Cronaca
il ricordo

Ricordato Giovanni Palatucci, commissario di Pubblica sicurezza morto in un campo di concentramento

Il suo esempio di coraggio, di generosità e di alta tensione morale, di valori di fraternità, si propone alle giovani generazioni come preziosa testimonianza nella tragica stagione delle deportazioni e dell'odio razziale.

Ricordato Giovanni Palatucci, commissario di Pubblica sicurezza morto in un campo di concentramento
Cronaca Mantova, 10 Febbraio 2022 ore 15:32

Il sacrificio di Palatucci vive nella memoria degli uomini che non vogliono dimenticare.

Ricordato Giovanni Palatucci

Questa mattina in Via Palatucci a Curtatone, con una cerimonia sobria nel rispetto delle prescrizioni connesse al periodo pandemico, è stato commemorato il commissario di Pubblica Sicurezza e Medaglia d’oro al valore civile, Giovanni Palatucci, morto il 10 febbraio 1945 nel campo di concentramento di Dachau.
Commissario e poi Questore reggente della Questura di Fiume, salvò dalla deportazione circa cinquemila persone. Scoperto dai nazisti, venne arrestato nella sua casa il 13 settembre del 1944 dalla polizia di sicurezza tedesca e condannato a morte per «cospirazione ed intelligenza con il nemico».

Morto due mesi prima della liberazione del campo di concentramento

Successivamente la pena fu commutata nella deportazione presso il campo di Dachau, dove sarebbe morto due mesi prima della liberazione del campo in seguito agli stenti ed alle sevizie patite.
L’anno scorso è stato piantato un albero di olivo; oggi per la ricorrenza, alla presenza del Prefetto Michele Formiglio, del Questore Giannina Roatta, del Sindaco di Curtatone Carlo Bottani, del Presidente della Comunità ebraica Emanuele Colorni e del Presidente dell’ANPS provinciale Roberto Mambrini, è stata inaugurata la stele apposta in ricordo del sacrificio di Giovanni Palatucci. Il Cappellano della Polizia di Stato, Don Stefano Peretti, dopo un breve momento di preghiera, ha impartito la benedizione.
Il sacrificio di Palatucci vive nella memoria degli uomini che non vogliono dimenticare. Il riconoscimento di “giusto tra le nazioni”, e la canonizzazione cristiana sono atti significativi per l’alto valore umano e morale della sua opera. Il suo esempio di coraggio, di generosità e di alta tensione morale, di valori di fraternità, si propone alle giovani generazioni come preziosa testimonianza nella tragica stagione delle deportazioni e dell'odio razziale.

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