Cultura

Ferragosto mantovano: un panino farcito di storia e cotechino

Ferragosto tra la Fiera e la Battaglia: la storia dell'annientamento atroce di una famiglia per mano dei Gonzaga.

Ferragosto mantovano: un panino farcito di storia e cotechino
Cultura Mantova, 14 Agosto 2018 ore 15:29

Ferragosto mantovano: scopriamo il ruolo di questa ricorrenza nella città di Mantova

Ferragosto mantovano tra la Fiera e la Battaglia. Un panino farcito di storia e cotechino

Per Ferragosto i mantovani sono impegnati a mettere sotto i denti un panino farcito di cotechino e, tra un morso e l’altro, ammirano i disegni dei madonnari a Grazie di Curtatone. “Andiamo a fare un giro alle Grazie?” non è nemmeno una domanda, è un rito che non si chiede ma si formula nella mente forse già in dialetto.

La Fiera e il cotechino

All’origine della Fiera è la costruzione del Santuario voluto da Francesco I Gonzaga nel 1399. Ma inizia ufficialmente come festa religiosa l’11 agosto del 1425 con un bando di Gianfrancesco Gonzaga che permette “a cadauna persona teréra o forestéra se possa vendere et comprare vino, pane, carne cruda et cotta senza datio né gabella alcuna a minuto et non ingrosso”. Già un primordio del classico panino col cotechino. Ma mentre i mantovani festeggiano c’è un’altra ricorrenza che passa inosservata ovvero la cacciata dei Bonacolsi e di conseguenza la presa di potere della famiglia Gonzaga.

Ferragosto mantovano

E’ la notte tra il 15 e il 16 agosto del 1328. Mantova è governata dai Bonacolsi ma tra poche ore un evento sta per cambiare per sempre la sua storia. L’esercito veronese di Cangrande della Scala è accampato alle porte della città chiamato dai Gonzaga per il colpo di stato. Più di mille uomini sono appostati all’ingresso del Ponte di Mulini, attendono l’alba e un segnale per attaccare e fare irruzione in piazza San Pietro dove ignaro di tutto Rinaldo Bonacolsi dorme sogni tranquilli nel Palazzo del Capitano.  L’esercito veronese e quello dei Gonzaga sono ormai entrati in città. L’allarme è lanciato: il Palazzo è tutto un alveare di armi, vestizioni, armature. Non c’è tempo per le strategie militari, sarà una battaglia di mischia in piazza che all’alba si bagnerà di sangue. Per immergervi nella lotta bisogna osservare da vicino l’opera di Domenico Morone nella prima sala del percorso di visita al Palazzo Ducale. Rinaldo è ancora convinto di risolvere tutto come in una discussione contemporanea tra condomini furiosi. Si dice che abbia detto la frase “se c’è un tumulto basteranno le mie parole per sedarlo”. Monta sul suo cavallo e si dirige verso piazza Broletto nel palazzo comunale. Qui Alberto da Saviola, un amico dei Gonzaga, lo ferisce all’improvviso alla testa con un colpo di spada. Nel frattempo gli altri Bonacolsi sono stati fatti prigionieri e la città è stata conquistata. Il popolo già invoca e celebra il nome di Luigi Gonzaga. Qualche giorno più tardi, il 28 agosto, a 70 anni riceve la carica di Generale del Comune e Capitano del popolo.

La fine più atroce di una famiglia

Il corpo di Rinaldo Bonacolsi, a quel tempo chiamato il Passerino, viene mummificato e conservato all’interno del Palazzo del Capitano come macabro souvenir e talismano che allontana la sfortuna. I figli di Rinaldo vengono condotti nella torre del Castello di Castel d’Ario costretti a morire di fame. Ancora oggi viene ricordata come la “torre della fame”. La vittoria dei Gonzaga è la storia di un cavallo di Troia ben giocato, di lenta strategia politica e di trama lavorata con cura. Da quel 16 agosto del 1328 passeranno 379 anni ovvero 18 Gonzaga, fine politica, moltissima arte, dal potere più alto alla caduta più rovinosa.

Il curatore

Simone Rega è laureato in Storia dell’Arte ed ha conseguito il Master di primo livello in Management della valorizzazione territoriale ed accoglienza turistica. Scrittore e guida turistica, si occupa di promuovere e valorizzare attraverso eventi dedicati e bandi le aziende del territorio. Con il blog Meraviglia a Domicilio racconta Mantova e le piccole curiosità che stanno dietro alla Storia. Ha vinto nel 2012 un concorso nazionale di poesia e nel 2013 ha pubblicato il libro Il Testamento del Clown. E’ presidente dell’Associazione di promozione Sociale RUM Ri-animazione Urbana Mantova che si occupa di welfare e rigenerazione urbana. E’ inoltre local manager di Igersmantova, la community che si occupa di raccontare il territorio di Mantova attraverso Instagram.

La villeggiatura ai tempi dei Gonzaga

 

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