sanità

Prostata, l’Urologia del Poma torna a fare scuola in Italia

Oltre 600 casi trattati negli ultimi anni, gli specialisti di Mantova presentano la tecnica con colonna in visione 3D ai colleghi italiani.

Prostata, l’Urologia del Poma torna a fare scuola in Italia
Cronaca 17 Giugno 2021 ore 12:47

Oltre 600 casi trattati negli ultimi anni, gli specialisti di Mantova presentano la tecnica con colonna in visione 3D ai colleghi italiani.

Prostata, laparoscopia per via extraperitoneale: l’Urologia del Poma fa scuola in Italia

Grazie a una tecnica laparoscopica innovativa per la chirurgia della prostata, l’Urologia del Poma fa scuola a livello nazionale. Lo scorso 25 maggio, il direttore della struttura Paolo Parma e il collega Mattia Nidini hanno presentato la procedura a un webinar seguito da numerosi professionisti provenienti da tutta Italia.
Durante l’incontro è stato mostrato un intervento chirurgico eseguito all’ospedale di Mantova per via extraperitoneale, tecnica per la quale gli specialisti del Poma vantano una lunga esperienza e che è oggetto di svariati interventi formativi ai medici di altre strutture sanitarie.

“Negli ultimi 10 anni – spiega Paolo Parma - abbiamo trattato oltre 600 casi con questa metodologia, perfezionata grazie all’acquisizione di una colonna laparoscopica con visione in 3D. La visione in profondità offerta da questa strumentazione manca nella laparoscopia tradizionale”.

Parma-Nidini

Corsi di laparoscopia

Ogni anno la struttura di Urologia di Mantova organizza due corsi  di laparoscopia extraperitoneale: nella prima giornata teorica con lezioni didattiche e prove di allenamento alla strumentazione laparoscopica attraverso il pelvic trainer, strumentazione che simula procedure chirurgiche con test validati a livello europeo; nella seconda giornata i discenti assistono in sala operatoria a tre interventi con tecnica extraperitoneali sia sulla prostata che sul rene.
La laparoscopia per via extraperitoneale rende più semplice la gestione post operatoria dei pazienti, che possono essere quindi dimessi in tempi più rapidi – già il giorno seguente o a due giorni dall’intervento – perché si riducono le complicanze. Dopo una settimana in reparto si esegue un controllo per la rimozione del catetere vescicale.

Il seminario è stato organizzato da IEA-Associazione Italiana di Endourologia e prevedeva anche una relazione degli urologi di Garbagnate (Milano), che hanno presentato una tecnica alternativa di intervento alla prostata, effettuato per via transperitoneale.