SCANDALO A BRESCIA

Favorivano i bar “amici”: in manette tre carabinieri

Diversi i reati contestati: dalla corruzione alla rivelazione di segreto d’ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Favorivano i bar “amici”: in manette tre carabinieri
Alto Mantovano, 13 Maggio 2020 ore 15:13

Nella giornata di ieri, 12 maggio 2020, nel Bresciano sono stati arrestati per corruzione un imprenditore, due carabinieri e un militare in congedo.

L’operazione congiunta di Fiamme Gialle e Carabinieri

I finanzieri e i carabinieri dei Comandi Provinciali di Brescia, a seguito di indagini svolte sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare personale per reati di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato. Quattro persone sono così finite agli arresti domiciliari: due appartenenti all’Arma dei carabinieri, un imprenditore e un carabiniere in congedo. Si tratta del comandante Giuseppe Serio, 51 anni, e dell’appuntato Gianluca Schina, 47 anni. Con loro a finire in manette anche due imprenditori, un ex carabiniere che oggi si occupa di sicurezza sul lavoro e Nicola Pasina, il giovane titolare di 33 anni del bar Belle Epoque di Piazzale Arnaldo.

L’indagine, scaturita da una segnalazione presentata presso la Procura della Repubblica di Brescia, ha consentito di ricostruire episodi corruttivi nell’ambito di ispezioni in materia di sicurezza sul lavoro.

Regali in cambio di favori

I pubblici ufficiali, a fronte di regali in natura (che cambiavano in base all’attività imprenditoriale del soggetto da controllare) informavano, preventivamente, gli imprenditori destinatari dei controlli dell’imminenza degli stessi. Attraverso l’abuso della funzione pubblica, dunque, l’imprenditore veniva preavvisato dell’ispezione e aveva il tempo di farsi trovare “pronto”. L’effetto sorpresa veniva, così, del tutto pregiudicato, al fine di evitare violazioni e sanzioni, facendo venire meno il principale scopo dell’ispezione, ovvero rilevare eventuali irregolarità in tema di igiene, salute e sicurezza dei lavoratori.

Da controllati a clienti

Inoltre, i carabinieri in servizio addetti ai controlli, erano anche in costante contatto con un collega in pensione che si occupava di consulenza proprio in materia di sicurezza sul lavoro. I destinatari dei controlli diventavano, dunque, possibili “contatti”, trasformando il “controllato” in un cliente per il consulente. Tali conoscenze e relazioni triangolari tra “controllori”, “controllati” e “consulenti” rappresentavano, di fatto, un “accordo” tra pubblici ufficiali e privati, finalizzato, attraverso l’indebito esercizio delle funzioni, a ottenere utilità. Tra i reati contestati a militari dell’Arma in servizio anche la truffa aggravata ai danni dello Stato, in quanto venivano falsificati i documenti attestanti la spettanza di indennità di servizio, così ottenendo emolumenti non spettanti. Agli arresti anche un imprenditore, titolare di un bar del centro di Brescia, che ha ricambiato il preavviso sull’ispezione dando ai controllori indebite utilità.

Ai domiciliari

A fronte della rilevata abitualità dei fatti, il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto gli arresti domiciliari.

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