LAVORO IN NERO

Il Coronavirus non ferma lo sfruttamento del lavoro: in manette il titolare di un laboratorio tessile

Scoperti lavoratori in nero a Castel Goffredo.

Il Coronavirus non ferma lo sfruttamento del lavoro: in manette il titolare di un laboratorio tessile
Alto Mantovano, 13 Maggio 2020 ore 15:57

Nel mirino di un servizio preordinato dalla Compagnia Carabinieri di Castiglione delle Stiviere, posto in atto anche per verificare se le norme relative al contagio da Covid-19 fossero rispettate, è finito un laboratorio tessile “cinese” di Castel Goffredo, dove i Carabinieri hanno trovato dieci operai impegnati nella solita attività di cucitura, stiratura e confezionamento di calze, di cui quattro regolarmente assunti e sei lavoratori in nero di cui uno clandestino.

Scoperti lavoratori in nero

I militari, dopo aver approfondito gli aspetti per quanto attiene la retribuzione e gli orari di lavoro si sono resi conto che il traguardo della legalità è ancora molto lontano. Gli operai, tutti ascoltati dai Carabinieri, hanno dichiarato di lavorare 12 ore continuative al giorno e di percepire una paga di 4,00 euro all’ora, di molto inferiore a quella prevista dal contratto nazionale di categoria, il che raffigura il reato di sfruttamento del lavoro e caporalato e di conseguenza l’arresto in flagranza per il titolare dell’attività.
Così, nel pomeriggio di ieri, 12 maggio 2020, i Carabinieri delle Stazioni di Castel Goffredo, Poggio Rusco, Gazzuolo e Curtatone, in collaborazione con i colleghi del Nucleo Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Mantova nonché del personale della Polizia Locale di Castel Goffredo, hanno proceduto al controllo di un laboratorio tessile operante nel settore del confezionamento di calze.

Sfruttati in un laboratorio tessile cinese

Lo scenario è sempre lo stesso: è l’interno di un laboratorio tessile cinese dove vengono regolarmente sfruttati gli operai con paghe miserevoli e impiegati nelle attività con turni massacranti di 12 ore al giorno consecutive.
Il Carabinieri hanno fatto irruzione nel laboratorio verso le 14.30 di ieri 12 maggio 2020 dove erano in attività gli operai al lavoro con i macchinari per il taglio, cucito e confezionamento delle calze, dei quali tre di loro, lavoratori in nero, si erano nascosti in un cunicolo chiuso da un pannello in legno preventivamente predisposto per sfuggire ad eventuali controlli.
L’attività è risultata intestata a C.S. 51enne di nazionalità cinese, residente nella provincia di Vercelli ma di fatto domiciliato a Castel Goffredo e presente all’atto del controllo.

L’arresto del titolare

Per quanto accertato, i militari hanno proceduto all’arresto del titolare ritenuto responsabile dei reati di “Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, per aver tratto ingiusto profitto favorendo la permanenza su territorio italiano di cittadini stranieri e sfruttando della manodopera clandestina. I militari hanno inoltre proceduto al sequestro del laboratorio e della merce per un valore complessivo di circa 130mila euro, oltre alle sanzioni amministrative di circa euro 25mila oltre al recupero contributivo ancora in fase di quantificazione da parte del Nucleo Carabinieri dell’Ispettorato del Lavoro di Mantova.
L’uomo, al quale è stata contestata anche la violazione amministrativa per la violazione all’art. 4 comma 1 del D.L. del 25 marzo 2020 nr. 19, relativo al contenimento del contagio da COVID-19, è stato associato presso la Casa Circondariale di Mantova a disposizione
dell’Autorità Giudiziaria. Il cittadino cinese clandestino è stato munito di biglietto di invito per presentarsi alla Questura di Mantova per la procedura di espulsione.

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