CRONACA

Guida senza assicurazione e presenta certificati falsi per riavere l’auto sequestrata: denunciato 19enne

Il giovane ha tentato per due volte di ottenere il dissequestro della vettura mostrando documenti assicurativi contraffatti. L'auto sarebbe stata utilizzata anche per un furto con la tecnica dell'abbraccio ai danni di un'anziana nel Veronese

Guida senza assicurazione e presenta certificati falsi per riavere l’auto sequestrata: denunciato 19enne
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A Viadana, un 19enne è stato denunciato dopo aver tentato due volte di ottenere la restituzione di un’Audi A6 sequestrata perché senza assicurazione, presentando certificati contraffatti. Il giovane era già stato denunciato per il furto di una collana ai danni di un’anziana, commesso nel Veronese con la tecnica dell’abbraccio utilizzando la stessa auto.

Auto senza assicurazione

Un’auto sequestrata perché priva di assicurazione e due tentativi di ottenerne la restituzione attraverso certificati assicurativi falsi. È quanto hanno accertato i Carabinieri della Compagnia di Viadana, che hanno denunciato un 19enne di origine romena, senza fissa dimora e con precedenti di polizia. Il giovane è stato denunciato all’Autorità giudiziaria con l’accusa, in ipotesi accusatoria, di falsità materiale commessa da privato e tentata truffa ai danni dello Stato.

Il controllo

La vicenda ha avuto inizio il 26 ottobre 2026, quando i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile di Viadana hanno fermato il ragazzo mentre si trovava alla guida di un’Audi A6 Limousine con targa tedesca. Gli accertamenti, condotti anche attraverso la collaborazione con il Centro di Cooperazione Internazionale di Polizia, hanno permesso di verificare che il veicolo era sprovvisto della necessaria copertura assicurativa.

Al conducente è stata quindi contestata la violazione dell’articolo 193, comma 2, del Codice della strada. Per l’auto è scattato il sequestro amministrativo, con affidamento a una depositeria convenzionata.

Certificati assicurativi contraffatti

La vicenda non si è però conclusa con il provvedimento di sequestro. Il 29 ottobre 2026, infatti, il 19enne si è presentato negli uffici del Nucleo Operativo e Radiomobile di Viadana chiedendo di riottenere il veicolo.

Per raggiungere il proprio obiettivo ha consegnato ai Carabinieri un certificato assicurativo che, dopo le verifiche effettuate tramite i canali di cooperazione internazionale, è risultato falso. Il documento faceva riferimento a una compagnia assicurativa tedesca risultata inesistente o comunque non riconducibile a una reale società assicurativa.

Nonostante il primo tentativo fosse stato scoperto, il giovane avrebbe ripetuto la stessa condotta il 3 novembre 2026, tornando negli uffici dell’Arma con un secondo certificato assicurativo contraffatto nel tentativo di ottenere nuovamente il dissequestro dell’Audi.

Auto utilizzata per un furto nel Veronese

Dagli ulteriori controlli sul conto del 19enne è emerso anche un precedente episodio che lo aveva già coinvolto pochi giorni prima.

Il 28 ottobre 2026, infatti, il giovane era stato denunciato all’Autorità giudiziaria di Verona dai Carabinieri della Stazione di Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona. In quell’occasione era stato ritenuto responsabile, in concorso con una connazionale, di un furto aggravato commesso il 25 ottobre ai danni di un’anziana.

Secondo quanto ricostruito dai militari, i due avrebbero sottratto una collana alla vittima utilizzando la cosiddetta “tecnica dell’abbraccio”, un raggiro nel quale il malvivente avvicina la persona presa di mira con una scusa, spesso simulando un gesto affettuoso, per riuscire a sottrarle gioielli o altri oggetti di valore.

Un particolare collega i due episodi: proprio l’Audi A6 utilizzata per il furto nel Veronese sarebbe stata la stessa successivamente fermata e sequestrata dai Carabinieri a Viadana.

La denuncia all’Autorità giudiziaria

Al termine degli accertamenti, il 19enne è stato denunciato in stato di libertà per le ipotesi di reato di falsità materiale commessa da privato e tentata truffa ai danni dello Stato.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. La responsabilità dell’indagato sarà definitivamente accertata soltanto in presenza di una condanna irrevocabile.