Don Goffredo Crema

La lettera del sacerdote ricoverato per Covid ad Asola: “Grazie per la competenza, l’amore e la passione”

C'è ancora chi si ricorda di dire grazie.

La lettera del sacerdote ricoverato per Covid ad Asola: “Grazie per la competenza, l’amore e la passione”
12 Agosto 2020 ore 15:45

C’è ancora chi si ricorda di dire grazie.

L’importante “grazie” dopo la malattia

In questi mesi li abbiamo chiamati in molti modi: ero, angeli, salvatori. Sono gli operatori sanitari che per tutta la fase acuta dell’emergenza sanitaria causata dal Covid abbiamo omaggiato sui sociale e con cartelloni, striscioni, incitazioni perché “andrà tutto bene”. Erano quelli che ci hanno salvato la vita, quelli che hanno lavorato 12 ore di fila e non erano mai abbastanza, quelli che non hanno mai mollato neanche quando avrebbero avuto tutto il diritto di farlo.

Poi i ricoveri in terapia intensiva sono calati, ci siamo stancati di stare chiusi in casa al sicuro, il Covid è diventato meno visibile e abbiamo ricominciato a uscire di casa, siamo tornati a vedere amici e parenti a volte lasciando la mascherina a casa, dimenticandocela. E a sentire certi discorsi, a leggere certi commenti sui social, pare che oltre alla mascherina a casa qualcuno abbia dimenticato anche tutti i sacrifici fatti nei mesi scorsi, di episodi di assembramenti senza alcuna cautela ne è infatti pieno il web purtroppo. Eppure, anche ora che per molti è tutto finito (e no, non lo è), anche ora che non c’è più bisogno di loro e quindi si può tornare a criticare la mala sanità lombarda, c’è chi si ricorda di dire grazie. Una parola tanto scontata quanto difficile.
Di seguito riportiamo la toccante lettera di don Goffredo Crema, ricoverato per Covid ad Asola, che con il cuore in mano ringrazia tutti gli operatori sanitari che gli sono stati vicini senza farlo sentire mai solo. La lettera è stata riportata sul sito Mantova Salute dell’Asst di Mantova. 

La lettera di ringraziamento don Goffredo Crema

Egregio Direttore,

sono un sacerdote della diocesi di Cremona. Il mio nome: Don Goffredo Crema.

Colpito dal virus sono stato ospite del piccolo ospedale di Asola dall’ 1 al 22 marzo. Alla mia non più giovane età di 86 anni era la prima volta che venivo ricoverato in ospedale.  Devo onestamente dire che mi sono trovato molto bene. Ringrazio i medici, gli infermieri, tutti gli operatori sanitari e anche il personale addetto alle pulizie.

Ho trovato un ambiente sereno, persone qualificate. Si tratta di un piccolo ospedale e proprio perché piccolo è a misura d’uomo. Con tanto affetto voglio ricordare come sono stato seguito. Una presenza che donava fiducia, sicurezza, il tutto accompagnato dal sorriso.

Ho potuto verificare che il lavoro veniva eseguito oltre che con competenza anche con tanta passione, con amore. Il rapporto tra le persone e gli ospiti si è svolto in una situazione veramente bella, starei per dire famigliare.

Posso affermare che nel decorso della malattia ho potuto conoscere persone meravigliose, sempre pronte a qualsiasi evenienza, persone con le quali si è stabilito anche un rapporto di amicizia, rapporto che continua tuttora.

Grazie a tutti e prego il Signore perché, nel difficile momento che tutti stiamo vivendo, possiate essere sempre presenti con la vostra competenza, con la vostra affabilità, ma soprattutto con la vostra umanità.

Grazie.

Don Goffredo Crema

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