Un rave party non autorizzato con circa 45 partecipanti è stato interrotto a Dosolo dalle Forze dell’Ordine, che hanno denunciato 42 persone per invasione di terreni ed edifici. L’evento si svolgeva in un capannone abbandonato trasformato in discoteca abusiva.
Rave Party interrotto a Dosolo
Il battito dei bassi che rimbomba nella golena, il viavai sospetto di auto nelle strade di campagna e, d’improvviso, il lampeggiante delle pattuglie che taglia l’oscurità. Quella che doveva essere una lunga domenica di musica non autorizzata si è trasformata, all’alba di ieri 15 febbraio 2026, in un’operazione di polizia in piena regola nel comune di Dosolo.
L’allarme all’alba
Tutto è iniziato nelle prime ore del mattino, quando i Carabinieri della Compagnia di Viadana, impegnati nel controllo del territorio, hanno intercettato una musica ad alto volume proveniente da una zona isolata a ridosso del Po. Giunti sul posto, i militari si sono trovati di fronte a un vero e proprio rave party allestito all’interno di un capannone di proprietà di un’azienda agricola.

Immediata è scattata la procedura di emergenza coordinata dalla Questura di Mantova. Polizia di Stato e Guardia di Finanza hanno raggiunto i Carabinieri, riuscendo a cinturare un’area complessa, fatta di capannoni e campi aperti. Un intervento strategico che ha permesso di presidiare le vie d’accesso, impedendo a decine di altri giovani, che stavano convergendo verso Dosolo, di unirsi alla festa clandestina.
Discoteca abusiva tra i campi
All’interno della struttura, i partecipanti avevano organizzato una scenografia completa: una postazione per il DJ, potenti casse acustiche e un generatore di corrente per alimentare l’impianto. Circa 45 i presenti identificati sul posto.
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Mentre sul campo le forze dell’ordine avviavano una delicata mediazione con gli organizzatori per far cessare la musica senza incidenti, a Mantova il Prefetto Roberto Bolognesi convocava d’urgenza il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica per monitorare l’evoluzione della situazione e garantire la massima incolumità.
Scattano le denunce
L’intervento si è concluso con lo stop definitivo alle danze e lo sgombero dell’area. Gli agenti della Digos e i Carabinieri hanno proceduto al sequestro del furgone utilizzato per il trasporto dei materiali, dell’intera strumentazione audio e dei telefoni cellulari degli organizzatori.

42 denunciati
Il bilancio finale dell’operazione conta 42 persone denunciate (tra cui 4 minorenni) per invasione di terreni o edifici con pericolo per la salute o l’incolumità pubblica. La provenienza dei giovani delinea una geografia del divertimento illegale che attraversa tutto il Nord Italia: i denunciati arrivano infatti da province come Como, Trento, Cremona, Bologna, Verona, Mantova, Lodi, Milano, Pavia, Varese, Monza Brianza, Brescia, Bergamo e Reggio Emilia.
Si precisa che la responsabilità penale degli individui coinvolti sarà accertata solo con sentenza definitiva dell’Autorità Giudiziaria, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.