A Mantova, un 20enne è stato denunciato dalla Polizia per aver minacciato con un crick e una pistola a salve modificata un 18enne fuori dall’Istituto “Fermi” dopo una lite stradale. Le indagini, supportate dalle telecamere, hanno portato al sequestro delle armi nella casa dell’aggressore, che ha poi confessato.
Minaccia aggravata
Una banale nota di richiamo alla prudenza stradale si è trasformata in una accesa lite a Mantova, dove un ragazzo di soli 18 anni si è trovato sotto la mira di una pistola all’uscita da scuola. L’episodio, che ha scosso la comunità studentesca dell‘Istituto Superiore “Enrico Fermi”, ha portato alla denuncia a piede libero di un ventenne da parte della Polizia di Stato con l’accusa di minaccia aggravata. Un intervento tempestivo, quello degli agenti, maturato nell’ambito del massiccio potenziamento dei controlli nelle aree scolastiche cittadine disposti dal Questore.
L’invito a rallentare
I fatti risalgono a lunedì scorso quando la vittima, terminate le lezioni, stava risalendo a bordo della propria autovettura parcheggiata nei pressi dell’istituto scolastico. In quel momento, il 18enne ha visto sopraggiungere in senso opposto un’auto a folle velocità. Preoccupato per l’incolumità propria e dei passanti, il giovane ha fatto un semplice e istintivo gesto con la mano al conducente, invitandolo a rallentare l’andatura.
Minacciato con un crick
La reazione dell’automobilista è stata immediata quanto spropositata: ha inchiodato bruscamente, è sceso dall’abitacolo e, dopo aver aperto il bagagliaio, ha brandito un grosso attrezzo in ferro — presumibilmente un crick — avvicinandosi allo studente con fare visibilmente minaccioso. A nulla è valso il disperato tentativo di una ragazza, sopraggiunta sul posto e poi identificata come la fidanzata dell’aggressore, che ha cercato invano di calmarlo e farlo desistere.
E con una pistola
La furia del 20enne non si è placata nemmeno di fronte alle suppliche della ragazza. L’aggressore è infatti tornato rapidamente alla sua vettura ma, anziché allontanarsi, ha prelevato dallo sportello anteriore una pistola dall’impugnatura argentata. Dopo averla infilata e nascosta parzialmente nella cintura dei pantaloni, si è scagliato nuovamente contro il diciottenne.
Si mette in salvo
Solo la prontezza di riflessi della vittima ha evitato il peggio: cogliendo un millimetrico attimo di distrazione dell’assalitore, il neopatentato è riuscito a mettersi alla guida della propria vettura e a fuggire a tutta velocità, seminando l’inseguitore nel fitto traffico cittadino e mettendosi finalmente in salvo.
Le indagini
Subito dopo la formale segnalazione inoltrata dalla dirigenza dell’Istituto “Fermi”, i poliziotti della Squadra Volante hanno avviato le indagini, partendo dal racconto ancora sotto shock del 18enne. La svolta decisiva è arrivata dall’analisi certosina delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza della zona, che hanno permesso di ricostruire la sequenza millesimale del folle gesto e di risalire alla targa del veicolo dell’aggressore.
Rintracciato e messo sotto stretto torchio dagli inquirenti, il 20enne ha confessato l’accaduto, fornendo però una versione radicalmente diversa sul movente: non si sarebbe trattato di una semplice lite per motivi di viabilità, bensì di un regolamento di conti dettato dalla forte gelosia, sostenendo che la vittima, in passato, avesse rivolto delle avance insistenti alla sua attuale fidanzata.
Il sequestro delle armi
Il quadro probatorio si è chiuso definitivamente nelle ore successive, quando gli agenti della Squadra Volante e della Squadra Mobile hanno fatto scattare una perquisizione domiciliare lampo nell’abitazione del 20enne. All’interno dell’immobile sono state rinvenute e poste sotto sequestro due pistole a salve, repliche fedelissime dei modelli Beretta 92 FS in dotazione alle forze dell’ordine.
Tra queste vi era proprio l‘arma cromata descritta dalla vittima, la quale era stata accuratamente manomessa per rimuovere il tappo rosso frontale, un espediente volto a renderla del tutto indistinguibile da un’arma da fuoco reale.
Denunciato
Il giovane è stato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di minaccia aggravata. La sua posizione penale resta ora al vaglio della magistratura in attesa del giudizio definitivo.
L’operazione è stata condotta in stretta sinergia con le determinazioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il piano straordinario prevede una vigilanza continuativa e mirata attorno ai complessi scolastici di Mantova, finalizzata non solo a reprimere lo spaccio di stupefacenti e i reati predatori, ma anche a garantire la sicurezza generale degli studenti nei momenti di massima affluenza.