PROCESSO PIAZZA PULITA

Il sindaco della “Città del Carroccio” condannato per nomine illecite e corruzione

Fratus e due membri della sua Giunta hanno interferito nelle procedure di nomina di alcune figure apicali del Comune e di due aziende partecipate.

Il sindaco della “Città del Carroccio” condannato per nomine illecite e corruzione
Mantova, 20 Aprile 2020 ore 15:33

La vicenda, esplosa poco meno di un anno fa, aveva destato molto scalpore nella nostra regione. Come riporta il nostro quotidiano online Prima Milano Ovest, il Processo Fratus è giunto questa mattina alla sentenza di primo grado: condannati il primo cittadino leghista della cosiddetta “Città del Carroccio” (simbolo anti-tirannico legato proprio alla famosa Battaglia contro il Barbarossa combattuta nel 1176) e altri due membri della Giunta in quota Forza Italia.

Processo Fratus: la condanna

Questa mattina, lunedì 20 aprile 2020, l’attesa sentenza del processo Piazza pulita, che ha visto alla sbarra al Tribunale di Busto Arsizio l’ex sindaco Gianbattista Fratus, il suo vice Maurizio Cozzi e l’ex assessore ai Lavori pubblici Chiara Lazzarini.

I tre ex amministratori della città erano stati arrestati lo scorso 16 maggio nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Nadia Calcaterra, con l’accusa di aver interferito illecitamente nelle procedure di nomina di alcune figure apicali del Comune e delle aziende partecipate Amga ed Euro.pa (al solo primo cittadino contestato anche il reato di corruzione elettorale).

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La sentenza di primo grado

Il giudice Daniela Frattini, chiamata a una sentenza molto attesa in una città che si appresta ad andare al voto dopo un anno travagliatissimo, ha quindi pronunciato la sue decisioni: condanna a 2 anni 2 mesi più 400 euro di multa per Fratus con interdizione dai pubblici uffici per un anno e 8 mesi; condanna a due anni di reclusione per Cozzi e condanna a 1 e 3 mesi (con assoluzione per il capo di imputazione cinque relativo all’incarico al curatore d’arte Flavio Arensi) per Lazzarini.

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Ecco cosa era stato chiesto

La Procura aveva chiesto tre anni e sei mesi di carcere per Fratus e Cozzi e tre anni per Lazzarini, oltre a 900 euro di multa e all’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni per tutti gli imputati. Il Comune di Legnano, che si è costituito parte civile, aveva chiesto la condanna e il risarcimento del danno, così come Amga ed Euro.Pa. Dalle difese invece era stata chiesta l’assoluzione.

Era stato Salvini a commissariare il Comune

Era stato lo stesso leader nazionale della Lega Matteo Salvini, allora Ministro dell’Interno, a commissariare l’Amministrazione:

“La storia insegna che molto spesso poi qualcuno dovrà andare a chiedere scusa perché ci si è sbagliati, sarebbe veramente indegno. Conosco Gian Battista Fratus come persona specchiata e onesta. Io faccio quello che la legge mi dice di fare, quindi, se bisogna procedere bisogna procedere. Poi dicono al ministro ‘Ah lui non interviene perché il sindaco è del suo partito’, ma io faccio il ministro, il sindaco può essere bianco, giallo, rosso, verde, la normativa è questa”.

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