sanità mantovana

Medicina d’Emergenza e Pronto Soccorso: il Dottor Massimo Amato confermato come primario

Mantiene anche l’analogo incarico ad Asola.

Medicina d’Emergenza e Pronto Soccorso: il Dottor Massimo Amato confermato come primario
Mantova, 05 Ottobre 2020 ore 14:22

Pronto Soccorso, Amato confermato primario. Il medico nominato direttore della struttura di Mantova, mantiene anche l’analogo incarico ad Asola. Ha contribuito alla riorganizzazione per intensità di cura.

Confermato Massimo Amato come primario di Medicina d’Emergenza

Confermato alla guida della Medicina d’Emergenza e Pronto Soccorso di Mantova Massimo Amato, 46 anni. A otto mesi dall’incarico di facente funzione, il medico è stato nominato direttore della struttura e rimane al contempo responsabile del Pronto Soccorso di Asola, ruolo che riveste dal 2016.
Dall’aprile del 2015 al luglio del 2016, prima di spostarsi ad Asola, aveva già svolto la propria attività al Pronto Soccorso di Mantova, dove ha fatto parte tra l’altro di un team multidisciplinare dedicato al percorso Delfino, per la presa in carico dei pazienti con gravi disabilità cognitive.

Precedentemente, dal 2003 al 2015, l’esperienza in Pronto Soccorso all’ospedale di Montichiari (Brescia). Tra il 2002 e il 2003 è stato inoltre titolare di un contratto per attività clinica e di ricerca al Gastroenterology Department del prestigioso St Thomas’ Hospital di Londra. Laurea nel 1999 all’Università degli Studi di Brescia, dove nel 2004 ha conseguito anche la specializzazione in Medicina Interna. Ha all’attivo numerose pubblicazioni.

Subentrato al primario Luppi

Lo scorso febbraio Massimo Amato era subentrato al primario di lungo corso Mario Luppi, che ha affiancato nell’introduzione di un nuovo modello gestionale, non più strutturato per ambulatori. Un risultato raggiunto dopo un delicato lavoro di coordinamento con tutti i responsabili, medici e infermieri, delle tre strutture di Pronto Soccorso dell’ASST: Mantova, Pieve di Coriano e Asola.
La riorganizzazione del Pronto Soccorso ha visto la creazione di tre aree a seconda della gravità del malato, individuata al triage: rossa, alta intensità (di cura e tecnologie); gialla, a intensità intermedia; verde, a bassa intensità. Tra i vantaggi, una riduzione dei tempi di presa in carico – dimezzati dall’inizio del 2020 – e degli eventi avversi.

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