CRONACA

Sequestrato, picchiato con una spranga e minacciato con armi per rubargli auto e soldi

Arrestati a Ghedi, nel Bresciano, tre soggetti di nazionalità indiana residenti a Motteggiana: puntavano su un Range Rover

Sequestrato, picchiato con una spranga e minacciato con armi per rubargli auto e soldi

Carabinieri, polizia e polizia locale hanno arrestato tre soggetti indiani: avevano sequestrato un connazionale per rubargli auto e soldi.

Sequestrato e picchiato con una spranga per rubargli auto e soldi

Sequestrato, picchiato con una spranga e minacciato con armi da fuoco per rubargli auto e soldi. Le forze dell’ordine, al termine di un rapido intervento, nella serata dello scorso sabato 10 gennaio 2026 hanno arrestato un 29enne, un 28enne e un 26enne di nazionalità indiana residenti a Motteggiana.

L’operazione è avvenuta a Ghedi, in provincia di Brescia: nel mirino dei tre sequestratori erano finiti un 27enne loro connazionale (e la madre di quest’ultimo), cui i tre avevano progettato di sottrarre un’automobile e un’ingente quantità di denaro.

L’operazione durante un controllo a Ghedi

L’operazione è scattata appunto nella serata di sabato 10 gennaio 2026. Nel corso di un controllo di un’automobile, una pattuglia della polizia locale di Ghedi ha identificato tre soggetti: due erano le vittime, ovvero madre e figlio rispettivamente di 54 e 27 anni, anch’essi cittadini indiani, e l’altro era invece uno degli estorsori, quest’ultimo immediatamente bloccato dagli agenti non appena resisi conto di ciò che stava accadendo.

Dopo aver raccolto le prime informazioni dalle vittime, gli agenti della polizia locale, assieme a un poliziotto delle Volanti della Questura di Brescia, libero dal servizio e presente sul posto, sono intervenuti in un bar di Ghedi dove hanno individuato e bloccato gli altri due malviventi, complici del primo, uno dei quali trovato in possesso di due pistole semiautomatiche e di munizioni di vario calibro. Nel frattempo, è stata fatta confluire sul posto, in ausilio, una pattuglia della stazione carabinieri di Ghedi.

Uno scorcio della Questura di Brescia
Uno scorcio della Questura di Brescia

Incappucciato, denudato, filmato e picchiato

Le attività di indagine, condotte da questura di Brescia, carabinieri di Verolanuova e polizia locale di Ghedi, hanno consentito di ricostruire ciò che era accaduto. In sostanza il giovane indiano aggredito sarebbe stato vittima di un sequestro di persona a scopo di estorsione posto in essere a partire ancora dalla sera di giovedì 8 gennaio 2026 e realizzato tra Bresciano e Mantovano.

Durante il sequestro, finalizzato a estorcere una lussuosa Range Rover e una consistente somma di denaro, il 27enne era stato incappucciato, minacciato con armi da fuoco ed era stato privato del cellulare. Dopo essere stato condotto contro la sua volontà all’interno di vari edifici nella disponibilità dei rapitori, il giovane era stato denudato, percosso violentemente – anche con una spranga di ferro -, segregato e filmato in stato di soggezione fisica, oltre che rapinato di un’importante somma di denaro.

Quindi, sempre sotto la minaccia delle armi, insieme alla madre è stato costretto ad accompagnare i sequestratori in un ufficio postale dove prelevare altro denaro da consegnare ai tre aguzzini.

Le due pistole rubate in provincia di Verona

Sempre nel corso delle attività investigative e a seguito delle perquisizioni personali e domiciliari a carico dei tre arrestati, le forze dell’ordine hanno rinvenuto e sequestrato due pistole semiautomatiche: una Pic Decatur Ga calibro 6,35 Browning con tre colpi nel caricatore, e una Zoraki 917T calibro 38 con 18 colpi nel caricatore e sette a parte. Entrambe le pistole sono risultate rubate nel 2021 a San Giovanni Lupatoto, in provincia di Verona, nel corso di un furto in abitazione.

Il carcere di Brescia, dove i tre sono stati trasferiti
Il carcere di Brescia, dove i tre sono stati trasferiti

Le forze dell’ordine hanno trovato anche alcuni telefoni cellulari e 25 munizioni di vario calibro.

Ora in carcere, poi l’espulsione

Al termine delle indagini i tre arrestati sono stati trasferiti nel carcere di Brescia a disposizione della Procura.

In considerazione dell’assoluta gravità di quanto accaduto e dei precedenti emersi a loro carico, il questore di Brescia Paolo Sartori (mantovano di origine e in passato questore di Mantova), ha disposto nei loro confronti l’avvio delle procedure per la revoca dei permessi di soggiorno, in modo da poter in seguito procedere all’espulsione una volta saldato il debito con la giustizia.