobile famiglia Gardani. La sua storia è legata a ospiti illustri: nel 1575 vi soggiornò San Carlo Borromeo, ospite dell’arciprete Lodovico Gardani. Nel 1655 accolse con fasto la Regina Cristina di Svezia, appena convertita al cattolicesimo, ospitata dal Marchese Giambattista Gardani. Recentemente, il palazzo è stato oggetto di un attento restauro filologico voluto dal Notaio Chizzini, che ha permesso di salvaguardare le strutture storiche adattandole a nuove esigenze abitative e di servizio, preservando un patrimonio di rara importanza per la comunità.

L’interno del palazzo è uno scrigno d’arte. Spiccano i soffitti quattrocenteschi decorati con tavolette raffiguranti soggetti araldici e un bestiario tardomedievale. Le pareti presentano affreschi del XV secolo con gli stemmi delle famiglie imparentate coi Gardani. Di eccezionale valore sono i cicli pittorici cinquecenteschi che narrano “Le Fatiche di Ercole” e “Le Piaghe d’Egitto”, arricchiti da decorazioni con putti e mostri marini. L’andito d’ingresso ospita inoltre una lapide dedicata al celebre musicista Luigi Petrali, nato a Viadana nel 1813. L’architettura riflette il gusto delle corti padane, mescolando rigore strutturale e ricchezza decorativa. La distribuzione degli spazi, nonostante i restauri, conserva l’aura di splendore che un tempo stupì sovrani e prelati. Ogni sala testimonia l’incontro tra l’arte cremonese, mantovana e parmigiana, rendendo l’edificio un esempio magistrale di residenza nobiliare di provincia, dove l’araldica e la mitologia si intrecciano per celebrare il prestigio dei proprietari originali. La struttura merlata e le terrecotte dei portici completano un quadro di altissimo pregio.

Indirizzo: Via Cavallotti, 17, Viadana. Orario Sabato: 00:00 – 00:00 / 14:30 – 18:30; Domenica: 10:00 – 18:30 (ultimo ingresso 18:00). Durata visita: 30 minuti. Non è richiesta la prenotazione.