Asola e Castiglione

Smascherata banda di malviventi dopo la denuncia di un’anziana

Mentre si trovava al cimitero la banda è entrata in azione cercando di rubare nella sua auto. 

Smascherata banda di malviventi dopo la denuncia di un’anziana
Mantova, 03 Ottobre 2020 ore 12:17

Mentre si trovava al cimitero la banda è entrata in azione cercando di rubare nella sua auto.

La denuncia di un’anziana

Era il primo pomeriggio dell’11 luglio 2020, quando un’anziana donna residente ad Asola andò a bussare alla locale caserma dei Carabinieri in preda ad uno stato d’ansia e di sconforto, denunciando minuziosamente ai Carabinieri come pochi minuti prima, mentre faceva visita ai suoi defunti presso il cimitero della frazione di Castelnuovo. Lì aveva parcheggiato la sua autovettura ritrovandola, pochi minuti dopo, con i vetri infranti e con l’interno tutto posto a soqquadro.

La vittima non era stata in grado di fornire alcuna notizia utile circa gli autori del reato, ma i militari hanno subito accertato grazie al sistema di sorveglianza comunale, che nell’arco di tempo interessato descritto poco prima dalla vittima, un’autovettura alfa 147 di colore grigio con tettuccio a vetro su cui viaggiavano un uomo e una donna.

In pochi minuti, dopo un breve sopralluogo, hanno frantumato il lunotto posteriore dell’autovettura della donna e, mettendo tutto a soqquadro, hanno cercato nell’auto sperando di trovare borse o oggetti di valore. I due malviventi, rimasti a bocca asciutta, subito si sono dileguati.

Le ricerche dei Carabinieri

I carabinieri di Asola, dalle immagini di sorveglianza, non sono riusciti a carpire nell’immediato il numero di targa di quell’autovettura. Ma non si sono fermati alle prime difficoltà: analizzando tutti i varchi installati nei comuni su cui ha competenza la compagnia dei carabinieri di Castiglione delle Stiviere sono riusciti a risalire al numero di targa dell’autovettura e, ai percorsi che ha intrapreso per arrivare fino al punto dove ha tentato il colpo.

Ottenuta la targa, subito si è dato un nome al proprietario dell’auto ma, comparate le immagini del video di sorveglianza con l’estrapolazione delle effigi del proprietario i militari si sono accorti che il proprietario non era responsabile del furto.

Il proprietario dell’auto era pieno di precedenti

Ulteriori accertamenti sull’intestatario, correlati dal controllo della banca dati delle forze di polizia, hanno permesso ai militari di accertare che il soggetto oltre a detenere a suo carico numerosi precedenti di polizia per favoreggiamento reale si intestava autovetture di diversa marca e modello e poi le metteva nella disponibilità di soggetti dediti alla commissione di reati contro il patrimonio, in speciale modo furti su autovetture.

I responsabili sono un uomo e una donna di etnia rom

L’arma di Asola ha così capito di essere sulla buona strada investigativa e ha quindi seguito la vettura attraverso i controlli sul territorio. L’auto è di recente stata sottoposta a controllo dei militari dell’arma dei carabinieri impiegati nei servizi di prevenzione, sono stati individuati gli occupanti: si tratta di un uomo e una donna italiani di etnia rom.

I militari di Asola, acquisiti quei dati e estrapolati i cartellini fotosegnaletici dei due soggetti, tra l’altro conviventi, e comparati con le immagini del furto commesso in Castelnuovo hanno dato un nome ai soggetti autori del furto, denunciandoli all’autorità giudiziaria di Mantova per il reato di tentato furto aggrvato su autovettura in concorso.

Denuncia per il proprietario della vettura

Per l’intestatario dell’autovettura è scattata un’altra denuncia per favoreggiamento reale in quanto mediante l’intestazione di un bene ne favoriva l’utilizzo illecito da parte di terze persone. I tre soggetti verranno proposti alla misura di prevenzione del foglio di via dal comune di Asola di cui è competente per l’emissione il questore della provincia di Mantova.

I Carabinieri hanno invitato i cittadini a segnalare sempre ogni evento delittuoso che si concretizza sul territorio alla più vicina caserma dei Carabinieri o contattando il 112.

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