I carabinieri di Porto Mantovano hanno denunciato una 24enne: nel cimitero del paese avrebbe rapinato una 73enne della catenina d’oro.
Beccata dopo la rapina al cimitero
Credeva di aver trovato il terreno di caccia perfetto nel silenzio del cimitero cittadino, sfruttando un luogo sacro per colpire le vittime più fragili. Ma la sua fuga ha avuto i giorni contati.
I carabinieri della stazione di Porto Mantovano, al termine di un’indagine serrata, hanno smascherato la presunta autrice della violenta rapina andata in scena lo scorso 20 febbraio ai danni di un’anziana. Si tratta di una donna di 24 anni di origini romene, già nota alle forze dell’ordine per reati predatori, che ora dovrà rispondere della pesante accusa di rapina aggravata in concorso.
Collanina strappata e fuga precipitosa
Tutto si consuma nel pomeriggio dello scorso venerdì 20 febbraio 2026. Il piano è cinico e ben calcolato: la malvivente si aggira nel cimitero di Porto, un luogo dove le persone, spesso anziane, si recano sole per portare un fiore sulla tomba dei loro cari e per recitare una preghiera.

Individuata la preda, una donna di 73 anni, la donna le si avvicina utilizzando un banale pretesto per “attaccare bottone”. È questione di un attimo. La finta cordialità si trasforma in aggressione fisica: con una mossa fulminea e brutale, le strappa dal collo la catenina d’oro, lasciando la vittima sotto shock.
La rapinatrice corre verso l’uscita del cimitero dove, grazie alla presenza di un complice che la attende in un’auto a motore acceso, guadagna la fuga. In pochi secondi i due svaniscono nel nulla.
Le indagini e la denuncia
Acquisita la denuncia, per i carabinieri è scattata una caccia all’uomo. Gli investigatori decidono di far “parlare” le telecamere. Inizia un lavoro certosino ed instancabile: i militari passano al setaccio le immagini di tutti i varchi di lettura targhe in entrata e in uscita dal perimetro comunale di Porto Mantovano.

Incrociando centinaia dati, arriva l’intuizione: i militari riescono ad isolare l’autovettura della fuga. Seguendo a ritroso il percorso dell’auto, gli uomini dell’Arma ricostruiscono i movimenti della banda e riescono a dare un volto ed un nome alla donna che materialmente avrebbe aggredito l’anziana.
Ora la 24enne, gravata da precedenti specifici, dovrà rispondere del reato di rapina aggravata in concorso, chiudendo così il cerchio su un episodio che aveva scosso profondamente la comunità locale. Il complice al momento è ancora rimasto ignoto.