senza risposta

Tamponi e reagenti, la Lombardia ha speso molto meno di altre regioni. Serve un piano

Come mai solo 8 milioni a fronte dei 32 dell'Emilia Romagna e dei quasi 24 del Veneto?

Tamponi e reagenti, la Lombardia ha speso molto meno di altre regioni. Serve un piano
Mantova, 06 Ottobre 2020 ore 11:14

Quanto ha investito Regione Lombardia per acquistare tamponi e reagenti durante il lockdown? Quali procedure, rapide e univoche, verranno attuate per la gestione dei positivi e il tracciamento dei contatti stretti? Ma soprattutto, qual è (ammesso che ci sia) il piano di approvvigionamento dei test molecolari previsto dal Pirellone in vista della seconda ondata di contagi?

Attesa di una risposta

Come riporta Prima Bergamo, queste domande aspettano di ricevere una risposta dallo scorso 26 agosto. I quesiti erano stati rivolti dal consigliere regionale bergamasco di Azione Niccolò Carretta al presidente Attilio Fontana e all’assessore al Welfare Giulio Gallera dopo la pubblicazione di un documento dell’Anac nel quale erano indicati gli investimenti delle Regioni per procurarsi il materiale necessario alla diagnosi del Covid. La Lombardia avrebbe speso (alla data del 30 aprile) poco più di 8 milioni di euro, una cifra impietosa se paragonata a quelle di Emilia Romagna e Veneto, che avrebbero investito rispettivamente 32 milioni e 207 mila euro e 23 milioni 802 mila euro.

La questione dei vaccini

«Se, come abbiamo appreso dagli organi di stampa, i vaccini antinfluenzali non saranno quasi sicuramente garantiti alla totalità della popolazione lombarda, sarà necessario un numero maggiore di tamponi al fine di distinguere la febbre stagionale dal Covid – sottolinea Carretta, che ha sollecitato l’assessorato al Welfare per fare chiarezza in merito -. Si tratta di una procedura sicuramente più onerosa che potevamo in parte evitare, ma visto il fallimento nell’approvvigionamento delle dosi di vaccino, l’unica soluzione che resta è un piano di tamponi rapido, immediato e certo». Al momento le autorità regionali si sarebbero trincerate dietro il silenzio, un atteggiamento che secondo Carretta farebbe sorgere il dubbio che «questo piano non sia poi così chiaro all’assessore Gallera».

«L’auspicio – conclude Carretta – è di vedere presto il piano di approvvigionamento dei reagenti e sperare che per questa nuova stagione autunnale Regione Lombardia faccia la scelta di spendere un ammontare di denaro più adeguato viste e considerate le carenze, il numero e la densità della popolazione che richiederanno quasi sicuramente un monitoraggio particolare».

“Perché in Emilia e in Veneto i vaccini influenzali ci sono e in Lombardia no?”

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