GIUSTIZIA E SOLIDARIETà

La Guardia di Finanza sequestra 120mila mascherine e migliaia di igienizzanti e li dona alla Protezione Civile VIDEO

I prodotti, privi di documento fiscale, erano stati importati “in nero” per la successiva commercializzazione.

Mantova, 20 Maggio 2020 ore 16:13

Requisite e destinate alla protezione Civile circa 122mila mascherine e migliaia di prodotti igienizzanti sequestrati dalla Guardia di Finanza.

Mascherine e igienizzanti sequestrati

Come riporta Prima Pavia, nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio e sul rispetto delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica in corso, la Guardia di Finanza di Milano ha scoperto e sequestrato circa 122.000 mascherine chirurgiche e migliaia di confezioni di igienizzanti che, su disposizione del Commissario Straordinario per l’emergenza da Covid-19, sono stati ora requisiti con decreto del Prefetto di Milano e destinati alla Protezione Civile.

Il controllo

In particolare, i Baschi Verdi del Gruppo Pronto Impiego milanese, impegnati in un servizio di pattugliamento per il controllo dei traffici illeciti sul territorio e per vigilare sulle disposizioni emanate per l’emergenza coronavirus, in località Lacchiarella (MI) hanno fermato un soggetto a bordo di un’autovettura, sui sedili posteriori della quale hanno notato la presenza di alcuni cartoni.
Nel controllarne il contenuto hanno scoperto che contenevano circa 7.000 mascherine chirurgiche recanti indicazioni in lingua cinese e prive della marcatura CE, che venivano trasportate, per la successiva vendita a terzi, senza alcuna documentazione.

Effettuando ulteriori approfondimenti, i Finanzieri sono risaliti a un altro soggetto e alla ditta che aveva importato e ceduto tali mascherine, nel cui magazzino ne sono state trovate ulteriori 115.000 oltre a migliaia di confezioni di prodotti igienizzanti privi delle prescritte indicazioni e autorizzazioni.

Cosa dice il decreto “Cura Italia”

Il Decreto Legge 17 marzo 2020 n. 18 (c.d. decreto “Cura Italia”), convertito nella Legge 24 aprile 2020 n. 27, all’art.15 ha introdotto, per questo periodo emergenziale, un’apposita deroga alle disposizioni che prevedono la presenza della marcatura CE sulle mascherine chirurgiche e sui dispositivi di protezione individuale. Chi intende avvalersi di questa deroga, però, deve comunque inviare all’Istituto Superiore di Sanità e all’INAIL un’autocertificazione nella quale si attestano le caratteristiche tecniche dei prodotti, e ogni elemento utile per consentire a tali Enti di valutare che siano rispettati in ogni caso i necessari requisiti di sicurezza.

Importati “in nero”

Da quanto accertato dai Baschi Verdi, i soggetti controllati avevano importato “in nero” per la commercializzazione le mascherine, senza alcun documento contabile o fiscale e senza ottemperare a quanto disposto dalla richiamata norma del decreto “Cura Italia”.
Inoltre, i prodotti igienizzanti riportavano diciture su un’asserita azione disinfettante, germicida o battericida nonostante fossero privi del riconoscimento da parte del Ministero della Salute della qualità di presidi medico-chirurgici.

Il materiale trovato è stato sottoposto a sequestro e i due responsabili sono stati segnalati anche per frode in commercio all’Autorità Giudiziaria di Pavia. A ciò si è aggiunta pure la violazione delle disposizioni sul contenimento del Covid-19, tenuto conto del fatto che la ditta presso cui si trovavano i prodotti sequestrati era in quel momento indebitamente aperta nonostante non rientrasse tra quelle autorizzate.

Donati alla Protezione Civile

In considerazione dell’elevato attuale fabbisogno di tali prodotti, l’Autorità Giudiziaria pavese ha autorizzato che gli stessi fossero messi a disposizione del Commissario Straordinario, che ha interessato il Prefetto di Milano per l’adozione del successivo provvedimento di requisizione. Nel disporre la requisizione il Prefetto ha, quindi, incaricato i Finanzieri di consegnare tali mascherine e igienizzanti al Dipartimento di Protezione Civile affinché – essendo stati anche testati e analizzati grazie alla collaborazione del Politecnico di Milano – possano essere impiegati per le esigenze della collettività.

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