Amianto tetti: a Mantova 281mila metri quadri contaminati

L'indagine del Comune di Mantova con i droni. Già eseguite le prime bonifiche.

Mantova, 26 Febbraio 2019 ore 14:08

Tetti all’amianto: in città oltre 281mila metri quadrati di copertura contaminate e il Comune ordina le bonifiche.

Oltre 50 campi da calcio coperti di amianto

Ci sono oltre 50 campi da calcio coperti di amianto: sono i tetti degli edifici di Mantova esaminati dal Comune per mezzo di un apposito drone, sopra i quali sono state trovare coperture realizzate in amianto. Ebbene sì: nel corso dell’indagine commissionata dall’assessorato all’ambiente del Comune di Mantova, è stato scoperto come in città ci siano tetti e coperture realizzati in amianto per un totale di 281mila e 660 metri quadrati. Una misura enorme, corrispondente appunto all’area di oltre 50 campi da calcio.

Le genesi dell’indagine

L’indagine sull’amianto presente nelle coperture degli edifici di Mantova è stata eseguita ancora nel 2017 per mezzo di appositi droni in grado di riconoscere e fotografare le coperture in amianto e, addirittura, di stabilire le condizioni di “salute” della sostanza stessa. Il progetto è stato predisposto dall’assessorato comunale all’ambiente con l’obiettivo di liberare quanto più possibile la città dalle coperture in amianto – o, per lo meno, da quelle in condizioni tali da renderne urgente la rimozione. Il progetto, che prende il nome di Asbestos Free e appunto è iniziato nel 2017, nel 2018 è stato riconosciuto come miglior progetto ambiente sostenuto da una pubblica amministrazione nell’ambito del premio “Pubblica Amministrazione Sostenibile – 100 progetti per raggiungere gli obiettivi dell’Agenda 2030”, organizzato da Forum PA.

I risultati dell’indagine

Dall’indagine dell’assessorato all’ambiente, guidato dall’assessore Andrea Murari, è emerso appunto come nel territorio di Mantova, alla data di gennaio 2017, esistessero  516 tetti all’amianto, per un totale di 281mila e 660 metri quadrati, pari a circa 4mila e 225 tonnellate di materiale.  Lo stato di conservazione delle coperture è stato suddiviso in diversi categorie: pessimo, scadente, discreto e buono. Ciò significa che le attività di bonifica o rimozione, così come prescritto dalla normativa vigente, possono essere eseguite in tempi differenti: rimozione entro i 12 mesi per le situazioni più gravi, entro tre anni oppure nessun intervento e riesame con frequenza biennale. Nel gennaio 2018, sulla scorta dei dati raccolti nel corso dell’indagine Absestos Free, il Comune ha contattato i proprietari di 26 immobili aventi coperture in cemento amianto in pessimo stato di conservazione rilevato dal drone, con una superficie superiore ai 200 metri quadrati o posti ad una distanza inferiore a 100 metri da strutture sensibili come scuole, oratori, ospedali e simili. La superficie totale delle coperture in amianto degli edifici interessati da questa prima fase ammonta a 17mila e 589 metri quadrati di materiale che presumibilmente contiene amianto.

Provvedimenti e primi risultati

Dalla rendicontazione effettuata dal Comune, risulta che a fine gennaio 2019 sono stati bonificati 9mila e 292 metri quadrati di tetti all’amianto in pessimo stato di conservazione su tutto il territorio comunale. Per i proprietari che non hanno risposto all’appello e per coloro che hanno fornito documentazione incompleta, il Comune ha provveduto ad inviare apposito sollecito. Qualora dopo il sollecito non dovesse pervenire alcuna documentazione diventa cura del settore ambiente del Comune di Mantova aprire un canale di dialogo direttamente con gli interessati per giungere ad un accordo ed infine emanare un’ordinanza di rimozione. Ad esempio nel 2017 il Comune ha emesso un’ordinanza per la rimozione di alcune coperture in cemento amianto in pessimo stato di conservazione, nella zona del Parco del Mincio. Vista l’inadempienza del proprietario, nel 2018 il Comune ha attivato i poteri sostitutivi con il procedimento di rimozione delle coperture in pessimo stato di conservazione. Nel caso in oggetto le coperture ammontano a circa 300 metri quadrati. Anche nel mese di febbraio 2019, che sta giungendo al termine, erano previsti lavori di bonifica da parte di diversi proprietari: su tale aspetto ora il Comune sta eseguendo alcune verifiche. La seconda fase del progetto Absestos Free, prossimamente, vedrà invece il Comune contattare i proprietari di edifici con coperture contaminate con superficie inferiore ai 200 metri quadrati.

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