L’assurda storia di un intero quartiere a cui stanno per tagliare il gas

Accade nell'hinterland di Milano, a Corsico: il sindaco parla di interruzione di pubblico servizio e chiama i Carabinieri.

L’assurda storia di un intero quartiere a cui stanno per tagliare il gas
07 Settembre 2018 ore 12:42

Il nostro portale affiliato GiornaledeiNavigli.it la sta seguendo ormai da giorni ed è una vicenda davvero paradossale quella del quartiere del Comune di Corsico a cui stanno per tagliare il gas. Così, d’amblè, a tutti. E non si sa ancora come ne usciranno.

Tagliare il gas a un intero quartiere

Il “Burgo” è un rione pure bello grosso. Non è proprio come chiudere i rubinetti del gas o dell’acqua a chi non paga da mesi… non è la stessa cosa. Tanto che il sindaco ha subito parlato di interruzione di pubblico servizio e si è rivolto ai Carabinieri. Qui già agli inizi del Novecento sorgeva la vecchia zona industriale e a dominare l’area c’era l’imponente cartiera, la Burgo appunto.

Un po’ di storia

Poi, intorno al 2002, si inizia a ragionare su un progetto di riqualificazione del quartiere e nascono le prime palazzine. Il progetto che ha convinto tante persone ad acquistare casa, era inizialmente ricco di negozi di vicinato, servizi. Ma i cittadini, un po’ isolati dal resto della città, ancora aspettano.

Tre aziende e tre parti in causa

In questa storia ci sono più parti. Sono, infatti, tre le tre aziende che si occupano di assicurare riscaldamento e acqua calda alle oltre 600 famiglie, a scuole e agli edifici pubblici collegati alla stessa rete. Poi c’è il Comune, e in mezzo, loro malgrado, i cittadini che ci abitano, che sono i più penalizzati. Il motivo? Le tre società hanno deciso di staccare il gas all’intero quartiere, condannando gli abitanti all’acqua fredda (per ora il riscaldamento è spento).

Debiti accumulati

All’origine della decisione, ci sarebbero debiti accumulati dalla società di fornitura e, di conseguenza, quella che vende il gas (Nuovenergie) ritiene doverso sospendere il servizio, proprio perché non ha garanzie di un piano di rientro che possa assicurare la buona gestione del servizio. Insomma, l’unica soluzione, per la storica ditta che vende il gas a Corsico, è chiudere i rubinetti, perché Atecc non garantisce il saldo dei debiti accumulati.

Cittadini (giustamente) arrabbiati

“E noi cosa c’entriamo in tutto questo?”, gridano i cittadini, i tanti che sono in regola con le bollette ma a cui verrà tolta comunque l’acqua calda.

LEGGI COSA INTENDE FARE ORA IL COMUNE SU GIORNALEDEINAVIGLI.IT

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