La Corte d’Assise d’Appello di Brescia ha condannato Dumitru Stratan all’ergastolo per l’omicidio premeditato di Yana Malaiko. La sentenza rappresenta un riconoscimento importante della verità e un momento di giustizia per la famiglia e l’associazione Y.A.N.A.
Omicidio Yana Malayko, ergastolo per Dumitru Stratan
Oggi, mercoledì 22 aprile 2026 la Corte d’Assise d’Appello del Tribunale di Brescia ha emesso una sentenza storica nel caso dell’omicidio di Yana Malaiko, la 23enne uccisa nel gennaio 2023 a Castiglione delle Stiviere, riconoscendo l’aggravante della premeditazione e condannando Dumitru Stratan all’ergastolo. Questa decisione segna un momento cruciale e definitivo nel lungo iter giudiziario, un passaggio che, pur non potendo cancellare il dolore, rappresenta un riconoscimento importante della verità.
Il significato della sentenza
Francesco Porrello, presidente dell’Associazione Y.A.N.A. – You Are Not Alone ODV, ha commentato con emozione la sentenza, definendola “un momento che porta con sé un senso profondo di verità finalmente riconosciuta”. Porrello ha sottolineato come questa decisione non possa colmare la perdita, ma restituisca dignità e senso a una vicenda che ha segnato profondamente molte vite.
L’associazione ha inoltre espresso un sentito ringraziamento alla Procura e, in particolare, alla Pubblico Ministero Dott.ssa Lombardo, la cui azione è stata definita “lucida e coraggiosa” nel portare avanti il procedimento fino all’appello.
Il gesto simbolico del padre di Yana
Tra i momenti più toccanti dell’udienza, spicca il gesto di Oleksandr Malaiko, padre della vittima, che per tutto il processo aveva mantenuto un voto personale: non tagliare la barba fino a quando non fosse stata fatta giustizia. Con la sentenza di oggi, ha deciso di interrompere questo voto, un gesto carico di emozione e significato che l’associazione ha definito “una liberazione”.
Francesco Porrello ha commentato:
“Quel gesto è diventato il segno visibile di un amore che non si è mai interrotto e di una sofferenza che ha accompagnato ogni giorno dell’attesa”.
Anche la madre di Yana, Tetiana, ha voluto esprimere la sua gratitudine:
“Nonostante la distanza, ho percepito la vostra presenza, la vostra serietà e la vostra umanità. Grazie al vostro lavoro, la verità è emersa e la giustizia ha fatto il suo corso. Questo non cancella il dolore, ma dona un senso di equilibrio e di pace interiore”.
Il valore della verità
Nel commentare la sentenza, l’Associazione Y.A.N.A. ha voluto ringraziare anche l’avvocato Angelo Lino Murtas, difensore della famiglia, e il criminologo Gianni Spoletti, per il contributo tecnico e umano durante il procedimento.
Porrello ha precisato:
“Non si tratta di una vittoria, perché nessuna sentenza potrà mai restituire Yana alla sua famiglia. Ma è un passaggio necessario, che consente di dare un nome definitivo alla verità e di interrompere almeno il silenzio dell’ingiustizia”.
L’associazione ha ribadito il proprio impegno a trasformare il ricordo di Yana in un’azione continua di sostegno e sensibilizzazione, affinché la giovane non sia solo una vittima, ma una presenza viva che genera consapevolezza e speranza per chi soffre.
L’avvocato della famiglia
L’avvocato Angelo Lino Murtas ha sottolineato l’importanza della sentenza anche in un’ottica più ampia:
“Questa non è stata solo una battaglia per Yana e i suoi genitori, ma per tutte le donne vittime di violenza, anche per quelle che non sono sopravvissute. Da oggi, le donne vittime possono sentirsi più sicure, perché per il reato più grave, la morte, c’è la pena più grave, l’ergastolo. Chi uccide la propria compagna non potrà più cavarsela con pene irrisorie.”
Questa sentenza rappresenta dunque un momento di svolta non solo per la famiglia di Yana Malaiko, ma anche per la giustizia italiana nella lotta contro la violenza di genere, confermando l’importanza di un impegno costante per la tutela delle vittime e la prevenzione di simili tragedie.