Tiroide e gravidanza il nuovo protocollo nel Mantovano

Nuovo protocollo condiviso dagli operatori per formulare una diagnosi precoce, migliorare il follow-up ed evitare le complicanze negative della patologia sul feto.

Tiroide e gravidanza il nuovo protocollo nel Mantovano
Mantova, 19 Aprile 2018 ore 14:51

Tiroide e gravidanza: nuovo protocollo di diagnosi e cura che coinvolge i professionisti dei Dipartimenti Medico e Materno-Infantile con le strutture di Ostetricia e Ginecologia, Medicina Generale ed Endocrinologia di Mantova, Asola e Pieve e i Consultori.

Tiroide e gravidanza

Donne gravide sotto stretta sorveglianza per evitare le disfunzioni tiroidee e le relative conseguenze negative sul feto. È l’obiettivo del nuovo protocollo di diagnosi e cura che coinvolge i professionisti dei Dipartimenti Medico e Materno-Infantile con le strutture di Ostetricia e Ginecologia, Medicina Generale ed Endocrinologia di Mantova, Asola e Pieve e i Consultori.

Un protocollo condiviso

L’iniziativa consiste nell’adozione di una procedura condivisa da tutti gli operatori che prevede le seguenti fasi: reclutamento della gravida tramite i medici di medicina generale, i consultori, il Pronto Soccorso, in generale i medici del sistema sanitario nazionale o in libera professione, la diagnosi occasionale durante il ricovero ospedaliero per altre problematiche; la prescrizione del dosaggio del TSH entro la nona settimana di gestazione a tutte le donne gravide e l’identificazione dei fattori di rischio per patologia tiroidea; in caso di disfunzione tiroidea, l’affidamento della paziente all’endocrinologo che stabilisce cura e monitoraggio della salute della donna.

Prevenzioni e terapie efficaci

Quali sono i risultati attesi? Ci si propone di formulare una diagnosi precoce di alterazione della funzione tiroidea, di ricorrere tempestivamente a una efficace terapia, di migliorare il follow-up delle pazienti, riducendo l’ospedalizzazione, le complicanze materne, fetali e neonatali nonché gli aborti spontaneiGli ormoni tiroidei svolgono un’azione fondamentale per lo sviluppo scheletrico e del sistema nervoso centrale fin dalle prime settimane della vita fetale. Pertanto è fondamentale che in gravidanza la funzione tiroidea sia nella norma. La produzione di ormoni tiroidei, quindi l’utilizzo dello iodio e le dimensioni ghiandolari della donna normalmente aumentano per far fronte alla gravidanza. È l’ormone HCG ad avere azione stimolante. Ma questi cambiamenti fisiologici portano a un distiroidismo se la donna ha una tireopatia, o ad un gozzo se vive in un’area carente di iodio.

Rischio ipotiroidismo in gravidanza

La gravidanza è quindi una condizione che predispone alla comparsa di ipotiroidismo. È fondamentale diagnosticare tale condizione precocemente, perché nei primi quattro mesi di gravidanza il feto riceve il proprio fabbisogno di ormoni tiroidei unicamente dalla madre: la tiroide fetale inizia, infatti, a produrre ormoni solo a partire dalla 12°-14° settimana. Se l’ipotiroidismo non è diagnosticato precocemente e trattato adeguatamente si può sviluppare un deficit neurocognitivo nel neonato e successivamente in età infantile in varie forme, come la difficoltà di attenzione o un quoziente intellettivo più basso della media o un ritardo nello sviluppo psicomotorio, fino al cretinismo endemico e al rischio di autismo. Complicanze ostetriche sono invece l’aborto spontaneo,  il parto pretermine, la preeclampsia, il distacco placentare, la circonferenza cranica fetale ridotta, la macroglossia.

Fondamentale un alto livello di attenzione

Anche l’eccesso di ormoni tiroidei (tireotossicosi o ipertiroidismo) può complicare il decorso di una gravidanza e, se non curato, può essere causa di aborto spontaneo, parto prematuro, distacco di placenta, pre-eclampsia, scompenso cardiaco nella madre, basso peso neonatale, morte endouterina, morte neonatale, ipertiroidismo fetale ed ipertiroidismo neonatale, malformazioni congenite quali anencefalia, ano imperforato e palatoschisi. Sia la tireotossicosi che l’ipotiroidismo in gravidanza non sono facilmente diagnosticabili. È quindi più che mai importante mantenere alto il livello di attenzione.

 

Seguici sui nostri canali