Rapita in Pakistan come Sana e costretta ad abortire: è salva

Un altro terribile caso dove la donna viene spogliata e svuotata dai suoi diritti.

Rapita in Pakistan come Sana e costretta ad abortire: è salva
18 Maggio 2018 ore 10:22

Rapita in Pakistan come Sana e costretta ad abortire. Un altro terribile caso dove la donna viene spogliata e svuotata dai suoi diritti: dal vicino Veneto una storia che ricalca la tragedia di Brescia in maniera inquietante.

AGGIORNAMENTO DELLE 15: la giovane è stata liberata dalla polizia a Islamabad e ora si trova al sicuro, in compagnia di rappresentanti delle autorità italiane. L’operazione della Polizia pakistana che ha portato alla sua liberazione ha visto il coinvolgimento di Farnesina, Consolato italiano e Questura di Verona.

Rapita in Pakistan

Era incinta e forse sperava che l’occidente avesse ammorbidito le rigide idee radicate nella sua famiglia. Una studentessa pakistana di Verona non ha ancora fatto ritorno in Italia, di lei, al momento sono arrivati solo allarmanti messaggi. Sarebbe stata costretta ad abortire e le sarebbero stati sequestrati i documenti dalla sua famiglia per non darle la possibilità di scappare. Le analogie con Sana Cheena, la giovane residente a Brescia strangolata da padre e fratello perché non voleva accettare un matrimonio combinato, sono tante: ma la ragazza fortunatamente sarebbe ancora viva.

La Farnesina si mobilita

Le ultime notizie sulla triste vicenda della giovane studentessa pakistana la collocano in Pakistan per il matrimonio del fratello. Il ministero degli esteri si è messo in contatto con l’ambasciata italiana a Islamabad per portare avanti le dovute verifiche sul caso. La Farnesina condanna questi atteggiamenti e ha dichiarato: “L’Italia difende con forza e in ogni circostanza il rispetto dei diritti umani e delle libertà e i diritti fondamentali sulla base della parità di uomini e donne”.

Violenze già denunciate

In Italia da una decina di anni, la ragazza aveva già denunciato comportamenti poco decorosi nei suoi confronti. Un campanello d’allarme che avrebbe potuto scongiurare quanto accaduto in queste ultime settimane, ma sembra che fosse stata lei a decidere di tornare dai genitori a gennaio. Ora le donne in Pakistan tengono segregata la giovane studentessa che, pare non avere nemmeno più il suo bambino in grembo.

Come Sana un’altra giovane donna che viene spogliata e svuotata dei suoi diritti…  e forse una tragedia sfiorata.

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