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Il Po in secca restituisce due automobili: scatta il giallo delle targhe clonate

L’abbassamento del livello del fiume rivela i due veicoli nel fango: all'interno nessun corpo, ma è caccia alla verità sulla provenienza

Il Po in secca restituisce due automobili: scatta il giallo delle targhe clonate

Il caldo estremo e la secca del Po hanno fatto riemergere a San Benedetto Po due auto con targhe clonate. Esclusa la presenza di vittime a bordo, i Carabinieri indagano ora per capire se i veicoli siano rubati o legati a contesti criminali.

Il Po in secca restituisce due automobili

L’ondata straordinaria di caldo africano e la prolungata assenza di precipitazioni, che stanno flagellando l’intera pianura padana portando il Po a livelli di secca record, hanno fatto riemergere in queste ore due autovetture, rimaste per chissà quanto tempo sepolte sul fondo del letto fluviale nel territorio di San Benedetto Po. Una scoperta che ha fatto scattare immediatamente una complessa macchina investigativa.

Il timore della tragedia

La vista delle prime lamiere che affioravano dalle acque basse e fangose ha inizialmente fatto temere il peggio. Le segnalazioni giunte alle forze dell’ordine parlavano della possibilità di un grave e recente incidente stradale, con un’auto uscita di strada e precipitata nel fiume senza che nessuno se ne fosse accorto.

L’allarme è scattato così in codice rosso, attivando tempestivamente i protocolli d’emergenza. In pochi minuti la sponda del Po si è popolata dei mezzi d’intervento dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri della Stazione locale e dei militari della Compagnia di Gonzaga. La macchina della sicurezza si è mossa con estrema rapidità, anche grazie alla fitta rete di controllo del territorio disposta d’intesa con la Prefettura, nell’ambito delle linee guida condivise e pianificate durante l’ultimo Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto, dottor Roberto Bolognesi.

Nessun corpo

I timori peggiori sono fortunatamente svaniti non appena i soccorritori sono riusciti a raggiungere e ispezionare gli abitacoli dei due veicoli. Un profondo sospiro di sollievo è stato tirato dai Carabinieri e dal personale tecnico presente sul posto: all’interno delle due vetture non vi era alcuna traccia di resti umani o di passeggeri intrappolati. Scongiurata l’ipotesi della tragedia stradale consumatasi nel silenzio, l’attenzione degli inquirenti si è spostata immediatamente sulla natura e sulla storia di quei due veicoli rimasti nascosti dalla corrente.

 

L’ombra della criminalità

Se il pericolo per la vita umana è rientrato, si è aperto invece un fitto mistero di natura giudiziaria. I primi e tempestivi accertamenti effettuati sui numeri di targa visibili sui veicoli hanno infatti portato a galla una pesante anomalia: i dati identificativi sono risultati clonati. Entrambe le placche automobilistiche non corrispondevano ai modelli originali, un chiaro stratagemma utilizzato di frequente dai sodalizi criminali per muoversi sul territorio aggirando i controlli elettronici e i varchi di lettura ottica.

I Carabinieri della Compagnia di Gonzaga hanno avviato indagini approfondite a tutto campo. I veicoli sono ora al vaglio degli specialisti che cercheranno di risalire ai proprietari tramite i numeri di telaio. L’obiettivo degli investigatori è duplice: verificare se le automobili siano state oggetto di furto e, soprattutto, determinare se siano state impiegate in passato per la commissione di reati predatori o rapine, prima di essere deliberatamente fatte sparire e “affondate” nel Po per cancellare ogni prova.