Sorpresi a rubare 180 chili di angurie in un’azienda di Marcaria, due uomini di 64 e 55 anni hanno aggredito e minacciato con un coltello il titolare. Bloccati da Carabinieri e Polizia Stradale, sono stati arrestati con l’accusa di rapina impropria e trasferiti in carcere a Mantova.
Rubano 180 chili di angurie
Un piano notturno nato probabilmente dall’ondata di calore che in queste ultime settimane sta soffocando la Pianura Padana. Nella tarda serata di sabato nei campi di un’azienda agricola a Marcaria, una spedizione alla ricerca di refrigerio si è conclusa con le manette per due uomini sorpresi con un bottino da quasi due quintali di angurie.
Il controllo casuale
L’episodio si è verificato durante la serata di sabato. A mandare all’aria i piani dei due ladri è stata la pura casualità: l’agricoltore, un 55enne residente nella zona, aveva infatti deciso di effettuare un giro d’ispezione fuori orario nei propri appezzamenti per verificare il corretto funzionamento dell’impianto di irrigazione, fondamentale per preservare le colture dal caldo asfissiante.
Durante la perlustrazione, la sua attenzione è stata attirata dal bagliore improvviso di alcune torce elettriche in movimento tra i filari. Avvicinatosi con cautela per capire cosa stesse accadendo, l’agricoltore si è trovato di fronte a una scena surreale: due individui intenti a raccogliere e caricare furtivamente un quantitativo enorme di angurie, che a un successivo controllo avrebbe raggiunto il peso complessivo di ben 180 chilogrammi.
L’aggressione col coltello
A quel punto, il titolare del fondo si è fatto avanti nel tentativo di difendere la propria merce e la propria attività, intimando con decisione ai “lavoratori abusivi” di abbandonare il luogo.
Anziché darsi alla fuga o restituire il maltolto, i malviventi hanno reagito con inaspettata violenza. I due si sono scagliati contro il 55enne, strattonandolo e spintonandolo con foga. La situazione è poi ulteriormente precipitata quando uno degli aggressori ha estratto un coltello, puntandoglielo contro e minacciandolo apertamente per aprirsi la strada e garantirsi l’impunità.
Il blitz congiunto delle forze dell’ordine
Riuscito a sottrarsi all’aggressione e a mettersi in salvo, il proprietario ha subito dato l’allarme al numero unico di emergenza 112, descrivendo nei dettagli l’accaduto e fornendo la propria posizione. La risposta dell’Arma dei Carabinieri è stata immediata: due pattuglie si trovavano infatti già a breve distanza, impegnate in specifici servizi di controllo del territorio concordati e condivisi in Prefettura nell’ambito del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto, dottor Roberto Bolognesi.
L’equipaggio del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Viadana, supportato tempestivamente da una pattuglia della Polizia Stradale di Mantova, si è precipitato sul posto bloccando ogni via di fuga. I due soggetti sono stati immediatamente immobilizzati, disarmati e condotti presso gli uffici della caserma per tutti gli accertamenti del caso.
L’arresto e il trasferimento in carcere
Una volta formalizzata la denuncia dettagliata da parte dell’agricoltore e completati i necessari riscontri sul luogo del reato, i Carabinieri hanno tratto in arresto in flagranza di reato i due uomini: si tratta di un 64enne e di un 55enne, entrambi cittadini italiani e residenti nel vicino comune di Gazoldo degli Ippoliti. L’accusa mossa nei loro confronti, in ipotesi accusatoria, è di rapina impropria in concorso, reato scattato a causa dell’uso della violenza e delle minacce armate impiegate per assicurarsi la refurtiva.
Al termine delle formalità di rito, per disposizione dell’Autorità Giudiziaria, gli arrestati sono stati scortati presso la Casa Circondariale di Mantova. Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale colpevolezza dei soggetti, in ordine ai reati contestati, dovrà essere accertata in sede di processo nel contraddittorio tra le parti.