A Porto Mantovano un 61enne di Goito è stato denunciato dopo che i Carabinieri hanno scoperto la sparizione di macchinari e attrezzature precedentemente sottoposti a sequestro in un capannone artigianale. I beni erano stati sequestrati nel 2025 durante un controllo che aveva fatto emergere violazioni sulla sicurezza sul lavoro, lavoro nero e irregolarità ambientali.
Spariscono macchinari sotto sequestro
Un controllo dei Carabinieri nato per contrastare irregolarità sul lavoro e violazioni ambientali ha portato a un nuovo sviluppo giudiziario a Porto Mantovano. A distanza di oltre un anno dal sequestro di macchinari e attrezzature all’interno di un capannone artigianale, i militari hanno accertato che parte dei beni sottoposti a vincolo non era più presente.
Per questo motivo il proprietario dell’immobile, un uomo di 61 anni residente a Goito, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Mantova per la presunta violazione colposa dei doveri di custodia dei beni sequestrati.
Il controllo del 2025
La vicenda ha avuto origine nell’aprile 2025, quando i Carabinieri della Stazione di Porto Mantovano, con il supporto del Nucleo Ispettorato del Lavoro (N.I.L.) Carabinieri di Mantova e del Nucleo Carabinieri Forestale di Mantova, avevano effettuato un controllo all’interno di un sito produttivo situato nel territorio comunale.
Nel mirino dei militari era finita un’attività artigianale svolta all’interno di un capannone industriale preso in locazione da una ditta individuale. L’ispezione aveva fatto emergere numerose criticità sul fronte della sicurezza sul lavoro, della gestione ambientale e della regolarità occupazionale.
Gravi violazioni sulla sicurezza dei lavoratori
Durante gli accertamenti, il personale del N.I.L. aveva rilevato diverse violazioni della normativa prevista dal Testo unico sulla sicurezza sul lavoro.
Tra le irregolarità contestate figuravano:
- l’assenza del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR);
- la mancata nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP);
- l’assenza dei presidi di primo soccorso;
- carenze nella manutenzione dei luoghi di lavoro e degli impianti antincendio;
- la mancata nomina del medico competente per la sorveglianza sanitaria.
Per queste violazioni erano state contestate ammende per un importo complessivo di 9.188,73 euro a carico del titolare dell’attività.
Due lavoratori in nero e attività sospesa
Nel corso del controllo erano stati inoltre individuati due lavoratori presenti nel capannone senza regolare contratto e senza comunicazioni di assunzione agli enti competenti. La presenza di personale irregolare, unita alle violazioni in materia di sicurezza, aveva portato alla sospensione immediata dell’attività imprenditoriale.
Erano state inoltre applicate:
- una sanzione amministrativa di 8.000 euro per l’impiego di lavoratori non regolarizzati;
- una maxi sanzione per lavoro nero pari a 7.800 euro.
- Sequestrati macchinari e attrezzature per violazioni ambientali
Gli accertamenti del Nucleo Carabinieri Forestale di Mantova avevano evidenziato anche alcune irregolarità di carattere ambientale. In particolare, era stata contestata la mancata denuncia di inizio attività all’Albo provinciale delle imprese artigiane, con una sanzione pari a 5.167,57 euro, oltre alla mancata tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti pericolosi, con una sanzione di 4.140 euro.
Il sequestro amministrativo
A seguito delle violazioni riscontrate era scattato il sequestro amministrativo cautelare delle principali attrezzature presenti nel capannone, tra cui:
- macchinari industriali per la verniciatura;
- sollevatori meccanici e carrelli elevatori;
- compressori e utensili per la lavorazione dei veicoli;
- materiali e mezzi utilizzati nell’attività.
All’interno della struttura erano stati trovati anche 11 veicoli in lavorazione, per i quali erano state elevate sanzioni ai proprietari per un totale di 946 euro.
Il nuovo sopralluogo
Nei giorni scorsi i Carabinieri Forestali di Mantova sono tornati nel capannone sequestrato per verificare la presenza e la consistenza dei beni sottoposti a sequestro. Durante il controllo, effettuato alla presenza del 61enne, i militari hanno accertato che numerosi materiali non erano più presenti all’interno della struttura.
Tra i beni mancanti risultavano attrezzature da lavoro, macchinari e carrelli elevatori precedentemente sottoposti a sequestro. L’uomo, in qualità di proprietario dell’immobile e custode dei beni sequestrati, è stato quindi denunciato all’Autorità giudiziaria.
Indagini ancora in corso
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato dovrà essere eventualmente accertata in sede processuale, nel contraddittorio tra le parti e secondo quanto previsto dalla legge.
L’attività dei Carabinieri si inserisce nel quadro dei controlli finalizzati alla tutela della sicurezza sul lavoro, al rispetto delle normative ambientali e al contrasto delle forme di illegalità presenti nel tessuto produttivo locale.
