La Squadra Mobile di Mantova ha arrestato un uomo per atti persecutori nei confronti della ex moglie e minacce di morte al suo nuovo compagno. L’indagine ha documentato messaggi intimidatori e anche l’invio della foto di un coltello; l’uomo è stato portato in carcere in flagranza differita.
Atti intimidatori
Un’escalation di intimidazioni, persecuzioni e messaggi dal contenuto agghiacciante che hanno trasformato la vita di una donna e del suo nuovo compagno in un incubo quotidiano. Un clima di terrore e angoscia interrotto nel pomeriggio di sabato 3 ottobre 2026, quando gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Mantova hanno fatto scattare le manette ai polsi di un uomo residente in provincia, con l’accusa di atti persecutori nei confronti della ex moglie.
Una spirale di minacce e terrore
L’attività investigativa, condotta a ritmo serrato dai poliziotti della Questura virgiliana, ha fatto luce su una condotta che andava avanti da diverso tempo. L’uomo non si rassegnava alla fine della relazione con la coniuge, mettendo in atto una serie reiterata di persecuzioni: un invio continuo di messaggi intimidatori e diretti assalti verbali rivolti non solo alla donna, ma in particolar modo al suo nuovo compagno, bersaglio di ripetute minacce di morte.
La foto del coltello
L’episodio più inquietante, emerso durante le indagini dei detective di via Zanardelli, riguarda l’invio sullo smartphone della vittima della fotografia di un coltello. La visualizzazione della lama è stata accompagnata da ulteriori e pesanti intimidazioni all’indirizzo del nuovo compagno. Un gesto formale e cruento che ha provocato nella donna un perdurante e grave stato di ansia e la fondata paura per l’incolumità propria e del proprio compagno.
Portato in carcere
Grazie alla rapidità degli accertamenti e agli elementi di prova incrociati e raccolti in tempi record, gli investigatori della Squadra Mobile hanno attivato la procedura dell’arresto in flagranza differita, prevista dalla normativa in materia di “Codice Rosso” per i reati di violenza di genere e stalking. Terminate le formalità di rito presso la Questura di Mantova, l’uomo è stato trasferito presso la locale Casa Circondariale di via Poma, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.
Come ricordato dalle forze dell’ordine e previsto dai principi costituzionali, la posizione dell’indagato è attualmente al vaglio della Magistratura mantovana. L’uomo non è da ritenersi colpevole fino all’eventuale accertamento di responsabilità espresso con sentenza di condanna definitiva.