Un cittadino di Medole ha segnalato movimenti sospetti al 112, permettendo ai Carabinieri di trovare e sequestrare hashish nascosta sotto una tegola. La droga era pronta per lo spaccio locale e sono ora in corso le indagini per risalire ai responsabili.
Movimenti sospetti nella notte
Il viavai insolito in una via solitamente tranquilla e poco frequentata non è passato inosservato. È stata proprio la prontezza di un residente di Medole a far scattare i controlli dei Carabinieri del NOR della Compagnia di Castiglione delle Stiviere, culminati nella serata di mercoledì 23 settembre 2026 con il sequestro di un ingente quantitativo di sostanza stupefacente.
La segnalazione
I movimenti sospetti di vetture e persone hanno spinto il cittadino a contattare immediatamente il Numero Unico di Emergenza 112. Nel giro di poco tempo, le gazzelle dell’Arma sono giunte sul posto per perlustrare accuratamente la zona indicata.
Durante la perquisizione dell’area, l’attenzione dei militari si è concentrata su un dettaglio insolito lungo un muro perimetrale di un edificio: una tegola appariva leggermente rialzata rispetto al resto della copertura.
Il nascondiglio segreto
I Carabinieri hanno così perlustrato l’anfratto, scoprendo un borsello nascosto al suo interno. All’interno del contenitore sono stati rinvenuti 71,7 grammi di hashish, accuratamente suddivisi in 5 panetti.
La modalità di occultamento suggerisce che il punto venisse utilizzato dai pusher della zona come un vero e proprio deposito temporaneo, comodo per prelevare le dosi pronte da immettere sul mercato dello spaccio locale senza doversi esporre con grossi quantitativi addosso.
Indagini in corso
L’operazione si inserisce nel quadro dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti in tutta la provincia di Mantova dal Prefetto Roberto Bolognesi, a seguito di quanto stabilito in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica.
Tutta la sostanza stupefacente è stata posta sotto sequestro. Nel frattempo, i Carabinieri hanno avviato gli accertamenti e le indagini per risalire all’identità del soggetto, o dei soggetti, che ha utilizzato l’edificio come nascondiglio della droga.