Cronaca

Operazione leonessa: la squadra mobile di Mantova arresta un imprenditore coinvolto

Fondamentale il ruolo svolto dalla Questura mantovana nell'operazione nazionale.

Operazione leonessa: la squadra mobile di Mantova arresta un imprenditore coinvolto
Cronaca Mantova, 27 Settembre 2019 ore 15:33

Operazione Leonessa e bliz antimafia: a Mantova la squadra mobile ha arrestato un imprenditore coinvolto nelle indagini.

In seguito all'inizio dell'Operazione Leonessa, condotta dalla Procura di Brescia e cominciata alle prime ore di ieri mattina, la Questura di Mantova ha svolto un ruolo fondamentale nella cattura e nell'arresto di un imprenditore coinvolto.  Nella nottata di ieri la Squadra Mobile di Mantova ha arrestato un sedicente imprenditore, 35enne di Gela, coinvolto nell’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia sull'operatività di una cosca mafiosa.

L'operazione Leonessa

Il blitz denominato “Operazione Leonessa” , oltre che in diverse città italiane, si è svolto anche alle porte di Mantova e si è concluso con l’arresto di 69 persone tra le quali l’imprenditore siciliano catturato dagli Agenti mantovani coinvolto nelle indagini per un traffico di crediti fittizi che ha portato al sequestro di 35 milioni di euro in totale.
L’arrestato è stato rintracciato dagli investigatori della Squadra Mobile in un comune dell’hinterland mantovano ospite, da qualche tempo, di alcuni amici. L’uomo è stato condotto alla Casa Circondariale di Mantova e tra i capi di imputazione figura anche l’articolo 416bis, associazione a delinquere di stampo mafioso.

Arrestato il direttore dell'agenzia delle entrate

Ieri mattina il direttore della sede di Brescia dell'agenzia delle entrate Generoso Biondi e il funzionario Alessandro Di Domenico sono stati arrestati e trasferiti in carcere poiché coinvolti in un giro di mazzette che li ha portati ad arricchirsi - questa è l'ipotesi - annullando pratiche "scomode".

A Brescia anche Rosario Marchese, catanese d'origine ma residente a Lonato del Garda, punto di riferimento per il funzionamento del sistema illecito. Nel 2018 nei suoi confronti erano già stati sequestrati beni immobili per 15 milioni di euro dalla Direzione investigativa antimafia, insieme ad alcune sue società del bresciano.

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