coronavirus e test

ATS Val Padana: i primi test sierologici evidenziano più persone in quarantena di quante effettivamente infettate

I risultati dei primi test.

ATS Val Padana: i primi test sierologici evidenziano più persone in quarantena di quante effettivamente infettate
Mantova, 01 Maggio 2020 ore 10:18

Test Sieriologici e Ats Val Padana

I test sierologici proposti sono stati messi a punto dall’IRCCS San Matteo di Pavia e consistono in un prelievo ematico che serve per verificare se un organismo ha sviluppato gli anticorpi e se questi sono neutralizzanti per il virus. In questa prima fase il test rivolto ai cittadini viene eseguito, esclusivamente su invito dell’ATS, ai soggetti residenti nei comuni della provincia, che rientrano nelle categorie sotto indicate e per i quali, per il contenimento all’epidemia, è stato previsto l’isolamento fiduciario:
1. soggetti sintomatici, con quadri simil influenzali, segnalati da Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e Medici Continuità Assistenziale ad ATS che non presentano in anamnesi evidenza di contatto con caso;
2. contatti di caso sintomatici, identificati da ATS a seguito di indagine epidemiologica;
3. contatti di caso asintomatici, identificati da ATS a seguito di indagine epidemiologica.
Inoltre, ogni ASST procede a sottoporre ai test sierologici i propri operatori sanitari.

Partiti i primi inviti a sottoporsi ai test

In collaborazione con ASST Cremona, ATS della Val Padana ha fatto partire i primi inviti alle categorie di cittadini indicate, in data giovedì 23 aprile 2020; le persone chiamate da ATS si recano presso uno dei centri prelievi messi a disposizione da ASST di Cremona: Presidio Ospedaliero di Cremona, Presidio Ospedaliero di Oglio Po e Nuovo Robbiani a Soresina.

In data venerdì 24 aprile 2020, ASST Cremona ha dato inoltre avvio ai test sierologici per i propri operatori sanitari. In collaborazione con ASST Crema, ATS della Val Padana ha fatto partire gli inviti alle categorie di cittadini esplicitate in data venerdì 24 aprile 2020; le persone chiamate da ATS si recano presso uno dei centri prelievi messi a disposizione da ASST di Crema: Presidio Ospedale Maggiore di Crema, Poliambulatorio di Soncino, Presidio Ospedaliero Santa Marta a Rivolta D’Adda, Poliambulatorio di Castelleone.

In data giovedì 23 aprile 2020, ASST Crema ha dato invece avvio ai test sierologici per i propri operatori sanitari.

Per quanto riguarda Mantova e provincia

In collaborazione con ASST Mantova, ATS della Val Padana ha fatto partire gli inviti alle categorie di cittadini individuate, in data mercoledì 29 aprile 2020; le persone chiamate da ATS si recano presso il Centro Prelievi dell’ASST di Mantova di fianco al Pronto Soccorso e dell’Ospedale di Pieve di Coriano. Dal 6 maggio – sempre su chiamata di ATS – sarà possibile recarsi presso il Centro Prelievi (ASST Mantova) del POT di Bozzolo e successivamente sarà attivo anche l’ospedale San Pellegrino di Castiglione delle Stiviere. Sempre nella giornata di mercoledì 29 aprile 2020 ASST Mantova ha dato avvio anche ai test sierologici per i propri operatori sanitari.

L’esito dei test

Specifiche circa l’esito del test e le azioni conseguenti In caso di esito negativo del test, questo indica l’assenza di infezione pregressa o un livello molto basso di IgG dirette contro il virus (soggetto suscettibile di possibile infezione da SARS-CoV-2).
In caso di esito del test dubbio, il soggetto è invitato a ripetere il test dopo una settimana, prolungando di conseguenza l’isolamento fiduciario.

In caso di esito positivo del test, il soggetto effettua il tampone nasofaringeo per ricerca di RNA virale. In attesa dell’esito del tampone, si prosegue con l’isolamento fiduciario.

Dall’analisi dei primi esiti, effettuata dal prof. Fausto Baldanti del San Matteo di Pavia, sembra emergere che sono stati messi in quarantena molti più soggetti di quanti non siano entrati realmente in contatto con il virus.

Più soggetti in quarantena di quelli infettati

I dati dell’ATS Val Padana evidenziano quanto segue. Soggetti in quarantena: 952, di cui 435 positivi (45,7%), 474 negativi (48,8%), 43 dubbi (4,5%); Operatori sanitari: 2153, di cui 339 positivi (15,7%), Negativi 1873 (87%), 60 dubbi (2,8%).

Il commento di Gallera

“Sono 17.278 i test sierologici sui soggetti sottoposti a quarantena fiduciaria domiciliare effettuati dal 23 aprile scorso in alcune ATS della Lombardia. Dall’analisi dei primi esiti, effettuata dal prof. Fausto Baldanti del San Matteo di Pavia, sembra emergere che sono stati messi in quarantena molti piu’ soggetti di quanti non siano entrati realmente in contatto con il virus. Le misure di contenimento messe in atto dalla Regione dunque sono state efficaci perche’ hanno permesso di proteggere, tempestivamente e indipendentemente dal tampone, i contatti stretti di coloro che avevano contratto la malattia”. Lo afferma l’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, commentando i risultati della prima settimana di analisi dei prelievi ematici per i test sierologici. “In vista del 4 maggio invitiamo quindi tutti i cittadini a continuare ad utilizzare i dispositivi di protezione personale e a mantenere le regole di distanziamento che finora hanno permesso la riduzione dei contagi”.

Dati preliminari ma indicativi

“Come immaginavamo dall’analisi di questi dati preliminari – spiega il prof. Fausto Baldanti, Direttore della Virologia Molecolare dell’IRCCS San Matteo di Pavia – sembra che la circolazione del virus sia stata maggiore nella zona di Bergamo (Alzano e Nembro), mentre a Brescia, Cremona, Crema, Lodi e Codogno e’ stata meno intensa. E’ possibile che il dato di contagio degli operatori sanitari rifletta il tasso di circolazione del virus in Lombardia. Quindi occorre, se sara’ confermato l’andamento di queste analisi, la ripartenza dovra’ tener conto che la maggior parte dei cittadini e’ potenzialmente suscettibile e si rende quindi necessaria la massima prudenza in vista della ripartenza”.

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